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Su Netflix il docufilm di Daniel H. Birman Dalla condanna alla grazia: la storia di Cyntoia Brown

Un film toccante e intenso sulla storia giudiziaria e umana di Cyntoia Brown

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Cosa vedere su Netflix. È disponibile sulla piattaforma Netflix Dalla condanna alla grazia: la storia di Cyntoia Brown, docufilm del regista statunitense Daniel H. Birman.

Il documentario ripercorre quindici anni della vita di Cyntoia Denise Brown, dal momento in cui, nel 2014, questa ragazzina di sedici anni venne arrestata e condannata all’ergastolo per aver ucciso un uomo.

Dall’omicidio alla condanna all’ergastolo di Cyntoia Brown

A quel tempo Cyntoia era una giovane sbandata, abbandonata dalla madre naturale e data in adozione a un’altra donna. Dedita all’alcol e alle droghe, era finita in un giro di sfruttamento della prostituzione.

Spinta dal proprio protettore, la notte del 6 agosto 2014 aveva incontrato John Allen, un agente immobiliare quarantatreenne con il quale aveva passato la notte.

Terrorizzata dal fatto che l’uomo potesse farle del male, l’aveva ucciso sparandogli ripetutamente alla schiena.

Rinchiusa nel carcere minorile di Nashville, nel Tennessee, ritenuta colpevole di omicidio volontario a scopo di rapina, venne condannata a scontare la pena dell’ergastolo.

Il film di Birman ripercorre tutta la vicenda giudiziaria dal momento in cui la giovane viene incarcerata sino al giorno in cui, dopo quindici anni di prigione, riceve la grazia da parte del Governatore dello Stato, potendo così uscire dal carcere e affrontare una nuova vita.

Il caso di Cyntoya Brown fece scalpore negli Stati Uniti in quanto la ragazza, minorenne all’epoca dell’omicidio, venne trasferita da subito dal riformatorio a un carcere penale senza che le fossero  riconosciute le varie attenuanti psichiche, nonostante varie relazioni di psicologi e psichiatri.

Cyntoia, infatti, aveva alle spalle una dolorosa storia di abusi, abbandoni e alcol.

In particolare venne appurato che la ragazza era stata vittima della Sindrome alcolica fetale, provocata dall’abuso di alcol da parte della madre durante la gravidanza.

Ciò ha provocato in Cyntoia danni cerebrali con disturbi dello sviluppo neurologico e abilità ridotte paragonabili a quelle di soggetti con lievi danni cerebrali.

Tuttavia, la sua forza di volontà le ha permesso di non abbattersi in carcere, ma di crescere e cambiare radicalmente la propria vita e il proprio modo di essere. Al punto di riuscire a studiare, conseguire due lauree e scrivere una autobiografia.

Una recente legge considera in maniera diversa la prostituzione minorile

Dopo una serie di processi che non mutarono la sentenza iniziale gli avvocati riuscirono a ottenere la grazia nel 2019 da parte del Governatore del Tennesse.

Ciò fu possibile grazie al reale cambiamento mostrato da Cyntoia ma, soprattutto, al fatto che, nel frattempo nello stato del Tennessee era cambiato il modo di considerare la prostituzione minorile.

Nel 2017, infatti, viene emanata una legge, ispirata proprio al caso di Cyntoia, che vieta di condannare i minori per reati di prostituzione.

Alla luce di questo Cyntoia avrebbe dovuto essere considerata non come un’omicida bensì come una schiava sessuale.

Il suo caso è stato oggetto di una campagna denominata #FreeCyntoiaBrown, alla quale avevano aderito varie star dello spettacolo e dello sport, fra le quali la cantante Rihanna e il campione di basket LeBron James.

La storia di Cyntoia Brown é un film toccante e commovente

Birman ha il merito di aver realizzato un film toccante e molto intenso, scavando a fondo nell’intimo dei protagonisti, messi a nudo di fronte alle loro responsabilità.

È il caso della madre naturale di Cyntoia, della nonna materna o, anche dell’avvocato d’ufficio della ragazza colpevole di non aver prestato particolare attenzione, nel corso del primo processo, ai gravi danni e alle conseguenze mediche subiti dal feto durante la gravidanza.

Il regista pone, inoltre, alcuni quesiti importanti che vanno oltre il mero caso giudiziario, interrogandosi sul senso etico della giustizia e su quale sia il fine ultimo del carcere.

Cyntoia è sicuramente colpevole di aver ucciso l’uomo con il quale si era appartata quella notte.

Allo stesso tempo, è chiaramente una vittima e, in quanto tale, le sentenze che i sono susseguite nel corso degli anni avrebbero dovuto tenerne conto.

Assistere al difficile percorso che Cyntoia ha dovuto compiere prima di poter venire riconosciuta come tale e non solo come la colpevole di un omicidio, è estremamente doloroso e, al tempo stesso, assai commovente.

Oggi questa donna, liberata nell’agosto del 2019, che dovrà comunque restare in libertà vigilata per dieci anni, ha ottenuto una seconda chance.

In carcere è cambiata profondamente, è cresciuta diventando più matura. Conscia del grave atto da lei commesso, si batte per le riforme sociali e per le vittime dei traffici sessuali.

Ha una famiglia e una comunità di persone che la sostengono e le vogliono bene ma, soprattutto, ha acquisito la consapevolezza di dover fare qualcosa per i molti giovani che stanno vivendo il dramma che lei ha vissuto tanti anni fa.

  • Anno: 2020
  • Durata: 96'
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Stati Uniti
  • Regia: Daniel H. Birman
  • Data di uscita: 15-April-2020