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GIOCHI

Sordi e la passione per lo scopone scientifico

Il gioco raccontato dal cinema è spesso un ritratto impeccabile di luci e ombre. Ha un chè di emozionante quel brìo tipico delle partite a poker, che trapela in molti film contemporanei. Questa volta ci concentriamo su Alberto Sordi, un caposaldo del cinema italiano, nei panni di Peppino, per il film ‘’Lo Scopone Scientifico’’ del 1972, diretto da Luigi Comencini.

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Roma, anni 70, lo scopone online, la rete, i social era ancora di là da venire, Peppino e Antonia, una coppia di borgatari, aspettano con trepidazione che una ricchissima signora americana ritorni nella la sua opulenta villa, che troneggia imperante su un tappeto di baracche del popolino.

L’anziana ha condotto una vita agiata, tra viaggi e privilegi di ogni sorta, assieme al suo segretario, ex-amante George, che adesso l’accompagna a giocare a carte in giro per il mondo. Peppino e Antonia, si sono preparati intensamente per sfidare la ricca donna a carte. Peppino spera di vincere un po’ di denaro per allargare il suo giro di affari, mentre Antonia sogna da tempo una vita meno grama. Dopo una serie di partite propizie per i due borgotari, la donna, sfiancata e corrosa dall’ansia, li sfida ad un ultima giocata su quello che poteva rivelarsi il suo ‘’ letto di morte’’. Inaspettatamente però, i due perdono tutto, e Antonia, che riversa tutta la colpa su Peppino, farà coppia con Righetto, giocatore di professione, con l’idea di sgominare la sua avversaria alla partita successiva. A questo punto si profila una nuova figura, quella del professore, Mario Carotenuto, che dispensa consigli, e racimola i risparmi della borgata. Come risultato perdono, e Righetto, in preda alla disperazione, si suicida. Peppino e Antonia sono appesi a un filo, sperano in una partita da giocare l’anno seguente, che però non avrà mai luogo, perchè Cleopatra, loro primogenita, regala alla signora una torta pregna di veleno, in occasione della sua partenza.

Lo scopone scientifico: recensione del film di Luigi Comencini

Il film è lo specchio di un’Italia sfibrata da politiche inefficienti, in cui la parola chiave per definirla è smarrimento. Sebbene calzi nel perfetto quadro del Neorealismo Italiano, il film mostra un tocco fiabesco, con la villa della ricca donna che richiama un po’ la la casa di Pan di zenzero della strega di Hansel e Gretel.

Sarà Cleopatra, figlia di borgatari ignoranti, a sfruttare l’unico mezzo che conosce, l’azione fisica, per ‘’risolvere’’ il problema. Altra lettura: la lotta di classe, una partita che racconta la battaglia tra ricchi e poveri, quella dei ricchi, per preservare la loro posizione in società, quella dei poveri, per tirare a campare.

il gioco però non è solo uno strumento di lotta, ma anche un passatempo che prevede sfide amichevoli, come lo scopone online.

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