Impressionisti segreti: il docufilm tratto dalla mostra di Palazzo Bonaparte a Roma

Il regista Daniele Pini filma la mostra su capolavori segreti dei Maestri dell'Impressionismo

  • Anno: 2020
  • Durata: 90'
  • Distribuzione: Nexo Digital
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Daniele Pini
  • Data di uscita: 10-February-2020

Esce nelle sale italiane Impressionisti segreti, nuovo docufilm sull’arte pittorica diretto da Daniele Pini, che ripercorre la storia del movimento impressionista francese attraverso i quadri della mostra realizzata e prodotta da Arthemisia, tuttora visibile presso Palazzo Bonaparte a Roma.

Si tratta di oltre cinquanta opere di vari artisti Impressionisti per lo più inedite, mai esposte in una mostra, in quanto facenti parte di collezioni private.

Due guide d’eccezione

Ad accompagnarci nella scoperta di questi tesori sono le due curatrici della mostra Claire Durand-Ruel, storica dell’arte e pro-nipote del celebre mercante d’arte Paul Durand-Ruel e Marianne Mathieu, direttrice scientifica delle collezioni del Musée Marmottan Monet di Parigi.

Grazie alle loro parole e a quelle di altri esperti, il film ripercorre la parabola del movimento, sviluppatosi, come noto, nella seconda metà dell’Ottocento con l’intenzione di “rompere” con gli schemi classici in uso sino ad allora nella pittura.

È noto come gli Impressionisti non ebbero mai vita facile: inizialmente scherniti, derisi e rifiutati dal mondo, cosiddetto ufficiale, della pittura francese, vennero rivalutati solo a posteriori.

Manet e gli altri

Impressionisti segreti, prende le mosse dall’allestimento della mostra per poi soffermarsi sul capolavoro di Édouard Manet, Le déjeuner sur l’herbe, esposto nelle sale del Louvre e anticipatore di tutto il movimento, che subì il rifiuto all’esposizione al Salon del 1863 in quanto considerato fonte di scandalo per la presenza della ragazza nuda seduta sull’erba accanto a due uomini vestiti.

A scandalizzare la borghesia benpensante dell’epoca, che lo definì immorale, non fu tanto la nudità della giovane, quanto il fatto che, a differenza del passato in cui i nudi di donna erano sempre rappresentativi di ninfe o figure mitologiche, nel caso del quadro di Manet si trattasse di quello di una normale giovane donna dell’epoca.

Ecco così che le curatrici della mostra, prendendo spunto da questa famosa opera di Manet (che, pur essendo stato anticipatore di tutto un movimento, non partecipò mai a mostre di Impressionisti) ci conducono attraverso le varie stanze di Palazzo Bonaparte, anch’esso per la prima volta aperto e svelato al pubblico, alla scoperta dei vari quadri.

Scorrono così di fronte agli occhi dello spettatore opere poco conosciute di Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, e altri.

Ed è attraverso l’analisi dei quadri esposti che il film ci introduce alla storia dell’Impressionismo, spiega qual era il modo che gli artisti avevano di guardare il mondo e che rapporto avevano con la tecnica, il colore, la luce. Accenna alle motivazioni che li spingevano a lasciare il chiuso degli atelier per uscire fuori, en plain air, catturando con le loro tavolozze, tutte le sfumature del mondo che scorreva fuori, cercando di coglierne la vera essenza.

I limiti

Ed è proprio qui che il film di Pini mostra i suoi principali limiti, rappresentati soprattutto dall’incapacità di far parlare le immagini, in questo caso rappresentate dai magnifici quadri dei Maestri.

Il documentario, di impianto classico, con le interviste a vari personaggi quali, oltre alle due curatrici, gli storici dell’arte Alain Tapié e Sergio Gaddi, la scrittrice e saggista Melania Mazzucco, il fotografo e regista Fabio Lovino, l’artista Giuliano Giuman e il collezionista Scott Black, ci parla di cose ormai risapute, come la genesi della corrente pittorica o le motivazioni che vi stavano alla base,  dando invece poco spazio a quello che di veramente inedito – segreto, per l’appunto – la mostra di Roma svela al pubblico.

Si ha l’impressione, nell’ora e mezza di documentario, di far fatica a entrare veramente nelle stanze di Palazzo Bonaparte e di osservare la mostra come se si stesse dietro a una vetrata, senza riuscire a cogliere appieno la vera carica emotiva che si prova sempre di fronte a un’opera dell’Impressionismo.

GUARDA IL TRAILER >>

Utlima modifica: 11 Febbraio, 2020



Condividi