Boardwalk Empire (Festival di Roma 2010)

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Menomale che c’è Martin Scorsese! Venuto di persona al Festival di Roma per mostrare il restauro de La dolce vita (1960), che grazie a lui e a Gucci è tornata al suo splendore originario. Subito dopo purtroppo è andato via,  ma la presentazione più attesa del festival, quella della serie televisiva Boardwalk Empire, lo vede ancora protagonista in qualità di co-produttore e regista della puntata pilota.

Il grande cineasta italoamericano ci riporta  in quell’Atlantic City dove Paul Newman e Tom Cruise hanno giocato la partita decisiva de Il colore dei soldi (1986), ma stavolta siamo nel 1920 e la mafia sta costruendo il suo impero di illegalità con la collaborazione dell’ipocrita proibizionista Enoch “Nucky” Thompson, personaggio realmente esistito e interpretato per il piccolo schermo da Steve Buscemi (già cugino del capo clan mafioso nella quinta stagione de I Soprano). Un abile mix di dialoghi accattivanti, scenografie grandiose, entusiasmante colonna sonora e incalzante montaggio ci introduce a quelle tensioni sociali ed economiche che il divieto di voto alle donne e l’imminente nascita di Wall Street contribuirono ad inasprire. La sceneggiatura si sofferma sulla collusione tra mafia e politica e sulla violenza domestica, ma temi molto cari a Scorsese, come il disadattamento di chi è reduce da una guerra e il contrasto fra vita da gangster e fede religiosa, sono evidenti nella figura del co-protagonista Jimmy Darmody, impersonato dal biondo Michael Pitt.

Amato dal pubblico europeo nei panni bohémien del protagonista di The dreamers (2003), il giovane sex symbol ha incontrato gli accreditati del Festival di Roma con un’espressione serissima, forse dovuta a timidezza. Parlando del suo personaggio, veterano della prima guerra mondiale che entra nel giro mafioso per inseguire il successo facile, ha spiegato che verranno alla ribalta due figure inizialmente marginali: Lucky Luciano e Al Capone, che nella prima puntata vediamo come semplice autista di un camion di alcolici. “Penso che alla base di Bordwalk Empire ci sia l’idea romantica di venire dal niente e diventare qualcuno” ha detto Pitt, e subito dopo ha aggiunto candidamente: “Tutti noi vorremmo fottere il governo e quando vediamo che qualcuno ci riesce ci fa piacere”!

Lucilla Colonna



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