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ALICE NELLA CITTA

#AliceNellaCittà 2020 spicca il volo: dall’Auditorium alla Nuvola di Fuksas.

Alice nella Città è sempre stata la sezione più innovativa, visionaria e originale fra quelle legate alla Festa del Cinema di Roma. Ecco il programma di questa edizione 2020 in partenza il 15 ottobre.

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Alice nella Città

Giovani generazioni crescono

Che lo si voglia ammettere o no, Alice nella Città è sempre stata la sezione più innovativa, visionaria e originale fra quelle legate alla Festa del Cinema di Roma, ed anche quest’anno non si è smentita.

Nata nel 2003 come manifestazione autonoma di cinema internazionale dedicato alle giovani generazioni, e divenuta dal 2006 al 2011 una sezione della Festa del Cinema di Roma, dal 2012 è tornata a vivere una vita autonoma ma parallela alla Festa medesima.

Oggi Alice nella Città ha un suo statuto personalissimo, che incide sulle scelte delle opere, sullo stile della direzione artistica e sul suo fedelissimo pubblico.

Una ricetta vincente tra realtà e fantasia

Quali sono gli ingredienti della formula vincente di Alice nella Città?

Innanzitutto le tematiche e le storie che raccontano i ragazzi e gli adolescenti, già di per sé avvincenti, inedite e spiazzanti, che rispecchiano un’età fantastica e difficilissima, piena di promesse, paure, possibilità, trasformazioni, espresse ed inespresse, del corpo e della psiche.

E tutto questo viene ben rappresentato dai film che, anno dopo anno, vengono selezionati e presentati.

Molto contano anche le capacità comunicative e la passione dei direttori artistici – Fabia Bettini e Gianluca Giannelli – che hanno scelto uno stile informale, empatico e coinvolgente per portare avanti la loro proposta festivaliera, fra cinema, incontri, conferenze stampa e proiezioni dedicate ai giovani e alle scuole e, last but not least, un pubblico affezionatissimo di ogni età, che comprende senza distinzione studenti, giornalisti, pensionati e cinefili in cerca di belle storie sui giovani ma anche inter-generazionali che facciano sognare e riflettere.

Edizione 2020: il corpo, l’appartenenza, la resilienza

La partita più importante di Alice si gioca, da sempre, sulla scelta di opere che aprono nuove finestre sui mondi giovanili.

I temi di quest’anno, come hanno ricordato i direttori artistici, sono legati al corpo, tabù da sempre negli adolescenti e luogo simbolico che assume una dimensione molto importante nel cambiamento evolutivo, l’appartenenza a una comunità ed un territorio, per rispondere alle domande identitarie (chi siamo, quali sono le nostre origini e radici) e la capacità di resilienza dei giovani, di fronte alle famiglie distopiche o agli abbandoni subiti. Poi ci sono film su temi di attualità, come l’ambiente (in Trash di Luca Della Grotta Francesco Dafano) o il coraggio.

La centratura della sezione dedicata alle nuove generazioni appare già ben rappresentata dal manifesto dell’edizione 2020, opera della giovane e talentuosa disegnatrice salernitana Zuzu, che evidenzia, tra colori pastello e liquidità delle immagini, la fase adolescenziale di estraniamento dal corpo che cambia, da sé stessi bambini e dalla famiglia, quando arriva il momento di cambiare pelle: anche i film selezionati, ovviamente, rispondono a questa linea narrativa.

Alice nella Città 2020: i titoli principali in cartellone

Fra i principali titoli di Alice 2020 in concorso:  Gagarine, opera prima di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh con la giovane attrice Lyna Khoudri; Slalom di Charlène Favier, Tigers di Ronnie Sandahl, Nadia, Butterfly di Pascal Plante, Felicità di Bruno MerleShadows di Carlo Lavagna, opera di esordio di Mia Threapleton, figlia di Kate Winslet.

E ancora: Punta Sacra di Francesca MazzoleniIbrahim di Samir Guesmi, Kajillionaire, di Miranda July, Calamity di Rémy Chayé, film d’animazione, il documentario Stray di Elizabeth Lo, che ha come protagonista un cane randagio, e Wendy di Benh Zeitlin, ispirato alla Wendy del notissimo Peter Pan.