Il 2019 del cinema italiano: quindici film per ripercorrere l’anno appena trascorso

Il 2019 del cinema italiano

Quindici film per ripercorrere il 2019

Il 2019 è stato per il cinema italiano un anno proficuo, pieno di conferme e di sorprese che ne hanno contraddistinto la vitalità.

Ecco i quindici film che lo hanno caratterizzato.

Il Traditore
Regia: Marco Bellocchio
Genere: Drammatico
Distribuzione: 01 Distribution

Sinossi: Palermo, anni 80. Infuria la guerra tra la fazione mafiosa dei Corleonesi e i vecchi clan che vedono decimati i loro membri. Tommaso Buscetta fugge in Brasile, ma viene catturato dalla Polizia Federale che lo consegna allo Stato Italiano. Una volta arrivato inizia a collaborare con il giudice Giovanni Falcone, al quale svelerà la struttura di Cosa Nostra con gravi conseguenze.

Marco Bellocchio torna sul grande schermo affrontando una delle figure più discusse della cronaca italiana, riflettendo anche sul significato della parola tradimento. La vicenda è vissuta attraverso gli occhi di chi ha combattuto la mafia, ma anche di chi non riconoscendosi più nei nuovi valori che la mafia tramanda decide di farla crollare dall’interno. Una regia impeccabile che mostra azione e suspence anche in luoghi come aule di tribunale, che sceglie di affidare ad un numeratore la conta delle vittime di Cosa Nostra. Grande interpretazione di Pierfrancesco Favino.

Martin Eden
Regia: Pietro Marcello
Genere: Drammatico
Distribuzione: 01 Distribution

Il 2019 del cinema italiano

Sinossi: Martin Eden è un marinaio napoletano dotato di grande coraggio, che salva da un pestaggio il nobile Arturo Orsini ottenendo la fiducia della famiglia del ragazzo. Qui conosce Elena, sorella di Arturo, della quale si innamora a prima vista. Ma la diversa estrazione sociale della ragazza rende vane le sue speranze. Per conquistarla inizia quindi a crearsi un’istruzione studiando da autodidatta. Il rifiuto delle redazioni alle quali manda i suoi lavori e il disprezzo della famiglia della ragazza rendono vani i suoi sogni.

Pietro Marcello interpreta liberamente l’omonimo classico di Jack London spostandone l’azione da Oakland a Napoli. A rimanere intatto però è lo spirito del romanzo, con le sue tematiche come il desiderio di libertà, l’importanza dell’istruzione e la distanza tra classi sociali. Il regista utilizza filmati d’archivio per mostrarci la vitalità della Napoli del primo 900 nonostante la sua povertà. L’interpretazione di Luca Marinelli è stata premiata con la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia.

Pinocchio
Regia: Matteo Garrone
Genere: Fantasy
Distribuzione: 01 Distribution

Matteo Garrone ripropone sul grande schermo il romanzo di Carlo Collodi attingendo alla letteratura nazionale ed esplorando per la seconda volta un genere, che aveva prodotto buoni risultati con Il Racconto dei Racconti di Giovanbattista Basile. Il termine di paragone è sicuramente lo sceneggiato televisivo di Luigi Comencini, dal quale si distingue però per lo stile di regia che predilige toni più cupi rispetto allo sceneggiato televisivo. Non viene fatto ricorso a molti effetti speciali, per prediligere il make up. Il cast si compone di grandi attori come Roberto Benigni, Gigi Proietti, Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo. Chi cerca un’opera fedele al romanzo la ritroverà sicuramente.

Tutto il mio folle amore
Regia: Gabriele Salvatores
Genere: Drammatico
Distribuzione: 01 Distribution

Sinossi: Trieste, Vincent è un ragazzo di sedici anni affetto da un grave disturbo della personalità. Ad aiutarlo nel suo percorso di crescita è la madre Elena, con il suo compagno Mario, che considera il ragazzo come suo figlio. Ma quando ricompare Will, cantante di matrimoni e balere, padre naturale del ragazzo le cose si complicano. Vincent si nasconde nel furgone di Will e lo accompagnerà nella sua nuova tournee tra Slovenia e Croazia.

