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ROME INDEPENDENT FILM FESTIVAL

#RIFF A riveder le stelle di Emanuele Caruso

Il documentario, in concorso al Rome Indipendent Film Festival 2020, è il racconto di un viaggio a piedi attraverso l’incontaminato territorio del Parco Nazionale della Val Grande, intrapreso da sei persone che si interrogano sul chi siamo, su come agiamo e soprattutto su come non agiamo nei confronti del nostro pianeta, sempre più a rischio a causa del cambiamento climatico.

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Presentato al Rome Independent Film Festival A riveder le stelle è un documentario di Emanuele Caruso prodotto da Obiettivo Cinema con il contributo dell’Ente Parco Nazionale della Val Grande e il sostegno di Piemonte Doc Film Fund e Ministero dei Beni Culturali – Direzione Cinema, la cui uscita è prevista per il 4 marzo 2021.

A riveder le stelle prende spunto da alcuni dati piuttosto impressionati sul rapido cambiamento climatico a cui il nostro pianeta sta andando incontro e ragiona sulla responsabilità che tutti noi abbiamo per cercare di frenare questa deriva prima che sia troppo tardi.

Una targa in Islanda, concepita come “lettera al futuro”, ricorda il primo ghiacciaio islandese scomparso completamente a causa del surriscaldamento globale

In Islanda c’è una targa, apposta nell’agosto 2019, che ricorda la definitiva scomparsa del primo ghiacciaio islandese, l’Okjökull, a causa del surriscaldamento globale.

La targa, concepita come una “lettera al futuro” si rivolge alle prossime generazioni affinché sappiano se ciò che va fatto oggi per fermare questa drammatica deriva è stato fatto veramente.

Ed esattamente come per la targa islandese, anche il film di Emanuele Caruso vuole essere una lettera al futuro dell’umanità, redatta attraverso il resoconto per immagini di un trekking di sette giorni che un gruppo di sei persone, fra i quali gli attori Maya Sansa e Giuseppe Cederna e il medico epidemiologo Franco Berrino, hanno effettuato in Val Grande, l’area wilderness piemontese più estesa delle Alpi, oltre 150 chilometri quadrati di sola natura.

Un trekking a piedi negli oltre 150 chilometri quadrati dell’area wilderness più estesa delle Alpi

In questo vero paradiso, la natura ha il sopravvento sulle opere dell’uomo. Non esiste elettricità, non c’è rete per i cellulari.

Si tratta di un territorio ancora incontaminato che permette, a chi lo affronta, di ritornare ad avere un contatto profondo con la natura.

Attraverso il cammino e l’immersione nella natura, è possibile, per l’uomo, ristabilire con essa una connessione profonda, interagendo con l’ambiente, a volte amico, altre volte ostico, ma sempre splendido e, soprattutto, unico.

I partecipanti, nel corso delle tappe a piedi – e durante le soste forzate a causa della pioggia battente che li ha colti lungo il cammino – hanno ragionato e si sono confrontati su quanto il drastico cambiamento climatico stia portando il pianeta verso un punto di non ritorno.

E su come l’uomo, con i suoi comportamenti poco virtuosi, spinto da una società dei consumi sempre più frenetica e impazzita, sia responsabile di questo disastro.

Perché l’essere umano reagisce solamente nel momento in cui si ritrova in emergenza a causa del palesarsi di un problema, anziché agire preventivamente?

Nel corso del film ci si domanda per quale motivo l’essere umano reagisca solo allorché un problema si manifesta in tutta la sua drammaticità, anziché agire preventivamente per evitare che questo si presenti.

Ci si immagina un ipotetico spettatore del futuro che, guardando il film, si ponga la domanda: “Perché non avete fatto nulla per evitare che questo accadesse?”.

Il film, le cui riprese sono state realizzate unicamente con due iPhone e un piccolo drone alimentati con energia rinnovabile, alterna momenti estremamente suggestivi grazie alle immagini di un paesaggio splendido e ancora incontaminato, ad altri di riflessione sulla responsabilità che tutti noi abbiamo a causa della nostra incapacità a fare rinunce.  Nonché sul ruolo che potremmo avere e sulle azioni da compiere per tentare di frenare questa deriva autolesionista prima che sia troppo tardi.

L’esperienza compiuta dai sei camminatori si rivela importante per poter ritrovare sé stessi, allontanandosi dalla modernità, da tutto quanto di negativo l’uomo ha fatto. Come si sorprende a pensare, ad un certo punto, Giuseppe Cederna.

Perché tutti, in fin dei conti, ci ritroviamo incastrati in un mondo che avremmo voluto diverso ma che non riusciamo a cambiare, in quanto il vero nemico che ci impedisce di farlo non va ricercato altrove, bensì dentro di noi.

Prendendo a prestito Fabrizio De André quando, in una sua canzone, afferma che “siamo tutti coinvolti”, il film di Emanuele Caruso termina con una scritta su un cielo stellato: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Solo così, forse, se veramente fossimo in grado di attuare un cambiamento nel nostro modo di vivere, allora riusciremmo a tornare “a riveder le stelle”.

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A riveder le stelle

  • Anno: 2020
  • Durata: 73'
  • Distribuzione: Obiettivo Cinema
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Emanuele Caruso
  • Data di uscita: 04-March-2021