Il peccato – Il furore di Michelangelo: Andrey Konchalovsky racconta il grande genio italiano

Andrey Konchalovsky racconta Michelangelo, l’uomo, il suo genio creativo in un grande affresco sul Rinascimento italiano

  • Anno: 2019
  • Durata: 134'
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Genere: Biografico, Drammatico, Storico
  • Nazionalita: Russia, Italia
  • Regia: Andrey Konchalovskiy

C’è stato un tempo e uno spazio in cui Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio, Jacopo Sansovino, il Perugino e molti altri straordinari artisti furono protagonisti di un’eccezionale evoluzione della scultura, della pittura e dell’architettura. Quel tempo lo chiamiamo Rinascimento e quello spazio era l’Italia. Una simile concentrazione di arte, genio e bellezza desta ancora meraviglia e passione nel mondo. Il noto regista russo Andrey Konchalovsky ha voluto celebrare quell’irripetibile esperienza artistica e civile partendo dalla vita e dall’opera di Michelangelo. E per questo fine ha messo in piedi una grande coproduzione italo-russa.

La scansione narrativa de Il peccato – Il furore di Michelangelo è fortemente incardinata, oltre che sugli eventi biografici di Michelangelo, sui luoghi dove la sua opera si è manifestata. Non solo dove i suoi capolavori hanno trovato la loro collocazione finale, ma soprattutto quelli da cui era ricavata la sua materia prima: il marmo. È una scelta importante che sottolinea la consapevolezza di quanto fossero eclettici, concreti e determinati gli uomini simbolo del Rinascimento italiano. Michelangelo doveva individuare i blocchi di marmo idonei, finanziarne l’acquisto, progettarne l’estrazione e il trasporto nella sua bottega. La concretezza di quel tempo storico è un aspetto fortemente evidenziato nella sceneggiatura. Artisti, papi, regnanti e artigiani si relazionavano tra di loro mediante contratti, variazioni di contratti, rivalutazione delle spese di produzione. A quell’epoca in Toscana erano già operative le prime banche che finanziavano progetti e rappresentavano uno dei fattori dell’innovazione e del vantaggio competitivo rispetto ad altre parti del mondo. E insieme alla capacità di visione delle famiglie regnanti e del loro rapporto con la nascente borghesia costituivano la struttura produttiva su cui si dispiegava il genio creativo rinascimentale.

Di Michelangelo si raccontano senza velature le sue fragilità: il suo rapporto problematico con il denaro, la sua ossessione di essere odiato e tradito, i suoi contrasti familiari e anche la sua affettività non appagata. Su questa sua umanità sofferente si staglia la febbre del genio che lo consuma, ma che non esita ad alimentare senza tregua, posseduto da un accecante desiderio di realizzazione ed affermazione. Ripercorrere le vicende personali di Michelangelo per Konchalovsky è anche un’opportunità di visualizzare la sua opera trascendentale all’interno del suo tempo, comprenderne la dimensione umana, collocata nelle relazioni familiari, nei rapporti d’amore e d’amicizia e nelle rivalità professionali e le lotte di potere.

Konchalovsky ne Il peccato – Il furore di Michelangelo sceglie di dimensionare il frame nel vecchio rapporto 4:3 e questo probabilmente non aiuta ad immergersi nell’immaginario visivo rinascimentale che viene fedelmente riprodotto. La fotografia non è quella agiografica tipica di alcune ricostruzioni a-problematiche o stereotipate ma è, invece, naturale e materica, tesa a evidenziare la vicinanza delle vicende narrate anziché collocarle in uno spazio immaginario distante, ascetico e incomprensibile. Per il raggiungimento di questo obiettivo la fotografia lavora in perfetta sinergia con la sceneggiatura, che non perde occasione di sottolineare anche con vivida crudezza la profonda umanità del Rinascimento e dei suoi protagonisti, non dissimile dalla nostra, anche se probabilmente è proprio questo sforzo di concretezza che sottrae qualcosa al ritmo e alla potenza del racconto, che risulta privo di un efficace arco narrativo ed è più simile a un grande squarcio temporale da cui il regista ci permette di osservare la vita reale del Rinascimento. Interessante lo sforzo di correttezza filologica sui luoghi, i costumi, le caratterizzazioni fisiche e persino sull’uso della lingua dei cavatori del marmo di Carrara.

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Utlima modifica: 21 Novembre, 2019



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