In prima serata su Rai 4 alle 21 Edward mani di forbice di Tim Burton, con Johnny Depp

Parabola sulla difficoltà di accettare la diversità, Edward mani di forbice è uno dei film più amati di Tim Burton. La critica lo ha acclamato come un racconto senza tempo sull'amicizia ed è spesso citato come la migliore opera del regista. Johnny Depp, sepolto sotto un elaborato make-up, riesce ugualmente a dare spessore al suo gentile ma triste personaggio

  • Anno: 1990
  • Durata: 103'
  • Genere: Fantastico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Tim Burton

In prima serata su Rai 4 alle 21 Edward mani di forbice (Edward Scissorhands), un film di Tim Burton del 1990, con Johnny Depp. Il film segna l’inizio di una sempre più stretta collaborazione tra l’attore e il regista, nonché l’instaurarsi definitivo della collaborazione tra il regista e il compositore Danny Elfman. Il concetto e molti dei temi di Edward mani di forbice possono essere comparati al romanzo gotico inglese Frankenstein di Mary Shelley e alla leggenda francese de La bella e la bestia. Da sottolineare la presenza tra gli attori di Vincent Price, di cui il regista è sempre stato un gran estimatore (vedi il cortometraggio Vincent del 1982). Il film sarà il penultimo dell’attore. Con Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Kathy Baker, Vincent Price.

Sinossi
Peggy scopre nel castello sulla collina un curioso giovane, Edward, “creato” da uno strano inventore che è morto prima di potergli sistemare gli arti superiori. Le sue mani, incomplete, sono infatti due lunghe forbici. Peggy decide di portarlo a casa dal marito e i due figli, Kevin e Kim. Edward diventa il beniamino delle vicine, fino a quando una serie di rocambolesche circostaze amorose lo porteranno a trasformarsi in un “mostro”, odiato e scacciato da tutti.

Parabola sulla difficoltà di accettare la diversità nella cultura occidentale, Edward mani di forbice è uno dei film più acclamati in tutto il mondo di Tim Burton, per molti il suo capolavoro. Rispetto ad alcuni suoi film più recenti, questo Edward ha il vantaggio della freschezza, dell’originalità non artefatta, di un’invenzione figurativa ancora ammaliante che sa trarre il massimo dalle scenografie ipercolorate e dalla fotografia dalle tonalità sature. Tuttavia, non è un film solo di confezione, perché il discorso che sta alla base della sceneggiatura è molto serio, con una condanna netta e senza appello dei pregiudizi e dell’intolleranza verso l’elemento “estraneo”, l’altro da sé che costituisce uno dei primi e dei più memorabili freak burtoniani. Johnny Depp è sepolto sotto un elaborato make-up, ma riesce ugualmente a dare spessore al suo gentile ma triste Edward, vittima di un mondo che non riesce a dare valore a ciò che non si conforma alle sue regole; Winona Ryder era ancora giovane e affascinante, affiancata da una Dianne Wiest brava quasi quanto nei film di Woody Allen; infine, alcuni gustosi cameo, fra cui quello di Alan Arkin, nel ruolo del padre, e quello strepitoso di Vincent Price, nei panni dell’inventore, un omaggio cinefilo sicuramente azzeccato. Non manca forse qualche esagerazione un po’ ridondante nello studio di questa comunità alle prese con un freak prima accettato con una certa sufficienza, poi velocemente scartato e considerato elemento di pericolo, ma la poesia gotica del racconto è spesso seducente e il regista riesce ad unire forma e contenuto in maniera intelligente e sensibile, aggirando gli ostacoli del deja vu.

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Utlima modifica: 26 Dicembre, 2019



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