Film Festival dei Diritti Umani di Lugano: Grazie a Dio di François Ozon

Grace a Dieu di François Ozon è un'accorata esplorazione nell'animo di coloro che nell'infanzia hanno subito abusi. Ne emerge un quadro profondo sconcertante, dove la Chiesa per non creare scandalo o per connivenze non è stata capace di trovare una soluzione adeguata

  • Anno: 2019
  • Durata: 137'
  • Distribuzione: Academy Two
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: François Ozon
  • Data di uscita: 17-October-2019

Film drammatico di François Ozon, basato sulla storia vera di un prete pedofilo avvenuta in Francia fra gli anni ’80 e ’90, Orso d’argento Gran Premio della giuria alla Berlinale 2019, Grazie a Dio è un’accorata esplorazione nell’animo di coloro che nell’infanzia hanno subito abusi. Iscritto nella Campagna del 30* della Convenzione Internazionale dei diritti del fanciullo promossa dal Dipartimento della sanità e della socialità, il film uscirà nelle sale italiane il 17 Ottobre 2019.

Ozon nella sua opera, senza melodrammi o pruderie, affronta la questione partendo dalla vita di Alexandre, primo ad avere il coraggio di denunciare da adulto quanto avvenuto nell’infanzia. L’uomo, nonostante sia riuscito a costruirsi una vita dignitosa e abbia una famiglia, sente di nuovo le ferite bruciare quando scopre che il prete pedofilo Preynat è ancora a contatto con i bambini. Da qui si dipana la storia aggiungendo particolari che insieme ai volti e ai corpi delle vittime costruisce il senso della storia momento per momento e ci mostra con delicatezza gli effetti e le cicatrici lasciate sui protagonisti. Alcuni di loro hanno cercato di mettere un cerotto e sono riusciti ad andare avanti nel miglior modo possibile, altri hanno dovuto convivere con una vita devastata da sensi di colpa e sintomi post traumatici. Ne emerge un quadro profondo sconcertante, dove la Chiesa per non creare scandalo o per connivenze non è stata capace di trovare una soluzione adeguata per il sacerdote che candidamente ammette in ognuno degli interrogatori i suoi gusti sessuali e le sue perversioni.

Ozon non fa sconti a nessuno e senza mai mostrare scene cruente riesce a farci immaginare tutto ciò che è accaduto attraverso i racconti dei personaggi e dalle loro storie. Il cinema autoriale di Francois Ozon fa centro ancora una volta malgrado le difficoltà incontrate nel trattare un tematica tanto impegnativa e complessa, che certo pone ancora molti interrogativi in primis alla Chiesa. Curioso è il titolo che è stato definito uno schiaffo in pieno volto al Cardinal Barbarin. Grazie a Dio è infatti una frase pronunciata proprio da Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, primate delle Gallie, che è finito in tribunale con l’accusa di non avere denunciato un prete pedofilo della sua diocesi che ha inteso dire: “Grazie a Dio è intervenuta la prescrizione”. Se la frase è passata inosservata per alcuni, Ozon non è riuscito a perdonarla pensando che nessuna prescrizione, prevista dalla giustizia laica, può esentare la Chiesa da responsabilità, e che sia necessario prendere una posizione esemplare nei confronti di chi commette reato, soprattutto per evitare il perpetuarsi dello stesso.

François Ozon non ha seguito la lezione di Tom McCarthy che con il suo film Spotlight racconta lo scandalo della pedofilia nel clero del Massachusetts negli anni Ottanta. Così come ha scartato l’idea di un documentario per non rinnovare nelle vittime dolori in alcuni casi sopiti, ma che di fronte al grande impatto mediatico avrebbero rivissuto momenti dolorosi. Ha però scelto di raccontare la storia attraverso una finzione che ripercorre la realtà, e, a parte quelli delle vittime, utilizza nomi autentici. Utilizza i verbali degli interrogatori, trae spunto dalle caratteristiche di ogni personaggio senza mai giudicare nessuno; il suo sguardo rivela una severità che si respira in ogni scena.

Dopo il film un interessante dibattito sull’infanzia rubata, al quale sono intervenuti Markus Krienke, professore della facoltà di Teologia di Lugano, e Myriam Caranzano, direttrice Fondazione ASPI. La Tavola Rotonda è stata moderata da Bruno Balestra, avvocato e formatore già procuratore.

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Utlima modifica: 14 Ottobre, 2019



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