Dopo la vittoria di Parasite agli Oscar, arriva nelle sale il secondo film di Bong Joon-ho, Memorie di un assassino

Dopo la vittoria agli Oscar di Parasite (miglior film, miglior film internazionale, miglior regia e miglior sceneggiatura originale), esce nelle sale il secondo lungometraggio di Bong Joon-ho, Memorie di un assassino (2003), un film di grande ingegno in cui il regista coreano mostrava già il suo spiccato talento. Da non perdere

  • Anno: 2003
  • Durata: 129'
  • Distribuzione: Academy Two
  • Genere: Poliziesco, Thriller, Noir
  • Nazionalita: Corea del Sud
  • Regia: Bong Joon-ho
  • Data di uscita: 13-February-2020

Dopo la vittoria agli Oscar 2020 di Parasite (miglior film, miglior film internazionale, miglior regia e miglior sceneggiatura originale), esce nelle sale cinematografiche il secondo lungometraggio di Bong Joon-ho, dal titolo Memorie di un assassino, distribuito da Academy Two in 40 copie. Correva l’anno 2003 quando questo straordinario film venne realizzato, mostrando fin da subito il grande talento del giovane regista coreano. Ci sono voluti ben diciassette anni per farlo arrivare nei cinema italiani. L’opera è tratta da una storia realmente accaduta in una piccola città fuori Seul in Corea del Sud, in un periodo che va dal 1986 al 1991, durante il quale furono barbaramente stuprate e assassinate dieci donne. Il modus operandi dell’assassino era sempre lo stesso: cambiando solo alcune volte la successione dell’azione, pugnalava la vittima al petto 19 volte, fino ad arrivare a mettere nella bocca di una di esse nove pezzetti di pesca. Bong Joon-ho attraverso il suo personale punto di vista racconta i risultati di un anno di ricerca, tramite le indagini compiute dai poliziotti che hanno seguito il caso, e in particolare quelle di Park Doo – Man, interpretato da Song Kang – ho, il quale si ritroverà parecchi anni dopo, precisamente nel 2003, nello stesso luogo dove avvenne diciassette anni prima il primo delitto. Gli efferati assassinii sono rimasti insoluti fino al 2019, anno in cui le indagini hanno subito finalmente una svolta.

La sceneggiatura, scritta dallo stesso Joon-ho insieme a Shim Sung – bo, trascina l’attenzione dello spettatore senza mai annoiarlo, coinvolgendolo per tutta la visione del film (circa 130 minuti), immergendolo nelle indagini che gli investigatori compiono, cercando di trovare il responsabile, le cui vittime sono tutte di sesso femminile. Le false piste, gli interrogatori violenti, i presunti colpevoli che si rivelano non esserlo, i ritrovamenti di cadaveri in evidente stato di decomposizione e una risoluzione di un caso che non arriva a vedere mai la luce, sono tutti gli elementi che fanno di quest’opera un piccolo gioiello, osannata, tra l’altro, da Quentin Tarantino e vincitrice di molti premi: il Premio Conchiglia d’Argento per il miglior nuovo regista al Festival di San Sebastian nel 2003 e il Premio Holden per la miglior sceneggiatura al Torino Film Festival 2003 (solo per citarne alcuni). La dedizione e l’impegno che gli investigatori impiegano per cercare di trovare l’assassino si evince soprattutto dal loro stato emotivo, laddove essi si confrontano con un rompicapo cerebrale di alto livello. Il caso, a un certo punto, sembrerebbe volgere alla conclusione, ma ben presto si scopre che in realtà la persona ritenuta colpevole non è il serial killer e le indagini devono ripartire daccapo.

Memorie di un assassino è un film di grande ingegno, peccato solo si sia dovuto attendere ben diciassette anni per vederlo nelle sale, tra l’altro in un periodo fortunato per la carriera di Bong Joon-Ho, il quale dopo il trionfo ottenuto agli Oscar con Parasite è già pronto per ritornare sul set con il suo prossimo film. Intanto, non perdete l’occasione di gustare questa meravigliosa opera che ha decretato l’immenso talento del regista coreano.

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Utlima modifica: 12 Febbraio, 2020



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