fbpx
Connect with us

Festival di cinema

Sulmonacinema 2010 cambia data e annuncia i temi

La manifestazione, sempre diretta da Roberto Silvestri con la sua équipe, rimane più o meno invariata nella sua struttura base, con una decina di titoli di lungometraggi (opere prime e seconde) in concorso. Cambiano leggermente le finestre che vi si aprono attorno, mantenendo però lo spirito di Ovidio e delle sue Metamorfosi che veglia sulla manifestazione

Pubblicato

il

Sulmona Cinema

La decisione di cambiare data è stata presa a causa dell’incertezza sui fondi pubblici della Regione Abruzzo per riuscire a finanziare il festival, tuttora un’incognita mentre i preparativi stanno andando avanti, focalizzando i temi seguenti: un focus sul terremoto dell’aprile 2009 (analisi delle diverse tipologie di rappresentazione), un omaggio a Gianfranco Rosi, una sezione sui rom e una sugli spettri – quest’ultime due sono legate dal nucleo tematico dell’essere fantasma, i rom lo sono all’interno delle città e L’Aquila oggi è una città-fantasma. Inoltre si analizzano le ultime frontiere della digitalità in Italia e si organizza un incontro sulle metamorfosi delle sale cinematografiche necessarie per la loro sopravvivenza.

La manifestazione, sempre diretta da Roberto Silvestri con la sua équipe, rimane più o meno invariata nella sua struttura base, con una decina di titoli di lungometraggi (opere prime e seconde) in concorso. Cambiano leggermente le finestre che vi si aprono attorno, mantenendo però lo spirito di Ovidio e delle sue Metamorfosi che veglia sulla manifestazione: Focus sul terremoto, sezione dedicata alle varie tipologie di rappresentazione del dopo- tragedia, la vita nei campi e la (non) ricostruzione  con una serie di incontri-laboratorio; Omaggio a Gianfranco Rosi, con il suo primo e già noto Below Sea Level, il recente El sicario, Room number 164 sul killer della narcomafia messicana, e il suo sguardo su L’Aquila, un anno dopo; Rom Caput Mundi esplora diverse realtà vissute in Italia e in giro per l’Europa nel corso del secolo scorso fino a oggi dai rom, dove l’essenza gitana corrisponde all’essere fuori schema e in opposizione a tutti i miti operanti nella società contemporanea (opere documentaristiche e di finzione). Questo essere inqualificabili e la città de L’Aquila che oggi si presenta come una città-fantasma aprono un’altra sezione dedicata agli Spettri con riferimento al genere horror ma anche l’orrore nella realtà socio-politica: i rom che attraversano come fantasmi emarginati le nostre città, mentre L’Aquila è ormai uno scenario da ghost-horror-movie.

Dato l’aumento nella produzione di documentari interessanti per argomento e per linguaggio verificatosi negli ultimi anni in Italia, si apre una nuova sezione con un occhio di riguardo a temi di attualità politico-sociale.

Assumerà più importanza anche la relazione cinema e musica, sperimentando oltre alla classica lezione magistrale di un musicista-compositore di colonne sonore alcune incursioni in abbinamenti tra linguaggio visivo e linguaggio musicale. Nella presente edizione l’ospite è Fabio Frizzi, autore delle musiche nei film di Lucio Fulci, nonché del primo Fantozzi e di alcune musiche in Kill Bill Vol.1 di Quentin Tarantino, sotto il motto “La musica dall’aldilà”, coerente con il tema di base sugli spettri/fantasmi/ghost/horror/metamorfosi.

L’incontro su, appunto, La metamorfosi della sala prende spunto dall’esperimento chiamato Traverse City ad opera di Michael Moore nel Michigan: egli ha rilevato una sala cinematografica del centro di una piccola città turistica decaduta e che ora funziona tutto l’anno con un festival che ne diventa il momento magico (come a Sulmona è stata presa in gestione la sala centrale “Nuovo Cinema Pacifico” dall’Associazione Sulmonacinema che organizza il festival, facendola funzionare tutto l’anno). Grazie a Traverse City, un centro decaduto del Michigan è diventato vettore culturale di crescita economica. L’incontro progettato durante Sulmonacinema è sul contributo del consiglio d’Europa alla ristrutturazione e al rimodernamento delle sale cinematografiche cittadine, dei centri storici, dei piccoli centri, insomma gli “extramultiplex” da trasformare in ‘laboratori’ non solo di ‘altro cinema’ ma anche di alta tecnologia (digitale e 3d) e di offerta multidisciplinare e poliartistica (musica, happening, installazioni, new dance, teatro…). Vorremmo che il patrimonio sala cinema diventi vettore di crescita del territorio basata sulla modernità, non sulla nicchiosità, della sala cinema, e dunque che l’Europa aiuti le zone particolarmente depresse sia economicamente (chiusura fabbrica, disoccupazione) sia i luoghi di catastrofi naturali. Ricordiamo che l’anno scorso il film The American con George Clooney fu girato nell’Abruzzo proprio per questo motivo, portare un progetto cinematografico (e quindi lavoro e denaro) nella zona distrutta dal terremoto.

Per informazioni:
Sulmona Cinema

Registrati per ricevere la nostra Newsletter con tutti gli aggiornamenti dall'industria del cinema e dell'audiovisivo.

Commenta