Gabriele Salvatores prende spunto dal romanzo Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas spostandone l’azione dall’America a quel crocevia di culture che è il confine tra Trieste e i Balcani. Un viaggio di formazione, nel quale il disturbo di personalità del protagonista non ha un nome specifico e tutto è in bilico tra realtà e follia nel rapporto padre e figlio.

Il primo re
Regia: Matteo Rovere
Genere: Storico
Distribuzione: 01 Distribution

 

Sinossi: Dopo essere stati travolti dalla piena del Tevere ed essere rimasti senza terre ne popolo, Romolo e Remo vengono catturati dagli abitanti di Alba e costretti a partecipare a duri combattimenti corpo a corpo dove chi viene sconfitto viene dato alle fiamme. I due fratelli riescono a fomentare una rivolta nella quale diventeranno fuggitivi insieme agli abitanti di Alba ed una vestale. Remo diviene la guida del gruppo, mentre Romolo dopo essere rimasto ferito stenta a riprendersi. Dopo essere venuto a conoscenza del suo destino, Remo decide di sfidare gli dei e scontrarsi con suo fratello.

Dopo Veloce come il vento, Matteo Rovere propone sul grande schermo uiil mito della fondazione di Roma trasportando lo spettatore nel 753 a.c proponendoli una natura primordiale e dura fin dalle prime sequenze. La forza delle immagini è impreziosita dall’utilizzo del proto- latino ( operazione che ricorda molto da vicino film come The Passsion e Apocalypto). Da sottolineare il grande lavoro di preparazione fisica del cast. Un film che reinterpreta il mito dandogli un certo realismo allontanandosi dal tocco patinato del genere storico hollywoodiano.

La paranza dei bambini
Regia: Claudio Giovannesi
Genere: Drammatico
Distribuzione: Vision Distribution

Sinossi: Napoli, 2018. Nicola ed il suo gruppo di amici sognano di diventare ricchi e rispettati nel Rione Sanità. Quando la madre del ragazzo si trova in difficoltà nel pagare il pizzo ad una famiglia mafiosa, decide di affiliarsi ad un potente boss diventando il capo di un gruppo fondato insieme ai suoi amici . Premiato al Festival di Berlino con il Gran Premio della Giuria e candidato ad otto Nastri D’argento, il film tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano racconta di una Napoli dove l’innocenza dei sogni viene sporcata dal potere tanto da far diventare un gruppo di ragazzini dei killer spietati. Questa è la conseguenza del vuoto lasciato dalla figura paterna spesso assente o in carcere ma, soprattutto delle istituzioni.

Dopo aver diretto Fiore e Ali ha gli occhi azzurri, Claudio Giovannesi torna ad esplorare l’adolescenza nelle zone più disagiate servendosi di giovani provenienti dal Rione Sanità alla loro prima esperienza cinematografica in grado di sorprendere il pubblico.

Il signor diavolo
Regia: Pupi Avati
Genere: Horror
Distribuzione: 01 Distribution

Il 2019 del cinema italiano

Sinossi: Il giovane funzionario ministeriale Fulvio Momentè viene convocato dal suo superiore, per indagare sull’omicidio di un mionorenne da parte di un compagno convinto di aver ucciso il diavolo. Il tutto è avvenuto in un piccolo paesino del Veneto dove la madre della vittima dotata di una grande influenza politica ha assunto posizioni critiche nei confronti del clero locale e di chi lo supporta. Durante il suo viaggio il funzionario ha modo di leggere i verbali dell’ interrogatorio dell’assassino e dei protagonisti della vicenda dal quale emerge una realtà sconvolgente.

Con questo film Pupi Avati torna al genere horror che gli ha portato grande successo nel corso della sua carriera. L’atmosfera della campagna Veneta intrisa di superstizione conduce lo spettatore nell’Italia degli anni’50 dove il tempo sembra fermarsi. Si rimane sospesi nel territorio del soprannaturale senza far ricorso a grandi trucchi .

