In prima serata su Rai Storia alle 21,10 Poveri ma belli di Dino Risi

Dini Risi prosegue sul filone del neorealismo rosa, già inaugurato con Pane, amore e fantasia, e dà forma a caratteri e situazioni che costituiranno l'ossatura della futura Commedia all’italiana. Poveri ma belli è un classico, un film fondamentale per capire lo spirito di un'epoca

  • Anno: 1956
  • Durata: 90'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Dino Risi

In prima serata su Rai Storia alle 21,10 Poveri ma belli, un film del 1957 diretto da Dino Risi. È il primo film della trilogia che comprende anche Belle ma povere del 1957 e Poveri milionari del 1959. Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare. La pellicola venne proiettata nelle sale, in prima, all’inizio del Gennaio del 1957. Sceneggiato da Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Dino Risi, con la fotografia di Tonino Delli Colli e il montaggio di Mario Serandrei, Poveri ma belli è interpretato da Marisa Allasio, Maurizio Arena, Renato Salvatori, Lorella De Luca, Memmo Carotenuto, Ettore Manni, Mario Carotenuto.

Sinossi
Due giovanotti romani sono innamorati della stessa ragazza e, nel tentativo di conquistarla, non fanno che litigare fra di loro. Non solo nessuno dei due riesce nel suo intento, ma sono costretti anche a prendere atto che la ragazza preferisce un terzo. Scoprono poi che è possibile e piacevole perdere la testa anche per le rispettive sorelle.

Fondamentale per capire un’epoca. Anche all’ennesima visione, Poveri ma belli conserva quella sua irresistibile, genuina, freschezza che solo i classici riescono a possedere per sempre. Indiscutibilmente datato (e per certi versi verrebbe da dire “fortunatamente”), è una storia scanzonata sulle schermaglie sentimentali di cinque personaggi: due sottoproletari belli e un po’ ingenui (Renato Salvatori e Maurizio Arena), le loro rispettive sorelle (Alessandra Panaro e Lorella De Luca) e una procace e provocante commessa che fa girare la testa ai due ragazzi (Marisa Allasio). C’è anche un sesto personaggio (Ettore Manni), ma ha un ruolo marginale che prenderà la rivalsa nel successivo Belle ma povere, sempre di Dino Risi. Servendosi di quegli elementi tipici della cultura neorealistica, Risi prosegue il filone del neorealismo rosa, già inaugurato da Pane, amore e fantasia, e dà il via a caratteri e situazioni che costituiranno l’ossatura della futura Commedia all’italiana (merito dei caratteristi di contorno, a cominciare dai sempre puntuali fratellastri Carotenuto, Mario e Memmo). Un film che ispira anche tenerezza, perché è un’epoca dimenticata in cui era ancora ardente il valore del bacio come primo approccio. Peccato non sia stato seminale.

Utlima modifica: 7 Dicembre, 2019



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