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In seconda serata

In seconda serata su Rete 4 alle 23,35 Borotalco di e con Carlo Verdone ed Eleonora Giorgi

Borotalco è, probabilmente, uno dei film più riusciti di Carlo Verdone: un lavoro in cui il regista romano abbandona i macchiettismi di inizio carriera e restituisce un'immagine non scontata dell'Italia dei primi anni '80. Cinque David di Donatello (uno per il miglior film) e due Nastri d'Argento

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In seconda serata su Rete 4 alle 23,35 Borotalco, un film del 1982 diretto da Carlo Verdone, il primo da lui interpretato nei panni di un solo personaggio. Roberta Manfredi, fidanzata di Verdone nel film, è figlia dell’attore Nino Manfredi. Angelo Infanti ha dichiarato in un’intervista alla trasmissione televisiva Stracult che il suo personaggio era stato scritto originariamente per Vittorio Gassman. Il nome del personaggio Sergio Benvenuti è un doppio omaggio di Verdone al regista Sergio Leone e allo sceneggiatore Leonardo Benvenuti. Nel film c’è una breve apparizione di Moana Pozzi agli esordi, nel ruolo di un’amica straniera di Manuel Fantoni che accoglie Sergio: Moana è anche la pin-up ritratta nel calendario affisso nella stanza di Sergio e Marcello. Tra i brani del film ricordiamo Chi te l’ha detto? e Grande figlio di puttana (che proprio grazie al film godranno di grossa popolarità: secondo le dichiarazioni di Gaetano Curreri, il finale venne addirittura modificato da Verdone in fase di riprese per allacciarsi con quest’ultimo pezzo, utilizzato appunto per i titoli di coda) eseguiti dai neo-costituiti Stadio (con tale denominazione i musicisti della band – attivi assieme da anni con Lucio Dalla – stavano debuttando contestualmente come gruppo a sé), mentre Fabio Liberatori – storico tastierista del gruppo – ha composto la colonna sonora originale del film, eseguita dal gruppo stesso con interventi dello stesso cantautore bolognese.

Borotalco vinse cinque David di Donatello (Miglior film, Miglior attore protagonista a Carlo Verdone, Migliore attrice protagonista a Eleonora Giorgi, Migliore attore non protagonista a Angelo Infanti, Miglior colonna sonora a Lucio Dalla e Fabio Liberatori) e due Nastri d’Argento (Migliore attrice protagonista a Eleonora Giorgi, Migliore colonna sonora a Lucio Dalla e Fabio Liberatori). Con Carlo Verdone, Eleonora Giorgi, Angelo Infanti, Christian De Sica, Enrico Papa, Roberta Manfredi, Mario Brega, Isa Gallinelli.

Sinossi
Sergio Benvenuti, ragazzotto ingenuo e piuttosto impacciato, trova lavoro come venditore presso una casa editrice musicale. Dovrebbe essere il suo trampolino di lancio: carriera e quindi matrimonio con l’eterna fidanzata. In realtà finisce all’ultimo posto nelle vendite. Per un equivoco viene scambiato, da una sua collega, per un vissuto playboy, ma il sogno dura poco.

Borotalco è, probabilmente, uno dei film più riusciti di Carlo Verdone: un lavoro in cui il regista romano abbandona i macchiettismi di inizio carriera e, superati da poco i trent’anni, restituisce un’immagine non scontata dell’Italia dei primi anni ’80, e, nel complesso, una ricostruzione realistica dei sentimenti dei giovani di allora e di una certa epoca poi detta, talvolta anche gratuitamente, del “riflusso”. Il film traccia un quadro non scontato dei rapporti fra realtà e fantasie, descrivendo in maniera lieve, ma riuscita, i sogni tarpati di molta piccola borghesia.

Dopo i grandi riscontri di pubblico dei primi due film ad episodi, ben prodotti da Sergio Leone (il quale, si mormora, diede più di una mano in cabina di regia e montaggio al giovane autore), Verdone volle girare il suo primo film a tema, descrivendo l’amore mancato fra un giovane che, per sopravvivere ed in vista del matrimonio con la figlia di un piccolo commerciante al dettaglio, si finge un uomo di mondo per conquistare una bella venditrice di enciclopedie porta a porta, spacciandosi per tal Manuel Fantoni (in realtà piccolo impostore del sottobosco romano alle prese con qualche guaio giudiziario), affabulandola con avventure mai vissute e vantando buone entrature nel mondo dello spettacolo. Fa seguito il solito scatenarsi di equivoci di ascendenza plautiana, fino alla conclusione, non così pacifica e serena come ogni tanto si legge in rete o in qualche dizionario del cinema.

Sotto il profilo prettamente tecnico, Borotalco non eccelle sotto l’aspetto registico, anche se denota, da parte di Verdone, un’attenta scelta delle location e una descrizione non bozzettistica di Roma, privilegiando uno sguardo disincantato sulle soleggiate periferie della Capitale; ottime invece le interpretazioni, sia dei due protagonisti (Eleonora Giorgi, in particolare, è di gran lunga la miglior attrice brillante degli ultimi trent’anni di cinema italico), che, principalmente, dei caratteristi utilizzati dal regista: il compianto Mario Brega, nel ruolo del trucido quasi suocero del protagonista, e Angelo Infanti, in quello del “grande figlio di puttana” Manuel Fantoni, un guitto alla Gassmann de Il sorpasso, in chiave minore.

I personaggi di Verdone e della Giorgi vivono, sostanzialmente, due vite parallele: frustrati dal quotidiano, reagiscono con una fuga verso un mondo che non è il loro e non corrisponde a quello reale. L’uno calandosi nei panni di Manuel Fantoni, vantando l’esotismo del cargo battente bandiera liberiana; l’altra sognando un incontro con il suo idolo Lucio Dalla, magari per entrare nel mondo della canzone, un altrove che molti giovani sognavano, e tuttora sognano mutando i propri idoli di turno. Sul finire del film, tutti i sogni crollano, perché cala la maschera di Fantoni, e contemporaneamente scema il mito di Lucio Dalla, svanisce il mito esotico e svanisce anche quello dello spettacolo.

Ciò che resta è un forzoso ritorno alla vita piccolo borghese, al matrimonio non voluto, l’interruzione del rapporto sentimentale desiderato, che, nel finale non accomodante del film, viene a riproporsi nella fugacità del tradimento, nella normalità e, se vogliamo, nella bassezza delle relazioni umane. Al dunque, nessuno dei personaggi del film ha il coraggio di uscire dal proprio guscio, di avere quel colpo d’ala volto a riabilitare una vita piatta: i sogni muoiono all’alba ed il cargo rimane ancorato al proprio porto, o naviga solo nella fantasia.

  • Anno: 1982
  • Durata: 97'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Carlo Verdone