Riff Awards 2019: The Strayed di Arkadiy Nepytaliuk

Riff Awards 2019: The Strayed di Arkadiy Nepytaliuk

Un singolare, grottesco detour nelle campagne ucraine, che per certi versi può ricordare Everything Is Illuminated

  • Anno: 2017
  • Durata: 97'
  • Genere: Black Comedy
  • Nazionalita: Ucraina
  • Regia: Arkadiy Nepytaliuk

Una folle tragicommedia inserita in Focus Ucraina

Davvero un curioso oggetto filmico, The Strayed (Pryputni) di Arkadiy Nepytaliuk. Inserito in Focus Ucraina, la sezione del RIFF curata da Nadia Zavarova, tale lungometraggio è una folle sarabanda nelle campagne ucraine che incuriosisce lo spettatore sin dall’inizio, pur prestando il fianco a momenti di stasi narrativa che rallentano un po’ troppo il corso degli eventi. E nonostante ciò si resta comunque piacevolmente spiazzati da questa tragicommedia generazionale, che pone al centro della vicenda tre donne: in primis madre e figlia, dall’esistenza ugualmente scombinata, costrette dagli imprevisti del caso a prendere un taxi per raggiungere il villaggio della nonna, quella ruvida e grossolana contadina dalle parole taglienti come certi falcetti che si usano per mietere il grano. Nello sperduto paesino ne accadranno di cotte e di crude. E a pagare il conto più alto sarà proprio il tassista che le ha condotte fin là, altro personaggio alquanto stralunato, che uscirà parecchio ammaccato dall’esperienza, finendo coinvolto suo malgrado in faide di paese difficilmente comprensibili e di certo ingestibili.

Tra Liev Schreiber e i Coen

“Non è un paese per anime candide” verrebbe voglia di dire, parafrasando uno dei capolavori dei fratelli Coen, alle cui atmosfere The Strayed in qualche modo rimanda. Eccessiva, picaresca, sulfurea, rapsodica e a tratti imprevedibile, la black comedy realizzata nel 2017 da Arkadiy Nepytaliuk trascina on the road i malumori di un paese recentemente messo a dura prova, esorcizzandoli attraverso una ricetta filmica che, anche per il modo di calare il racconto in un determinato paesaggio, ovvero quell’ambiente agricolo apparentemente sospeso nel tempo, ci ha ricordato a tratti il cult movie del 2005 girato da Liev Schreiber proprio in Ucraina, Eveything Is Illuminated. Con le debite proporzioni, s’intende. Ed è così che la grottesca parabola dei protagonisti, tra taxi in fiamme e fucili spianati, si avvia alla conclusione, dopo aver regalato al pubblico un sanguigno e non peregrino intrattenimento.

Utlima modifica: 3 Dicembre, 2019



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