Stasera in tv su TV 2000 alle 21 Ritratto di famiglia con tempesta di Hirokazu Koreeda

Ritratto di famiglia con tempesta è un magnifico, toccante melodramma familiare. Un cinema minimalista, intimo, che elegge Kore-Eda erede poetico del grande Ozu, dove i personaggi si chiedono come e perché sono scomparsi i loro sogni, di quale corto circuito siano rimasti vittime

  • Anno: 2016
  • Durata: 117'
  • Distribuzione: Tucker Film
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Giappone
  • Regia: Hirokazu Koreeda

Stasera in tv su TV 2000 alle 21 Ritratto di famiglia con tempesta, un film drammatico giapponese del 2016 diretto da Hirokazu Koreeda ed interpretato da Hiroshi Abe. Con la direzione della fotografia di Yutaka Yamazaki, le scenografie di Keiko Mitsumatsu, i costumi di Kazuko Kurosawa e le musiche di Hanaregumi, Ritratto di famiglia con tempesta è interpretato da Hiroshi Abe, Kirin Kiki, Yoko Maki, Sôsuke Ikematsu, Satomi Kobayashi, Lily Franky. Il film è stato distribuito in Italia da Tucker Film dal 25 Maggio del 2017.

Sinossi
Un ex scrittore vive sugli allori dei riconoscimenti passati, sperperando i soldi che guadagna come detective privato in scommesse e alcol. Dopo la morte del padre, l’uomo è costretto a stringere nuovamente contatti con la madre, l’ex moglie e il figlio, e lentamente troverà il modo di rimettere in carreggiata se stesso e la sua vita.

Una piccola storia come altre e nello stesso tempo unica. Ritratto di famiglia con tempesta di Hirokazu Koreeda è un magnifico, toccante melodramma cosparso di nuvole, come nella tela temporalesca di Giorgione dove l’autore analizza come sono difficili i mestieri di padre figlio e le complicità sentimentali. Ma sulla famiglia divisa incombe un tifone che per una notte li obbligherà a stare di nuovo insieme. Notte speciale che l’autore giapponese esplora con una raffinatezza psicologica rara, andando al passo dei tempi interiori di ciascuno, frutto anche di un’emozione personale che impregna il film senza alcuna forzatura retorica. Un cinema minimalista, intimo che elegge Kore-Eda erede poetico del grande Ozu, dove i personaggi si chiedono come e perché sono scomparsi i loro sogni, di qual corto circuito siano rimasti vittime. Hiroshi Abe (un bravissimo Gregory Peck nipponico) vaga insicuro e goffo, offrendo un sorriso. L’autore dice che in punto di morte porterà a Dio questo film come prova del suo impegno terrestre: pronti a fargli da garanti per la dolcezza con cui esprime le emozioni invisibili di tutti e rende il tempo del cinema uguale a quello reale. La sottigliezza del regista si apprezza in particolare nel modo in cui ci spinge a percepire i suoi personaggi. Quello del protagonista, soprattutto. Inaffidabile, geloso, bugiardo e non troppo onesto, Ryota avrebbe tutto per risultarci antipatico; e invece, nella sua immaturità puerile, ma unita a un sincero desiderio di riscatto, finisce poco a poco per aggiudicarsi la nostra solidarietà.

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Utlima modifica: 26 Novembre, 2019



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