In prima serata su Iris alle 21 Tepepa di Giulio Petroni, con Tomas Milian e Orson Welles

Western dalle tematiche rivoluzionarie, con la sceneggiatura di Ivan Della Mea e del grande Franco Solinas, il montaggio di Eraldo Da Roma e le musiche del maestro Ennio Morricone, Tepepa, diretto da Giulio Petroni, è interpretato da Tomas Milian e Orson Welles

  • Anno: 1969
  • Durata: 136'
  • Genere: Western
  • Nazionalita: Italia, Spagna
  • Regia: Giulio Petroni

In prima serata su Iris alle 21 Tepepa, un film del 1969, diretto da Giulio Petroni. È considerato uno dei capisaldi del genere spaghetti-western. Il film vede la partecipazione di Tomas MilianOrson Welles nei ruoli di protagonista e antagonista rispettivamente. Il regista Giulio Petroni espresse il proprio disappunto nei confronti di Welles. Petroni dichiarò che l’atmosfera sul set era “terribile”, e che Welles chiamava Milian (che invece lo idolatrava) un “cubano di merda”. Con la sceneggiatura di Ivan Della Mea e del grande Franco Solinas, il montaggio di Eraldo Da Roma e le musiche del maestro Ennio MorriconeTepepa è interpretato da Tomas Milian, Orson Welles, John Steiner, Luciano Casamonica, José Torres, Anna Maria Lanciaprima, Paco Sanz.

Sinossi
Insoddisfatto del governo di Madero il peone Tepepa continua a combattere contro le truppe regolari assieme a un gruppo di fedelissimi. Si scontra più volte con il crudele generale Cascorro, ma è perseguitato anche dal medico inglese Price ansioso di vendicare una ragazza la cui morte era stata causata da Tepepa stesso. Cascorro riesce a ferire Tepepa, ma nello scontro decisivo viene ucciso dal rivoluzionario. Il medico avrà la sua vendetta, ma altri continueranno la rivoluzione. 

Tepepa, titolo originale nei flani Viva la revoluciòn!, è classificato nel sottogenere del cinema spaghetti-western denominato tortilla-western. Nel nutrito numero di film che compongono questo filone vi sono molti elementi comuni che li caratterizzano. Il set, quasi sempre localizzato in Spagna per ragioni di finanziamenti statali da ottenere, evoca al meglio il Messico come luogo ove si svolgono le storie. I personaggi sono i peones messicani, poveri e ignoranti. I militari sono al servizio del dittatore di turno e i pochi yankee presenti si alleano con l’uno o con l’altro a seconda degli interessi o degli ideali. Mancano, ovviamente, cow-boy, indiani, sceriffi, bounty-killer e tutti i personaggi del cinema classico, ma non i duelli, il sangue e i buoni o i cattivi sentimenti che caratterizzano da sempre i film western. La narrazione si concentra, spesso, su episodi o sviluppi di qualche rivoluzione messicana in corso o di qualche tirannia locale, da cui o per cui si dipana la trama. Mille sfaccettature per sviluppare storie di uomini che vogliono liberarsi dall’oppressione dei ricchi latifondisti o dalla prepotenza degli arroganti militari al potere. Quei riferimenti storici caratterizzano anche il periodo, tra gli anni sessanta e settanta del novecento, in cui vengono girati questi film. I temi “rivoluzionari”sono, infatti, molto sentiti e fonte di discussione sui giornali, nelle fabbriche e negli uffici. Western dalle tematiche rivoluzionarie, al pari di Vamos a matar, compañeros (1970) di Sergio Corbucci, influenzato dal clima sociale e dallo spirito rivendicativo sessantottino. Elogio all’anarchia e alla ribellione contro il potere iniquo, Tepepa vanta un accostamento attoriale più che singolare: l’interazione fra Tomas Milian, icona di film di genere, e Orson Welles, regista padre della cinematografia mondiale qui impegnato in un ruolo di colonnello caricaturale ma efficace, è inaspettatamente credibile e fulcro stesso della vicenda. La guerra e la rivoluzione popolare assottigliano le differenze tra buoni e cattivi, entrambi imperfetti, macchiati di sangue e pronti a commettere violenze in nome del proprio ideale. Malinconico e ben strutturato grazie a sequenze crude e flashback e tecnicamente valido. In Tepepa, girato nel 1968 e uscito in sala l’anno successivo, ritroviamo gli stilemi del genere. L’elemento che dà l’avvio alla storia del film è il più classico delle genesi westerniane: la vendetta. Questo è il sentimento che si percepisce in sottofondo per tutto il tempo, ma alla fine risulterà solo pretesto per far affiorare le personalità dei tre protagonisti pincipali: Tepepa, il colonnello e il dottore. Forte è la tematica sociale e politica che risulta facilmente confrontabile con gli accadimenti degli anni in cui viene proiettato il film nelle sale. John Steiner, volto ricorrente in svariati polizieschi prodotti in Italia negli anni Settanta, partecipò nel suo ultimo ruolo da caratterista in Paprika (1991) di Tinto Brass. Soggetto di Ivan Della Mea e Franco Solinas, anche sceneggiatori con il regista Giulio Petroni; colonna sonora di Ennio Morricone.

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Utlima modifica: 30 luglio, 2019



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