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FESTIVAL DI ROMA

Festa del Cinema di Roma: The Click di Luca Severi, la recensione

Luca Severi nel documentario The Click costruisce un ritratto artistico di uno dei più grandi geni della fotografia mondiale: Douglas Kirkland

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Toccare il cuore della gente è una dote rara. Riuscire a farlo con le icone del cinema, della moda e della cultura, fotografate, in oltre cinquanta anni di carriera, ha reso Douglas Kirkland un vero mito. (Simona Marani)

Nato in Canada nel 1934, Douglas Kirkland inizia la sua carriera come staff photographer di Look, la rivista che lo manderà nel 1961 a fotografare Marilyn Monroe per il numero del 25° anniversario. Quelle immagini passeranno alla storia. Raccontato da Sharon Stone, Nicole Kidman, Baz Luhrman, Luca Guadagnino, Roberto Bolle, Andy Garcia, Herbie Hancock, da se stesso, dal figlio Mark e dalla seconda moglie Francoise, Luca Severi costruisce un ritratto artistico di uno dei più grandi geni della fotografia.

Difficile distinguere un fotografo dal resto delle persone che scattano continuamente sostiene Kirkland, e sebbene la fotografia abbia subito radicali cambiamenti l’abilità di Kirkland ha saputo interpretare creativamente le nuove tecnologie senza mai rinunciare a continue sfide. Le immagini creano desiderio, emozioni, disturbo; la fotografia ha un potere disarmante e vedere le immagini che nel corso di 50 anni Kirkland ha prodotto è impressionante. Ha ritratto un’epoca e ha firmato in modo indelebile gli anni ’60.

Gli anni d’oro di Life Magazine sono stati ritratti dai suoi scatti; ha lavorato calcando più di 150 set cinematografici, tra i quali quelli di 2001: odissea nello spazio, Moulin Rouge, Titanic, La mia Africa, Australia, Pirati. I personaggi lo raccontano come una persona piena di estro, che vede oltre, immaginando quello che deve fotografare riuscendo a far incontrare nello scatto la vera dimensione emotiva di chi ritrae. Come un ambasciatore del cinema, come l’occhio che rende leggenda, come la storia del film, della cultura pop, della moda. Con un nonno sarto, ha imparato l’eleganza e l’originalità; passando dalla vecchia Kodak Brownie al digitale e a photoshop, dalla fotografia di moda al fotogiornalismo è riuscito a raccontare una storia completa in un singolo attimo. Le famose foto di Marilyn coperta da un semplice lenzuolo sono state possibili perché l’ha saputa lasciare libera, protetta e arricchita dalla sua estrema folle professionalità.

Ha fotografato Brigitte Bardot, Audrey Hepburn, Coco Chanel, assolute icone di moda e stile perché è sempre riuscito ad essere gentile e fuori di testa come un adolescente incosciente. Indimenticabili le foto dall’alto, ha confermato la sua capacità di cambiare soggetto e tecnica e di poter passare dalla ritrattistica al fotogiornalismo con assoluta disinvoltura.

Luca Severi ha cercato di ribadire la sua capacità di costruire attraverso l’intuizione di uno scatto l’abilità di sentire oltre. “Fotografia e musica sono strategie culturali per scoprire la strategia della vita”, sostiene Herbie Hancock in merito alle fotografie di Kirkland, mentre Roberto Bolle afferma che sia stato capace di concentrare l’energia, il corpo, la forza, il movimento e il tempo in uno scatto. Tra immagini di repertorio, filmini sulla sua infanzia, testimonianze, aneddoti, ricordi, eventi e backstage, Kirkland non esita a dichiarare di essere stato profondamente fortunato a vivere tutte le vite che ha vissuto, di trovare il futuro terribilmente eccitante e di non volersi fermare.

The click, presentato in prima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, ha raccontato come lo show business abbia contribuito fortemente a costruire l’immaginario collettivo. Rendere omaggio ad un artista che ha raggiunto brillantemente i suoi 85 anni, sempre pronto a ringraziare e a manifestare l’immensa gioia e l’infinito entusiasmo per il suo eccitante lavoro, sembra essere stato impegnativo ma contemporaneamente divertente per Luca Severi, che ha ritratto in modo ludico un’immensa figura che non ha mai esitato a dichiarare continuamente sia con le immagini che con le parole: “I love you all“.

“L’immagine mi tocca. Toccato, tirato, tratto da essa, mi mescolo ad essa. Non c’è immagine senza che anch’io sia a sua immagine, non appena la guardo, non appena, cioè, le uso riguardo”.

  • Anno: 2019
  • Durata: 90'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Luca Severi
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