Premio Zavattini UNARCHIVE. Il programma e gli ospiti

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Si svolgerà sabato 9 novembre alle ore 12:00 presso la Sala Zavattini della Fondazione Aamod (via Ostiense 106) l’incontro di presentazione dei nove progetti finalisti e dei rispettivi autori, selezionati per concorrere all’edizione 2019/2020 del Premio Zavattini UNARCHIVE. Saranno presenti, inoltre, i rappresentanti degli enti partner dell’iniziativa e i componenti della Giuria, il regista Gianfranco Pannone, il produttore Gianluca Arcopinto, la montatrice Ilaria Fraioli, il montatore Angelo Musciagna, la docente universitaria Stefania Parigi, che hanno selezionato le seguenti proposte: La scelta di Lorenzo Conte, Agnus Dei – San Vittore 1946 di Livio Remuzzi, Lo stato del montaggio di Marta Basso e Marina Perrone Capano, Un bacio tra le rovine di Giulia Casagrande, Het – Fine di Santiago Torresagasti, Soglia di combustione di Giallo Giuman e Edoardo Genzolini, Buio in sala di Valeria Civardi, Il mare che non muore di Caterina Biasiucci, Mezzogiorno di fuoco di Marco Signoretti. Gli autori prenderanno parte al percorso formativo e di sviluppo che comincerà proprio sabato 9 novembre.

L’incontro, aperto al pubblico e con la presenza della Giuria, sarà introdotto dal direttore del premio Antonio Medici.

I progetti finalisti del progetto Unarchive sono: 

La scelta di Lorenzo Conte

Partendo dall’ultimo discorso alla nazione di Allende e rievocando gli eventi dell’11 settembre 1973 che portarono alla dittatura di Pinochet, il progetto è concepito per l’utilizzo di materiali d’archivio che tentano di sovvertire l’ineluttabilità della Storia, su una linea immaginaria di ipotesi “what if” in contrapposizione alla realtà dei fatti.

Agnus Dei – San Vittore 1946 di Livio Remuzzi

La Rivolta del carcere di San Vittore di Milano del 1946 è al centro del progetto, con l’obiettivo di fare luce su uno dei più importanti eventi storici del dopoguerra: un racconto ricco di ombre che negli anni è stato relegato a semplice retaggio post-bellico fino ad essere dimenticato.

Lo stato del montaggio di Marta Basso e Marina Perrone Capano

Un giovane poliziotto degli anni ‘70 che durante una manifestazione si rifiuta di caricare la folla e, per punizione, viene obbligato a montare video che censurano i fatti, divenendo lui stesso un manipolatore della realtà.

Un bacio tra le rovine di Giulia Casagrande

La storia e la vita durante l’occupazione di Roma rivissuta attraverso il racconto di due reali partigiani della Resistenza romana, Rosario Bentivegna e di Carla Capponi, che ispirano un documentario sulla loro condizione di clandestinità.

Het – Fine di Santiago Torresagasti

Un film sulla resilienza, la capacità di un individuo di resistere alla propria condizione personale in virtù di una visione più ampia della condizione umana. Il tutto partendo dalla figura di un Ho Chi Minh quarantenne, ricercato, sovversivo, povero ed esiliato, che si mantiene facendo il lavapiatti e dieci anni dopo diverrà Primo Ministro del suo Paese.

Soglia di combustione di Giallo Giuman e Edoardo Genzolini

Un progetto che utilizza la forma del documentario per giocare con la fantascienza e trovare nuovi punti di vista a domande esistenziali. A partire dal un processo di autoanalisi di Elio, operaio che acquista una sempre più grande consapevolezza di se stesso mettendo a prova la sua identità…

Buio in sala di Valeria Civardi

Un documentario che vuole andare ad esplorare il rapporto mutevole tra una città, Torino, e il cinema, attraverso testimonianze uniche e rare di chi nelle sale cinematografiche ha trascorso gran parte della sua vita. Tra supporti scritti, orali e visivi originali e d’archivio sui luoghi del cinema che hanno influenzato la vita e l’immaginario collettivo dei loro frequentatori.

Il mare che non muore di Caterina Biasiucci

Il racconto di una rinascita femminile interiore attraverso l’immersione – fisica e psichica – nel ricordo di una vita passata che si rende attuale nel presente. Il mare è la dimora di tutto ciò che si è perduto, avuto, desiderato ed è il protagonista di un percorso mnemonico che fa ritorno al grembo materno da cui è scaturita la vita.

Mezzogiorno di fuoco di Marco Signoretti.

Un cortometraggio meta-western e picaresco che, sposando la forma del mockumentary, ricostruisce sulla base di immagini e suoni d’archivio il viaggio di un cineasta nel Mezzogiorno degli anni ’60. A fargli da guida sarà un ex bandito “prestato” al cinema che – dopo anni di esilio forzato – tornerà nella sua terra nella speranza di potersi finalmente vendicare de nemico che gli ha tolto tutto: l’esercito degli Stati Uniti.

 

Utlima modifica: 8 Novembre, 2019



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