70 Berlinale: My Salinger Year di Philippe Falardeau, con Sigourney Weaver (Film d’Apertura)

My Salinger Year

My Salinger Year sembra rifarsi agli schemi de Il diavolo veste Prada, con la brava Margaret Qualley in versione Anne Hathaway e la carismatica Sigourney Weaver in quelli di Meryl Streep

  • Anno: 2020
  • Durata: 101'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Canada, Irlanda
  • Regia: Philippe Falardeau

Curiosa la scelta di Carlo Chatrian di aprire la 70esima edizione del Berlino Film Festival, la prima da lui diretta, con un film, My Salinger Year, dedicato a un personaggio che ha fatto dell’assenza dalle scene, disertate all’indomani della pubblicazione del suo romanzo più famoso (Il giovane Holden), la caratteristica peculiare della sua misteriosa esistenza.

Nella giornata di massimo presenzialismo, quella in cui il festival coglie l’occasione per presentare in carne ossa i membri della propria organizzazione (dal comitato direttivo alle varie giurie internazionali) il cartellone propone allo spettatore la storia di un uomo che non c’è.

O almeno questo è il diktat che Joanna (Margaret Qualley) si sente ripetere da Margaret (Sigourney Weaver, direttrice di una delle agenzie letterarie più famose di New York) ogni qualvolta la ragazza adombra la possibilità di far interloquire lo scrittore con uno dei migliaia di fan ai quali deve comunicare l’indisponibilità dello stesso a leggere le loro missive.

My Salinger Year crea la premessa per un coming of age in cui la presa di coscienza del personaggio e la sua emancipazione dalle fantasie giovanili diventa il più classico dei racconti di formazione

Facendo coincidere le aspettative di Joanna, studentessa di Berkley e aspirante scrittrice, con un lavoro, quello di segretaria, che in qualche modo le permette di venire a contatto con chi ne potrebbe supportare gli sforzi, My Salinger Year crea la premessa per un coming of age in cui la presa di coscienza del personaggio e la sua emancipazione dalle fantasie giovanili diventa il più classico dei racconti di formazione.

Da cui il problema a monte del film del canadese Philippe Falardeau (Monsieur Lazaire)il qualealle prese con uno dei generi più frequentati dal cinema americano per il surplus di empatia tipico delle produzioni mainstream, decide di seguire il percorso più semplice, con una messinscena tanto riconoscibile quanto scontata.

Così, sia nella schermaglia tra l’innocente pulzella e la severa pigmaliona, sia nella presenza di colleghi di lavoro disposti a aiutarla a superare i momenti più difficili del duro apprendistato, My Salinger Year sembra rifarsi agli schemi de Il diavolo veste Prada, con la brava Margaret Qualley in versione Anne Hathaway e la carismatica Sigourney Weaver in quelli di Meryl Streep.

In questo scenario di Salinger rimane poco e niente, anche lui come lo spettatore, impotente di fronte alla zuccherosa fotogenia dell’emergente Qualley.

Utlima modifica: 21 Febbraio, 2020



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