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Stasera in Tv

Stasera in tv su Cine34 alle 21,10 La voce della luna, l’ultimo film di Federico Fellini

“Se tutti facessimo un po’ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire”: mosso dall’insofferenza nei confronti della società e di un sistema di valori in cui non si riconosce, Federico Fellini con il suo ultimo film tenta di risalire all’essenziale, a ciò che precede la parola. Un soffio di vento, una musica, una voce incomprensibile. Là dove insiste quel senso che sempre sfugge

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  • Anno: 1989
  • Durata: 116'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Grottesco
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Federico Fellini

Stasera in tv su Cine34 alle 21,10 La voce della luna, un film del 1990, l’ultimo diretto da Federico Fellini. È ispirato al romanzo Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni. È stato presentato fuori concorso al 43º Festival di Cannes. Sceneggiato da Federico Fellini, Ermanno Cavazzoni e Tullio Pinelli, con la fotografia di Tonino Delli Colli, il montaggio di Nino Baragli, le scenografie di Dante Ferretti, i costumi di Maurizio Millenotti e le musiche di Nicola PiovaniLa voce della luna è interpretato da Roberto Benigni, Paolo Villaggio, Nadia Ottaviani, Angelo Orlando, Marisa Tomasi, Syusy Blady, Patrizio Roversi, Helena Velena. Prodotto da Mario e Vittorio Cecchi Gori. Il film vinse tre David di Donatello (Miglior attore protagonista a Paolo Villaggio, Migliore scenografia a Dante Ferretti, Miglior montaggio a Nino Baragli) e un Nastro d’Argento (Migliore colonna sonora a Nicola Piovani).

Sinossi
Bassa Padana: il sognatore Ivo Salvini, sente le voci dai pozzi illuminati dalla luna e cerca la donna ideale. Ha piccole avventure con personaggi un po’ folli, finchè incontra l’ex prefetto Gonella, che dappertutto vede congiure. Insieme irrompono in una discoteca, assistono alla “cattura” della luna in diretta Tv. Solo loro due, per amore o per angoscia, sanno “ascoltare” il silenzio della notte.

Alle soglie della terza età Federico Fellini è tornato sull’antica strada di Gelsomina, ma è noto che la provincia dell’emisfero consumista è oggi un gran carnevale di sovrastrutture rutilanti: la dolce vita si è trasferita in periferia evidenziando la volgarità delle gnoccate, dei concorsi di bellezza, delle sponsorizzazioni politico-religiose. Ovunque si grida, si suona, si starnazza e talvolta si spara; e in tanto fragore rischia di perdersi per sempre quella ‘voce della luna’, che è un bisbiglio magari immaginario, smozzicato, intelligibile solo per matti e iniziati. Del resto catturare la luna, come fanno fantascientificamente alcuni paesani imbragandola in una cascina, serve solo ad animare l’ennesima tavola rotonda sulla piazza di Reggiolo con l’odiosa ufficialità impegnata a sfruttare l’evento. E la morale che si trae dalla contemplazione del disordine è perfino troppo semplice: ‘Se tutti facessimo un po’ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire‘. Quando il pirotecnico Benigni suggella il film con questa frase siamo tutti amaramente consapevoli che il mondo del silenzio, della poesia e dell’estasi ci sta ormai alle spalle; e che il nostro destino, già scritto, sarà di imboccare il pertugio per l’aldilà in mezzo a un chiasso indiavolato. La voce della luna è la fantasticheria di un filosofo scontento che ha fatto un sogno dopo aver letto il romanzo Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni. Un libro amabilmente popolaresco e buffo, ma anche gelatinoso e iterativo, dal quale Fellini con l’ispirazione del grande illustratore ha tratto in sostanza l’immagine archetipica di: un pozzo nella campagna sotto la luna, e un matto davanti. Mentre Roberto Benigni, nel cui pallore lunare s’incrociano Leopardi, Pinocchio e Pierrot, dimentico della propria maschera sfrontata, parla in un italiano fin troppo pulito ed educato ma dà all’Ivo Salvini le vibrazioni d’una piuma, Paolo Villaggio è un Gonnella di forte carica drammatica, nel quale Fantozzi si ribalta con insospettata intensità. Fra i moltissimi altri attori, alcuni dei quali familiari agli spettatori di varietà televisivi, è doveroso citare almeno Syusy Blady, la sorella dell’Aldina. E dieci con lode va ancora una volta ai collaboratori preziosi di Fellini: Delli Colli, Ferretti, Millenotti, Baragli, il musicista Nicola Piovani, in certi momenti un Nino Rota redivivo”.