Il bambino è il maestro, un documentario per riscoprire i concetti della pedagogia montessoriana

Il documentario Il bambino è il maestro invita a riscoprire i grandi concetti della pedagogia montessoriana - che hanno avuto velocemente una risonanza mondiale considerevole e sono tutt’oggi in pieno sviluppo - e, soprattutto, il modo di metterli in pratica nella realtà quotidiana di una classe

  • Anno: 2017
  • Durata: 100'
  • Distribuzione: Wanted Cinema
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Alexandre Mourot
  • Data di uscita: 14-October-2019

Quella di Maria Montessori è stata, in pedagogia, una vera e propria rivoluzione copernicana, un radicale cambiamento di prospettiva: il bambino non è più ‘oggetto’ di insegnamento, o ‘vaso’ da riempire, bensì soggetto attivo in ricerca e scoperta del mondo circostante e degli altri. In altre parole, come recita il titolo del bel documentario diretto dal regista francese Alexandre Mourot, Il bambino è il maestro, ed apprende attraverso l’esperienza diretta, con elementi a sua disposizione, creati a sua misura: piccole sedie e tavoli, oggetti manipolabili, lettere e numeri che si possono toccare ed assimilare. Le pratiche montessoriane educano i bambini all’autonomia e all’autostima, al ragionamento e alla logica, piuttosto che alle nozioni, alle quali si arriva per prove ed errori. Insomma, una bella differenza con tanta ‘buona scuola’ attuale che buona non è affatto. Medico, per l’esattezza neuropsichiatra, oltre che pedagogista, Maria Montessori precorre i suoi tempi, osteggiata da molti all’inizio, apre a Roma nel 1907 la prima “Casa del Bambino”, una scuola sperimentale, con un approccio educativo diverso che vuole celebrare e nutrire il desiderio di conoscenza di ogni bambino, tenendolo sempre in movimento, valorizzando in lui la persona dal punto di vista fisico, sociale, emozionale e cognitivo. La grande pedagogista ha creato un vero e proprio ‘metodo’, cui migliaia di scuole si rifaranno negli anni a venire e fino ai giorni nostri.

Alexandre Mourot inizia a interessarsi al Metodo Montessori come giovane padre di una bambina, alla quale spera di offrire una scuola ed un metodo educativo che le corrisponda e le lasci libertà, pur educandola. Il documentario si apre infatti con immagini personali, che coincidono con la nascita della figlia e con il formarsi di un sentimento nuovo, potente e di grande responsabilità verso le creature che da noi dipendono. Mourot decide pertanto di recarsi nella più antica scuola Montessori di Francia e di effettuare riprese in tempo reale in una classe di bambini dai 3 ai 6 anni, per un intero anno: qui Alexandre incontra bambini liberi di muoversi e di scegliere le proprie attività, mentre il maestro in modo molto discreto ha un ruolo di orientamento. Il documentario è frutto di questa osservazione che testimonia la pedagogia montessoriana, nata nella prima metà del XX secolo come promessa di una nuova società di pace e libertà.

Ho scoperto la pedagogia Montessori qualche anno fa – racconta il regista – alla nascita della mia prima figlia, senza essere ben sicuro di capire di che cosa si trattasse. La lettura di un articolo mi ha spinto ad acquistare un primo libro di Maria Montessori, poi a divorarne altri e a pensare alla creazione di un film documentario sulla pedagogia montessoriana. Ho condotto allora qualche intervista tra i diversi protagonisti dell’universo Montessori in Francia che, con il loro entusiasmo così vivo per il metodo e per amore dei bambini, mi hanno incitato a lanciarmi nel progetto. Ho cominciato un lavoro d’approfondimento facendo ricerche d’archivio, incontri e soprattutto giornate d’osservazione nelle classi un po’ ovunque in Francia (22 in tutto), fino a definire un luogo per la realizzazione del mio film: la classe di Christian Maréchal, presso la scuola Jeanne d’Arc di Roubaix. Questo mio ultimo film, pertanto, si svolge in una classe e si interessa a quelli che saranno gli adulti e i cittadini di domani, attraverso il rispetto e lo sviluppo del bambino. La sfida educativa, la formazione di un individuo completo, di un cittadino che creda nella pace e nel rispetto degli altri e della natura che lo circonda, accompagna tutta l’opera di Maria Montessori e anche il mio film”.

Secondo Mourot, tutti sognano un avvenire radioso per i propri figli e sperano che abbiano una vita personale feconda e una vita sociale armoniosa. E Maria Montessori, partendo dalle sue osservazioni scientifiche, ha scoperto che rispettando la personalità e offrendo luoghi che corrispondano ai bisogni di sviluppo, in stanze accoglienti, con fiori, frutti e tanti materiali a disposizione, il bambino può crescere e costruire delle basi solide per vivere con gioia l’avventura umana. La visione montessoriana di antropologa, psichiatra e pedagogista si è sempre inquadrata in una prospettiva di “cittadinanza mondiale”, di accettazione di culture diverse e di pace: la Montessori paragona il bambino a uno straniero che sbarca in un paese di cui non conosce né la lingua né le abitudini, a cui deve adattarsi in poco tempo.

Il documentario Il bambino è il maestro invita a riscoprire i grandi concetti della pedagogia montessoriana – che hanno avuto velocemente una risonanza mondiale considerevole e sono tutt’oggi in pieno sviluppo – e, soprattutto, il modo di metterli in pratica nella realtà quotidiana di una classe. La domanda fondamentale, che in ogni scuola andrebbe tenuta presente, è racchiusa in questa frase della Montessori: «Che valore può avere la trasmissione della conoscenza, se la formazione dell’uomo è trascurata?»

WANTED CINEMA è una società di distribuzione fondata nel 2014, che nel giro di pochi anni è diventata un punto di riferimento nel mercato cinematografico italiano, proponendosi con una linea editoriale molto chiara: un cinema di ricerca e “ricercato”, per un pubblico che si aspetta non soltanto divertimento, ma anche pensiero, stimolo, dibattito, sorpresa, approfondimento. Un catalogo di oltre 70 titoli, tra film e documentari, vincitori nei principali festival nazionali e internazionali: premi del pubblico, della critica e con ottimi riscontri al Box Office. Tra questi: Il giovane Karl MarxLuckyDavid Lynch. The art of lifeI am not your negro. Nel 2016 partecipa a un bando di crowd-funding del Comune di Milano e viene scelta tra le realtà meritevoli di essere supportate: la campagna è vincente e vede la nascita del CineWanted, realtà finalizzata a promuovere un’idea di cinema nuovo e socialmente impegnato. Nel gennaio 2018 inaugura il nuovo progetto Wanted Clan, nato dall’esigenza di reinventare la sala cinematografica tradizionalmente intesa proponendo uno spazio all’insegna dell’innovazione artistica e della sperimentazione mediale.

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Utlima modifica: 28 Ottobre, 2019



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