Cortoons, seconda serie di corti in concorso: la Francia domina

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Seconda serie di corti in concorso: ancora la Francia a farla da padrona con 9 opere, fra le quali spiccano il fantascientifico Love Patate di Gilles Cuevellier, il surreale Muzorama e il 2D Trois Petits Points, forse incompiuti ma con grande forza visionaria; più compiuto ma meno potente Mau del gruppo ESMA e abbastanza originale (forse un po’ fine a se stessa) l’idea di The Holy Chicken of Life Music.

Migliore dei transalpini il corto di chiusura, il claustrofobo incubo Apres Moi, storia di un uomo che insegue se stesso, vagamente lynchano. A farla da padroni in questa serata sono le pellicole che superano i dieci minuti: lo spagnolo Les Bessones del Carrer de Ponent, favola cruda e cattiva realizzata con ottimi puppets e coerenti colori grigi; The Wonder Ospital (Beomsik Shimbe Shim) chiude, forse in maniera troppo vaga, undici amari minuti di buon livello; il gioiellino risulta alla fine il norvegese Angry Man di Anita Killi, interessante tanto per una storia ben costruita sulla visione della figura paterna da parte di un bambino, che viaggia dal ricordo d’infanzia al finale favolistico, quanto per l’interessante miscela di tecniche d’animazione utilizzate.

Applaudiamo B/W Races di Jacopo Martinoni non tanto per la storia, davvero troppo semplice, quanto per il rapporto fra povertà di mezzi e resa filmica, e Paper Plane di Margherita Premuroso perché, anche qui, nonostante la banalità del soggetto, un solo minuto ma ben curato ci regala un po’ di atmosfera.

Particolarmente apprezzati in sala il canadese Nuit Blance di Arev Manoukian, storia di un amore che sarà realizzato con un effettato e ultra-fashion bianco e nero, e il divertentissimo It’s five o cluck somewhere di Christopher Meek, storia di un gallo ubriacone che, novello Scrat con ghianda, tenta di aprire l’ultima lattina di birra.

Angelo Mozzetta

Utlima modifica: 10 Aprile, 2011



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