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Stasera in Tv

Stasera in tv su TV 2000 alle 21 Giorni e nuvole di Silvio Soldini, con Antonio Albanese e Margherita Buy

Silvio Soldini con Giorni e nuvole costruisce un aspro dramma sulla precarietà esistenziale e professionale con un tocco al contempo garbato e duro. Ottimo Antonio Albanese ed eccellente Margherita Buy, premiata con un David di Donatello, un Nastro d’Argento e un Ciak d’Oro

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  • Anno: 2007
  • Durata: 115'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Silvio Soldini

Stasera in tv su TV 2000 alle 21 Giorni e nuvole, un film del 2007 diretto da Silvio Soldini, regista già affermato per Pane e tulipani. Il film è una meditazione sull’incertezza del lavoro e della stabilità familiare. Ha esordito il 26 Ottobre 2007, dopo aver già riscosso un buon successo presso la critica all’anteprima alla seconda Festa del Cinema di Roma, dove concorreva nella sezione Première. Ha ottenuto il 21º miglior incasso italiano nella stagione 2007/2008 portandosi a casa, alla fine del suo anno di debutto, più di tre milioni di euro. Per l’interpretazione in questo film, Margherita Buy ha vinto un David di Donatello, un Nastro d’argento e un Ciak d’oro come migliore attrice protagonista e il premio per la migliore attrice al Festival cinematografico internazionale di Mosca. Con Antonio Albanese, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Alba Rohrwacher, Fabio Troiano, Carla Signoris.

Sinossi
Elsa e Michele sono una coppia benestante, con una figlia ormai ventenne. Le cose sembrano andare così placidamente bene che Elsa decide addirittura di lasciare il lavoro per riprendere un antico sogno: la laurea in storia dell’arte. Poco dopo aver preso questa scelta scopre però che Michele ha perso il lavoro da due mesi. Le certezze e la serenità borghese della loro vita vengono così completamente scosse. Tutto cambia e la crisi mette a dura prova la loro capacità di reazione, minando anche nel profondo la loro relazione.

Quel che Silvio Soldini crea con Giorni e nuvole ha un che di portentoso: oltre a manifestare l’eclettismo del suo guardare la società – è tutta un’altra storia rispetto alle atmosfere colorate e frizzanti di Pane e tulipani e Agata e la tempesta -, costruisce un aspro dramma sulla precarietà esistenziale e professionale con un tocco al contempo garbato e duro. Se nel suo film più famoso c’era una donna che fuggiva un po’ per caso e un po’ per desiderio, alla ricerca delle passioni perdute ed appiattite dalla routine familiare, e trovava un lavoro appagante, qui è tutto meno lieve, più profondamente faticoso e complesso. È un film che affronta senza indugi un tema di complessa portata, eppure non grava sullo spettatore, non ha una visione pesante. Sembra di vedere mille storie quotidiane assemblate in un unico ed emblematico racconto: asciutto e figlio del reale, veritiero nella narrazione robusta e nello stile secco e determinato, denso come una nuvola che si muove nel cielo bigio e lì sul punto di sprigionare le gocce abbondanti di una pioggia smarrita e mesta. La sceneggiatura di Soldini, Doriana Leondeff, Francesco Piccolo e Federica Pontremoli conferisce un tono ancora più concreto ai dialoghi essenziali, coinvolgendo i personaggi negli orizzonti assorti di una Genova un po’ persa e un po’ sbadata, dal volto non definibile specificatamente, a metà tra oscurità luminosa e leggerezza subdola. E le musiche di Giovanni Venosta regalano un’aura inquieta ma speranzosa. Così com’è il film, inquieto e speranzoso: un felicissimo ritorno al Soldini più drammatico, una sorta di appendice a L’aria serena dell’ovest. Che può contare sulle mirabolanti interpretazioni di due attori mai così bravi. Se il sublime Antonio Albanese è umile ed abbattuto nella sua disperata e malinconica depressione, Margherita Buy è meravigliosa nell’impersonare una donna che immola i propri sogni all’altare della famiglia, dignitosa e solerte nel rimboccarsi le maniche, per niente nevrotica come spesso la si accusa. Menzione alla figlia, una nuova e anarchica Alba Rohwracher. Non si dimentica lo struggente finale, segno di una speranza non prossima, ma neanche lontana.