Stasera in tv su Iris alle 21 Quien sabe? di Damiano Damiani, con Gian Maria Volonté, Klaus Kinski e Lou Castel

Western all'italiana di Damiano Damiani che rappresenta un buon esempio di cinema popolare di qualità, in cui il marcato sottotesto politico dà spessore all'agile sceneggiatura di Franco Solinas. Lou Castel, Gianmaria Volontè e Klaus Kinski sono le tre star del film. Trascinanti le musiche di Luis Enríquez Bacalov

  • Anno: 1966
  • Durata: 120'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Western
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Damiano Damiani

Stasera in tv su Iris alle 21 Quien sabe?, un film del 1966 diretto da Damiano Damiani. Con la sceneggiatura di Salvatore Laurani e Franco Solinas, la fotografia di Tony Secchi, il montaggio di Renato Cinquini e le musiche di Luis Enríquez BacalovQuien sabe? è interpretato da Gian Maria Volonté, Klaus Kinski, Andrea Checchi, Lou Castel, Martine Beswick. Il film uscì negli Stati Uniti come A Bullet for the General, in Francia come El Chuncho, in Brasile come Uma Bala Para o General e in Spagna come Yo soy la revolución. Alla 70esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2013), nella sezione Classici, è stata presentata la versione restaurata del film.

Sinossi
Durante la rivoluzione messicana, allettato da un compenso di centomila pesos, il giovane americano Bill Tate accetta l’incarico di uccidere, per ordine degli agenti governativi, il generale Elias, capo dei rivoluzionari. Per raggiungere la sua vittima, Tate si aggrega a un gruppo di ex ribelli comandati da El Chuncho, che cerca di trarre profitto dalla rivoluzione assaltando i treni militari e le caserme per procurarsi armi che verranno vendute poi ad Elias. Bill ed El Chuncho, dopo varie peripezie, giungono finalmente al rifugio del generale Elias. Qui El Chuncho, riconosciuto responsabile della carneficina dell’intera popolazione del villaggio di San Miguel – che avrebbe potuto difendere dalle truppe del governo – si auto-condanna a morte, chiedendo di essere giustiziato da suo fratello El Santo. Ma Bill non può permettere al suo piano di fallire miseramente.

Film storico e d’avventura con sfumature western per il regista Damiano Damiani. Per i più è il film che inaugura il filone di western politici. Quien sabe? è soprattutto una creatura di Franco Solinas, il quale prese il soggetto di Salvatore Laurani e lo trasformò nell’adattamento e nei dialoghi in un’opera dai connotati terzomondisti e rivoluzionari. Siamo in Messico nel 1917 e i riferimenti storici alla rivoluzione di Emiliano Zapata e Pancho Villa sono palesi, mentre l’ascendenza cinematografica è il Viva Zapata di Elia Kazan.  Solinas inventa situazioni e dialoghi progressisti che Damiani (un perfetto prototipo di regista impegnato e popolare al contempo) filma con leggerezza e guasconeria, senza mai trascendere in farsa o caricatura. Siamo nel territorio umoristico del coevo Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone, ma lo scenario messicano presta il fianco alla lettura politica impressa dallo sceneggiatore preferito di Gillo Pontecorvo. Saranno Colizzi prima e altri dopo, ad andare verso lo Spaghetti, a caricare più sul versante picaresco e comico. Il ’68 arriverà due anni dopo, eppure Quien sabe? ne anticipa le tematiche, i modelli terzomondisti, cavalca le ribellioni anticolonialiste. Fa capolino anche la droga (la mescalina) nella scena della febbre malarica. Giù la testa di Sergio Leone ne sarà fortemente debitore, nell’ambientazione storica e politica e nell’amicizia tra i due protagonisti, che ne ricalca pedissequamente il modello. Lou Castel, Gianmaria Volontè e Klaus Kinski sono le tre “star”: l’ultimo seppur spiritato gioca in sottrazione per via di un ruolo marginale; gli altri due primeggiano, e se Castel interpreta la sua parte con quel filo di doppiezza da Pugni in tasca (ma qui è decisamente contenuto), Volontè, istrionico, fa da mattatore dal principio alla fine. La sua interpretazione è indimenticabile, soprattutto perché brillante e rara nella sua filmografia.

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Utlima modifica: 6 Agosto, 2019



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