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Il regno: in dvd la surreale commedia con Fresi e Tortora

In collaborazione con CG Entertainment, Fandango lancia in dvd Il regno, con Stefano Fresi e Max Tortora.

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Opera prima di Francesco Fanuele, Il regno rientra tra i molti film italiani che, a causa dell’emergenza da Coronavirus, hanno avuto vita difficile. Inizialmente finito su piattaforme streaming, è ora disponibile su supporto dvd distribuito da Fandango, in collaborazione con CG Entertainment (www.cgentertainment.it). Ma di cosa parla questo particolare esordio dietro la macchina da presa per l’assistente alla regia di Nanni Moretti?

Trasformando in lungometraggio un suo short, cala il bravo Stefano Fresi nei panni di Giacomo.

Rinnegato e cacciato dal padre – quando era ancora dodicenne – dal casale di campagna che gli diede i primi natali, torna nel posto. Il motivo: è stato viene convocato per i funerali dell’odiato genitore dall’avvocato Bartolomeo Sanna, ovvero Max Tortora, che lo va a prendere in carrozza. Aspetto decisamente atipico cui si aggiunge il fatto che, una volta giunto nella tenuta, l’uomo trova un sacerdote che si esprime esclusivamente in latino. Oltre ad una folla di contadini vestiti di nero, che Sanna gli spiega trattarsi di amici del defunto. Cosa succede? È uno scherzo, oppure è inspiegabilmente tornato nel 1100 D.C. senza essersene reso conto?

A quanto pare, ha semplicemente ereditato il Regno, terreni in cui una comunità di persone ha scelto di tornare ad una vita più umile. Una vita modesta, senza gli assilli della tecnologia moderna. Persone comprendenti la Ofelia interpretata da Silvia D’Amico e per la quale perde la testa. Mentre si alterna tra prosperose ancelle ben disposte ad insaponargli la schiena e ricorso a bibitoni curativi che fanno effetto soltanto dopo quarantotto ore (!!!). Ma anche mentre commette il grave errore di essere socievole e amichevole nei confronti dei propri sudditi.

Nel corso di quasi un’ora e quaranta di visione al cui interno, ovviamente, non mancano occasioni volte alla comicità.

In mezzo a battute (una su Ofelia che si è tolta le mutande) e gag fantozziane (quella della freccia). Quasi ora e quaranta esteticamente curata e mirata in maniera chiara a proporre un cinema italiano diverso dal solito. Un cinema caratterizzato da un taglio internazionale forse influenzato da determinate commedie francesi. Sebbene il regista abbia dichiarato che l’assunto da cui prende il via la trama deriva dalla mitologia che Age, Scarpelli e Monicelli avevano nei loro lavori. E con una sorpresa finale posta al termine dei titoli di coda de Il regno. Accompagnato da trailer e circa nove minuti di backstage nella sezione extra del disco.

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