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Talk show, lo spettacolo della parola. Storia di un format di successo

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Tra i generi televisivi che al giorno d’oggi risultano più popolari e apprezzati c’è senza dubbio il cosiddetto ‘talk show’, la cui traduzione è ‘spettacolo della parola’. Bisogna tornare indietro per trovare testimonianza del primo e più longevo talk show della televisione italiana: era il 1982 quando andava per la prima volta in onda il ‘Maurizio Costanzo Show’. Per comprendere il segreto del successo di un format che punta su volti, espressività e parole bisogna fare mente locale sul fatto che l’uomo – per sua essenza – ha un estremo bisogno di sentirsi partecipe di qualsiasi situazione si trovi ad affrontare.

Il pubblico ‘partecipa’ al dibattito: gossip e frivolezze ma anche attualità e politica

Il talk show offre, assieme al comfort di un ambiente rilassato, la possibilità di prendere praticamente parte alla conversazione, parteggiando per questa o quella opinione.

Al centro dei talk, infatti, vengono sempre poste tematiche trasversali e di grande interesse in relazione a un particolare momento storico. Anche se, bisogna dirlo, non mancano format più leggeri che puntano invece a favorire il gossip e la cronaca rosa: frivolezze, vip e scoop sono insomma un mix in grado di accattivare le simpatie del pubblico specie nel pomeriggio e nel post pranzo.

Senza dubbio ‘Uomini e donne’ è l’esempio di un talk show che a tratti sfocia nel reality, senza dimenticare come il salotto di Barbara D’Urso si offra – ricorrendo anche a contributi e collegamenti da fuori studio – di intrattenere un certo target di pubblico.

Alla sera, in corrispondenza della fascia dei telegiornali (e sempre di più anche intorno all’ora di pranzo) è possibile scegliere di seguire talk show come ‘L’Arena’ o ‘In Onda’ che più che altro mirano a sviluppare e indagare tematiche di cronaca, attualità e politica: consulta ora il palinsesto completo dei programmi.

L’importanza delle luci, l’allestimento dello studio e i protagonisti

La costruzione del set, ovvero della scenografia all’interno della quale prenderà vita il format del talk show è un passaggio cruciale. Vale sempre la solita regola: anche l’occhio vuole la sua parte. Lo studio dell’atmosfera, dell’arredamento e dei colori non è affatto un dettaglio secondario quando si tratta di alzare lo share. Al centro del talk show si pone la conversazione, la parola con le sue infinite sfaccettature. I toni sono sempre diversi, in genere si porta avanti un dialogo colloquiale o informale ma capita che gli animi si accendano. In questo caso il ruolo del conduttore – che fa da mediatore – assume grande rilievo. Molto spesso ricorrere a un collegamento da fuori studio (spesso con l’ausilio di un inviato) può essere utile per stemperare l’atmosfera.

Tra gli elementi di disturbo più comuni nella trasmissione c’è la sovrapposizione di interventi, tipica del momento in cui due o più ospiti parlano all’unisono. Anche inquadrature sbagliate possono distrarre lo spettatore e bisogna evitarle per la buona riuscita del talk. Infine uno sguardo alle luci, il cui impiego è direttamente connesso all’atmosfera che si vuole imprimere al programma. Certi colori hanno significati ben precisi e vengono usati ad hoc: il verde indica relax, il rosso sottolinea un conflitto, mentre il giallo è il colore del mistero per eccellenza (spesso abbinato al nero).