31° Trieste Film Festival: Cat in the Wall di Mina Mileva e Vesela Kazakova. Bulgari, gatti e Brexit al festival triestino

cat in the wall

Cat in the Wall di Mina Mileva e Vesela Kazakova è l'ennesima riprova del buon stato di salute evidenziato dal cinema bulgaro

  • Anno: 2019
  • Durata: 92'
  • Nazionalita: Bulgaria - Regno Unito - Francia
  • Regia: Mina Mileva e Vesela Kazakova

Cat in the Wall di Mina Mileva e Vesela Kazakova è l’ennesima riprova del buon stato di salute evidenziato dal cinema bulgaro.

Bulgari in trasferta a Londra

Lo speciale dedicato da Taxi Drivers al 31° Trieste Film Festival ha evidenziato finora la notevole qualità dei film realizzati in questo periodo da cineasti bulgari. Tanto l’avvincente Rounds di Stephan Komandarev che il vincitore stesso del festival, The Father di Kristina Grozeva e Petar Valchanov, con la società d’appartenenza e con il territorio bulgaro potevano comunque vantare un legame diretto.

Nel caso di Cat in the Wall (Kot w scianie) il pubblico triestino si è potuto invece confrontare con un lungometraggio realizzato in trasferta. E che trasferta! Nella Londra degli affollati caseggiati popolari spesso presenti nel cinema di un Ken Loach o di un Mike Leigh, nell’Inghilterra più proletaria dove la convivenza tra etnie diverse non risulta poi così agevole, due cineaste di Sofia con ottimi precedenti a livello documentario, Mina Mileva e Vesela Kazakova, hanno deciso di ambientare il loro pungente racconto cinematografico.

Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

Alquanto lineare, senza fronzoli, la traccia narrativa di Cat in the Wall si ispira a piccoli fatti di cronaca realmente accaduti per raccontare la difficile quotidianità di un modesto nucleo famigliare bulgaro, ritrovatosi a vivere presso un edificio popolare alla periferia di Londra in cui i rapporti di “buon vicinato” possono riservare amare sorprese, le speculazioni edilizie sono dietro l’angolo e le istituzioni non si palesano quasi mai con un volto comprensivo e amichevole.

Siamo per giunta in un’atmosfera pre-Brexit che vede certe tensioni salire alle stelle.

E così per due dei protagonisti, fratello e sorella giunti in Inghilterra dall’Europa Orientale con ottime referenze e un livello di istruzione medio-alto, l’impresa sarà sia trovare impieghi dignitosi e all’altezza delle loro aspettative, sia confrontarsi con l’ostilità e i pregiudizi diffusi nell’ambiente in cui vivono.

Minimalista e appassionante

Girato con un’encomiabile attenzione per il dato sociale, il film di Mina Mileva e Vesela Kazakova nel suo minimalismo tutt’altro che sciatto si rivelerà appassionante pure sotto il profilo della progressione narrativa, determinata da un “casus belli” cui gli amanti degli animali non possono certo restare insensibili: la temporanea scomparsa di un bel gattone, conteso per giunta dalla famigliola bulgara e da alcuni vicini di casa col dente avvelenato. Come non ricordare, a questo punto, Ognuno cerca il suo gatto di Cédric Klapisch!

Anche se alla sostanziale leggerezza del film francese faranno riscontro, qui, rapporti interpersonali ben più tesi e destinati a deflagrare nella prevedibile, classica e comunque disdicevole “guerra tra poveri”.

Utlima modifica: 16 Febbraio, 2020



Condividi