Stasera in tv su Zelig tv alle 23,30 Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci

Diretto da Giuseppe Bertolucci, che scrisse la sceneggiatura insieme a Vincenzo Cerami, Segreti segreti è uno dei film memorabili sugli anni di piombo, con la particolarità di collocarsi in una prospettiva tutta al femminile: Lina Sastri, Mariangela Melato, Alida Valli, Lea Massari e Stefania Sandrelli dominano la scena

  • Anno: 1984
  • Durata: 93'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Giuseppe Bertolucci

Stasera in tv su Zelig tv (canale 63) alle 23,30 Segreti segreti, un film del 1984 diretto da Giuseppe Bertolucci, con Lina Sastri, Mariangela Melato, Alida Valli, Giulia Boschi, Lea Massari, Stefania Sandrelli, Rossana Podestà, Massimo Ghini. Soggetto e sceneggiatura di Giuseppe Bertolucci e Vincenzo Cerami, montaggio di Nino Baragli, musiche di Nicola Piovani, costumi di Bruna Parmesan. Il film ricevette quattro nomination ai David di Donatello del 1985 (miglior attrice protagonista a Lina Sastri, miglior montaggio a Nino Baragli, migliore attrice protagonista a Lea Massari, miglior produttore a Gianni Minervini) e Lina Sastri si aggiudicàò quello per la migliore attrice. Segreti segreti vinse anche un Nastro d’Argento per miglior soggetto a Giuseppe Bertolucci.

Sinossi
Laura, di estrazione borghese, si è data alla clandestinità con le Brigate Rosse. Insieme con alcuni compagni progetta e mette a segno l’attentato contro un magistrato di Venezia. Poiché un compagno rimane ferito nell’azione, Laura, lo uccide a freddo poi si rifugia nella villa di famiglia, vicino a Bologna. Su un treno che la porta a Roma, Laura incontra per caso e fa conoscenza con Rosa, sorellastra del terrorista ucciso.

Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci, scritto con Vincenzo Cerami (due autori che rimpiangeremo a lungo), si colloca idealmente tra ippocampo e cervelletto, tra memoria, emozioni e zona cognitiva. Nel solco del racconto intimista emergono prepotenti sei-sette ritratti femminili profondi e sinceri, abbinati ad altrettante intense interpretazioni. Se i simbolismi sono strettamente legati all’infanzia perduta e rubata, all’unità di tempo ma non di luogo scandita da una trasmissione radiofonica, alle macerie ideologiche oltreché materiali che nascondono segreti personali, la parte finale ci scuote molto più dell’inizio, perché quando gli eventi pubblici travolgono il privato ci restiamo male. Non è solo il viaggio a Parigi tra amiche, figlie e madri che si interrompe, ma si spezza un incanto, persino per il giudice, concluse le indagini e trovato il colpevole, non ha più interesse l’interrogatorio quando qualcosa di intimo e familiare si rompe. E la confessione sa di resa e di speranza. Quasi bellocchiano in certi frangenti, con quesiti cervellotici che indagano la psiche umana e le sue relazioni pubbliche, private e sociali, nei risvolti familisti delle vicende. Laura ha gli occhi penetranti e smarriti di una bravissima Lina SastriAlida Valli restituisce l’enigmaticità della Draifa di Strategia del ragno alla Gina dallo sguardo profetico; la Maria di Rossana Podestà è l’indifferenza e la frivolezza di una madre anomala e popolana insieme; Stefania Sandrelli è il sorriso dopo la tempesta di Renata; la Marta di Lea Massari la sconfitta inaspettata; la giovane Sandra Ceccarelli la testimone diretta di due tragedie. La Rosa di Giulia Boschi e la Giuliana di Mariangela Melato chiudono il cerchio di questo indimenticabile universo femminile cucito con ago e filo dal regista. E la Mamma Roma pasoliniana della Magnani è il collante delle loro vite e dei loro rituali. Il film è costruito su queste sette donne, si articola con semplice sofferenza nelle storie, piccole o grandi. Sofferenza: sì, perché il dolore è l’elemento centrale. Tutte le anime del racconto o soffrono o non riescono a sfogare il proprio dolore. Da un regista profondo (autore anche del soggetto; la sceneggiatura è scritta a quattro mani con Vincenzo Cerami, dalla cui penna era già uscito un altro capolavoro sul terrorismo, quel Colpire al cuore firmato da Gianni Amelio) e di grande cultura ed intelligenza, uno dei film memorabili sugli anni di piombo. Francesca Archibugi era assistente alla regia; Anna Di Francisca segretaria di edizione.

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Utlima modifica: 12 Ottobre, 2019



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