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2020

Lourdes di Thierry Demaizière e Alban Teurlai: la democrazia della fede

I due autori e registi ci immergono in un'indagine prevalentemente antropologica, in cui il mistero della fede passa per coloro che ogni giorno popolano questo limbo tra cielo e terra, essi stessi incarnati nel dolore e nella sofferenza perenni

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Ogni anno più di 3 milioni di pellegrini si recano a Lourdes. Dal 1858, i medici hanno constatato 7000 guarigioni inspiegabili. La Chiesa ha riconosciuto 70 miracoli“.

Questo l’incipit di Lourdes, il documentario di Thierry Demaizière e Alban Teurlai, uscita evento in sala solo per il 24 – 25 – 26 Febbraio. Accolto con grande successo di pubblico in Francia con oltre 260.000 spettatori.

Per Allociné è tra i 15 migliori documentari degli ultimi 10 anni. Distribuito in Italia da 102 Distribution con la collaborazione di ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema. Prodotto da Falabracks in coproduzione con Mars Films, France 3 Cinéma, con la partecipazione di France Télévisions, e Canal+.

Lourdes in una indagine prevalentemente antropologica

I due autori e registi ci immergono in un’indagine prevalentemente antropologica, in cui il mistero della fede passa per coloro che ogni giorno popolano questo limbo tra cielo e terra, essi stessi incarnati nel dolore e nella sofferenza perenni.

È la loro terra, Lourdes, e lo avvertiamo appena ci confrontiamo con esistenze dotate di una singolarità che annulla tutto. Annulla ogni razionalità, ogni percezione a cui noi esseri sani rispondiamo, in un rapporto con l’ambiente, con l’altro da noi, con se stessi, non mediato da ostacoli perenni ad un fluire sereno e beato.

Entriamo nella vita di Augustin, un bimbo nato con una gravissima sentenza di morte sul capo, in una famiglia di certo non graziata dal caso, che si aggrappa a Maria, alla fede, per riuscire a tenere il piccolo ancora con loro almeno un altro anno. Seguiamo i preparativi della visita a Lourdes del padre e del fratellino maggiore, ed entriamo, insieme a loro, insieme agli altri pellegrini, in un universo dove impareremo a capire come tutto sia possibile.

La democrazia della fede

Il merito di Lourdes è la visione di un regno dei cieli in Terra, dove tutti sono uguali in quanto esseri umani.

A Lourdes ogni discrepanza si annulla: l’uomo è uguale nell’umiltà e nella consapevolezza della propria condizione fallibile, sofferente e mortale, nell’essenza di un lasciarsi andare, di un affidarsi ad un altro da sé a cui delegare un’impotenza inevitabile.

Nelle storie-testimonianze con cui ci confrontiamo, impossibile non essere toccati, coinvolti: sacro e profano si scambiano continuamente il posto. Il lavoro delle infermiere, dei volontari, in un ausilio reciproco, un dare e avere non esente dallo scandalo del più debole: “Oggi tizio che stavo lavando ha cagato due volte nella doccia e ho dovuto pulirlo”.

E lo abbiamo davanti, lo scandalo: esseri storpi, costretti a vivere in un corpo rattrappito, contorto, intrappolati dentro una carne, dentro terminazioni nervose contro cui lottare ogni giorno, fino al giorno della fine. Questa realtà Lourdes ce la mette davanti costantemente, sollevando quesiti sempre più corposi, contraddittori, parallelamente a una democratizzazione sempre più viva, palese: la democrazia della fede.

Come nel discorso della montagna di Gesù, Lourdes accoglie e protegge tutti gli ultimi di questa Terra: le prostitute transessuali, la comunità gitana, i malati incurabili, gli storpi, gli afflitti nel corpo giovane, derisi a scuola, impotenti e schiacciati da un giogo perenne. Lourdes e il suo mistero, dove sono amati, coccolati, dove condividono una condizione di uguali tra uguali, lo possono comprendere a fondo soltanto loro, e il trauma è grande quando devono separarsene, quando è il momento di tornare a casa, alla quotidianità.

Incursori della contemporaneità

Demaizière e Teurlai sono variegati incursori della contemporaneità.

Prima tappa Reset Storia di una creazione (2015), dedito all’anticonformismo del coreografo francese Benjamin Millepied che si scontra con l’immobilismo dell’Operà di Parigi.

Seconda tappa: Rocco (2016), esplorazione nel porno nel ritratto di uno dei suoi feticci Rocco Siffredi.

Con la terza tappa, Lourdes (2019), riescono nell’intento di dipingere un ritratto inedito di un luogo simbolo, consegnando a noi ‘normali’, una grande lezione di ridimensionamento di una volontà di potenza nata di per sé con il limite estremo del dolore e della morte.

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  • Anno: 2019
  • Durata: 91'
  • Distribuzione: 102 Distribution
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Thierry Demaizière e Alban Teurlai
  • Data di uscita: 24-February-2020