Mio Fratello rincorre i dinosauri
Regia: Stefano Cipani
Genere: Drammatico
Distribuzione: Eagles Pictures

Sinossi: Il piccolo Jack è amato dai genitori e dalle sue sorelle. L’arrivo di un fratellino è per lui motivo di gioia, perché colmerà il divario tra maschi e femmine in casa. Per Jack, il suo fratellino è davvero speciale, ma, con il passare del tempo verrà a conoscenza del fatto che il piccolo è affetto dalla sindrome di Down. Questo diventa per Jack motivo di vergogna con i suoi compagni ed inizia a vedere il tutto come un peso, dato che è nel periodo adolescenziale.

Stefano Cipani trae spunto dal romanzo Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol, per affrontare attraverso una storia semplice il tema della disabilità. Il tutto è descritto attraverso gli occhi del fratello del protagonista e questo fa si che il film attragga anche quella fascia di pubblico in età adolescenziale, rendendo più facile l’identificazione con il personaggio. Buono il lavoro del cast del quale fanno parte Alessandro Gassman, Isabella Ragonese, Francesco Gheghi.

La dea Fortuna
Regia: Ferzan Ozpetek
Genere: Commedia
Distribuzione: Warner Bros Italia

Il 2019 del cinema italiano

Sinossi: Alessandro e Arturo sono una coppia che attraversa un momento di crisi. Le cose cambiano quando Annamaria, ex compagna di Alessandro lascia i due figli nati da due padri diversi alla coppia, per affrontare alcuni esami diagnostici. I due faranno i conti con le responsabilità genitoriale e quello che comporta.

Ferzan Ozpetek ritorna sul grande schermo dopo Napoli Velata, con un film che affronta, come consuetudine del regista, i tormenti del cuore ritornando ai fasti de Le fate Ignoranti. Girato in gran parte a Roma ed anche in Sicilia. Il titolo fa riferimento al Santuario della Fortuna Primigenia che si trova nella Capitale. Un film che guarda alle mille sfaccettature della realtà senza pregiudizi.

L’uomo del labirinto
Regia: Donato Carrisi
Genere: Thriller
Distribuzione: Medusa

Sinossi. La tredicenne Samantha Andretti viene rapita mentre va a scuola. Dopo quindici anni viene ritrovata in stato di shock vicino ad una palude grazie ad una telefonata anonima. Ricoverata in ospedale la ragazza viene aiutata dal dottor Green, a ricostruire quanto è accaduto durante gli anni del suo sequestro. A cercare il rapitore c’è anche Bruno Genko, investigatore privato contattato a suo tempo dalla famiglia della giovane per risolvere il caso.

Dopo l’esordio alla regia con La ragazza nella nebbia sempre tratto da uno dei suoi romanzi, Donato Carrisi ritorna sul grande schermo con un altro suo best seller me con un cast d’eccezione come Toni Servillo e Dustin Hoffman. Un thriller inquietante, dove i luoghi nei quali9 si svolge l’azione sono del tutto indefinibili, come del resto è difficile ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Vari sono i riferimenti ai maestri del genere come Dario Argento e David Lynch. Una sceneggiatura ben congeniata dove fantasmi e traumi irrisolti prendono vita.

La mafia non è più quella di una volta
Regia: Franco Maresco
Genere: Documentrario
Distribuzione: Istituto Luce

Sinossi: A venticinque anni dalla morte di Falcone e Borsellino, Franco Maresco realizza un nuovo documentario avvalendosi della collaborazione della fotografa Letizia Battaglia e dell’imprenditore organizzatore di feste di piazza Ciccio Mira.

Premiato alla Mostra del Cinema di Venezia con il Gran Premio della Giuria, il documentario di Franco Maresco propone un ritratto della mafia di oggi interrogandosi sul senso della memoria di uno degli eventi più sanguinosi della storia italiana che rischia di rimanere pura retorica, mentre la mafia diventa un vero e proprio marchio di fabbrica. Un film che sa attrarre un pubblico eterogeneo applicando un tono sarcastico ad argomenti molto seri. Sullo sfondo, una Palermo sempre piena di contraddizioni.

