37 Torino Film Festival: The Last Porno Show di Kire Paputts (After Hours)

The last porno show di Kire Paputts

Un film grottesco e drammatico, il percorso psicoanalitico di un’infanzia piena di errori e di rimpianti, vissuta  con un padre ingombrante da dimenticare ma anche da recuperare.

  • Anno: 2019
  • Durata: 90'
  • Genere: Drammatico, Grottesco
  • Nazionalita: Canada
  • Regia: Kire Paputts

Presentato nella sezione After Hours al 37 Torino Film Festival, The Last Porno Show del regista canadese Kire Paputts è un film grottesco e drammatico, il percorso psicoanalitico di un’infanzia piena di errori e di rimpianti, vissuta  con un padre ingombrante da dimenticare ma anche da recuperare.

Per gli uomini i film a luci rosse sono bellissime storie d’amore dove tutte le parti terribilmente noiose sono state tagliate”  (Richard Jeni)

Una scena hot; è lo schermo sul quale si proiettano tutti i giorni film porno per i variopinti e a tratti rozzi dipendenti/clienti del genere.

In The Last Porno Show di Kire Paputts  siamo in un cinema canadese degli anni ’70, il proprietario Al muore e il figlio Wayne riceve tutta la palazzina in eredità dove si trova il cinema porno e dove, ai piani superiori, abitano inquilini bizzarri e emarginati.

Wayne è un attore non professionista e non intende continuare l’eredità professionale del padre. Un immobiliarista gli fa intendere che un imprenditore è interessato all’acquisto di tutto l’immobile per trasformarlo in una attività poco credibile.

La difficoltà sarà convincere gli inquilini a lasciare lo stabile anche perché Wayne comprende subito che il padre Al era visto dai residenti come una sorta di benefattore.

I clienti impazienti continuano a bussare alla porta per assistere alle loro proiezioni quotidiane mentre un giovane ragazzo affetto dalla sindrome di  Down si reca presso il cinema per svolgere la sua attività quotidiana preferita: passare l’aspirapolvere in tutto il cinema.

Tra una difficoltà e l’altra dettate dall’eredità e tra il desiderio di fare l’attore e la difficoltà di far riemergere i ricordi di un ragazzino cresciuto con un padre che gestiva un cinema a luci rosse, Wayne si trova scaraventato in un mondo che ha inconsapevolmente rimosso e rifiutato e  la necessità di rintracciarne le motivazioni.

La storia di un cinema per adulti: il porno visto da un bambino

Wayne inizia a cedere a questa nuova realtà. Comincia così a vedere il suo lavoro di attore sotto un’altra luce e a frequentare quel mondo e le persone ad esso connesso. Inizia anche a rispolverare antichi aneddoti vissuti nell’infanzia e a ricordare e a interpretare con gli occhi di un’adulto il vissuto di un ragazzino che amava il padre.

Ripercorre così la visione di alcune pellicole e infrange i limiti del suo pregiudizio e si aggira tra bambole gonfiabili, black hole e esperienze esilaranti di autoerotismo con un televisore.

L’ironia grottesca a tratti horror del film coinvolge anche il giovane Athar, ragazzino immigrato che vive, quasi sempre solo, in uno degli appartamenti dell’edificio, facendogli interpretare la parte di sé  stesso da bambino.

Si, Wayne decide di girare un film sulla sua infanzia, attraverso il quale far riemergere le sue inconsapevoli porno-esperienze, involontariamente vissute, dalle quali il padre cerca di proteggerlo.

Un aneddoto accuratamente rimosso fa comprendere il motivo per il quale sarà allontanato dal genitore.

Una storia bizzarra raccontata in modo tradizionale

The Last Porno Show riesce a mixare in maniera tecnicamente artigianale la realtà dei cinema porno ormai completamente scomparsi con il vissuto esistenziale del protagonista alle prese con la sua infanzia e con il suo primo ruolo in un film soft-porno.

The Last Porno Show rappresenta per Kire Paputts la necessità di raccontare “caratteri, situazioni e temi non tradizionali in uno stile narrativo basato sui personaggi” e di ricorrere a figure fuori dagli schemi o persone ai margini ed eccentriche. (Qui l’intervista al regista)

Respinto dai principali istituti cinematografici canadesi, che non avrebbero capito il prodotto, Kire Paputts è ricorso ad attori non professionisti e all’improvvisazione, attraverso momenti inaspettati e non scritti.

Ha prodotto così un film grazie alle sovvenzioni del Consiglio Artistico, il crowfunding e i risparmi personali.

Una storia bizzarra raccontata in modo tradizionale; l’immagine, a tratti malinconica, di un cinema scomparso, di cui si potrebbe provare nostalgia solo rispetto a quello che è diventato il porno sul web.

Un film che si spinge oltre, che esula dalle numerose produzioni che ruotano intorno all’industria del porno, che evidenzia un fenomeno denunciandone un altro.

The Last Porno Show  è una  commedia acida,  con un retrogusto dolce e stucchevole con una profonda e genuina necessità: raccontare una storia che ormai appartiene al passato, a qualcosa che suscita sicuramente fastidio ma che conduce in luoghi  di riflessione insospettabilmente esistenziali.

 

 

Utlima modifica: 2 Dicembre, 2019



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