Cinque è il numero perfetto
Regia: Igor Tuveri
Genere : Drammatico
Distribuzione: 01 Distribution

Sinossi: Peppino Lo Cicero è un ex sicario della camorra che è costretto a ritornare alle vecchie gesta, dopo l’omicidio del figlio. Il tutto è occasione per innescare una serie di reazioni a catena contro i vecchi nemici, ma anche per cambiare vita.

Igor Tuveri è conosciutissimo nel mondo della graphic novel anche in contesti internazionali e con questo film decide di unire due grandi forme artistiche come fumetto e cinema. Operazione che non interesserà solo gli appassionati del genere, ma che va anche alla ricerca di una ricezione più ampia con il lavoro sul cast che comprende Toni Servillo, Valeria Golino e Carlo Buccirosso ed anche per la fotografia che ci riporta agli sscenari della Napoli degli anni Settanta.

Il grande spirito
Regia: Sergio Rubini
Genere: Commedia
Distribuzione: 01 Distribution

Sinossi: Taranto: Tonino è un piccolo ladruncolo che riesce a mettere le mani sulla refurtiva di una rapina imbrogliando i suoi soci. Fuggendo sui tetti, trova rifugio in una vecchia mansarda abitata da uno strano personaggio convinto di essere un capo sioux. Tra i due nascerà una bella amicizia.

Sergio Rubini sceglie di ambientare questa storia tra le contraddizioni di Taranto e la voglia di purezza dei due protagonisti simboleggiata dal voler vivere sui tetti. A fare il resto ci sono dialoghi tutti da ridere, la colonna sonora di Ludovico Einaudi e la sceneggiatura di Calvazzi e Pasquini.

Il sindaco del Rione Sanità
Regia: Mario Martone
Genere: Drammatico
Distribuzione: Nexo Digital

Sinossi : Antonio Barracano è definito “Sindaco” del famoso Rione Sanità di Napoli, perché grazie alla sua astuzia è in grado di risolvere i problemi della povera gente che non ha nessun altro a cui potersi rivolgere e si sente abbandonata dalle istituzioni.

Mario Martone porta sul grande schermo una delle opere teatrali più famose del grande Edoardo De Filippo scegliendo come protagonista il giovane Francesco Di Leva, che da al personaggio il giusto carisma. La messa in scena si ispira alla ricezione teatrale con dialoghi serrati e riuscendo a mantenere di stretta attualità le tematiche affrontate, come il significato della giustizia e l’ignoranza che costringe i poveri a fidarsi di personaggi discutibili.

Aspromonte: La terra degli ultimi
Regia: Mimmo Calopresti
Genere: Drammatico
Distribuzione : IIF- Italian International Film

il 2019 del cinema italiano

Sinossi: 1915: Ad Africo, paesino dell’Aspromonte Calabrese, gli abitanti sono stanchi di vivere al limite della sopravvivenza e di ascoltare le promesse non mantenute del sindaco. Decidono così di rimboccarsi le maniche, per costruire da soli una strada che colleghi il paese montano alla marina. I loro desideri di modernità vengono contrastati dal signorotto locale Don Totò che non vuole che il paesello contribuisca alla rinascita dell’intera nazione. Nel frattempo arriva una maestra di Como che decide di restare per aiutare la gente del paese relazionandosi con bambini e altri strani personaggi del paese.

Mimmo Calopresti fa trasparire in quest’opera tutto l’amore per la sua terra d’origine prendendo spunto dal dramma dell’emigrazione che ha visto suo padre protagonista, in quanto ha dovuto trasferirsi a Torino alla ricerca di un futuro migliore. Protagonista è quindi il piccolo paese che perde a poco a poco vitalità, come accade nelle location scelte (Roghudi, Ferruzzano). Un racconto sulle origini di un qualcosa di arcaico che rimane nel cuore

Utlima modifica: 9 Febbraio, 2020



Condividi