Stasera in tv su Rai 3 alle 20,30 Cinderella Man di Ron Howard con Russell Crowe

Cinderella Man conferma Ron Howard come uno dei maggiori registi del panorama hollywoodiano quando si tratta di fare cinema solido e penetrante. La forza del film sta proprio nella sua perfetta adesione a tutti quegli stilemi che hanno reso immortale il cinema americano, quello cioè ritenuto 'classico'

  • Anno: 2005
  • Durata: 144'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Ron Howard

Stasera in tv su Rai 3 alle 20,30 Cinderella Man, un film del 2005 diretto da Ron Howard ispirato alla vera storia del pugile James J. Braddock che aveva questo soprannome. Con Russell Crowe, Renée Zellweger, Paul Giamatti, Craig Bierko, Paddy Considine. Sebbene il film abbia riscosso buoni giudizi di critica e pubblico, ha avuto un successo relativamente scarso al botteghino durante le prime settimane di programmazione. Nell’importante mercato nord-americano, il film (che è costato 88 milioni di dollari) ne ha incassati solo una sessantina. Uno dei motivi che è stato addotto per la scarsa vendita di biglietti è stato il periodo della programmazione. Cinderella Man ha ottenuto tre nomination agli Oscar (Miglior attore non protagonista a Paul Giamatti, Miglior montaggio a Daniel P. Hanley e Mike Hill, Miglior trucco a David LeRoy Anderson e Lance Anderson) e due ai Golden Globe (Miglior attore in un film drammatico a Russell Crowe, Miglior attore non protagonista a Paul Giamatti).

Sinossi
Negli anni della Grande Depressione, per riuscire a mantenere la famiglia, James Braddock decide di tentare la fortuna con la boxe: e nel 1935, arriva a sfidare il campione del mondo dei pesi massimi Max Baer in un match di quindici riprese.

Appassionante film biografico che racconta la storia della rinascita del pugile James Braddock, caduto in disgrazia durante gli anni della Grande Depressione e, grazie al duro lavoro e alla dedizione alla famiglia, tornato sul ring per tentare la scalata al titolo mondiale. Ron Howard prende le distanze dall’amarezza disperata di un capolavoro del cinema di boxe come Million Dollar Baby e dirige un “classico” film sul sogno (sportivo) americano e sulla fiducia monolitica nel sistema economico e sociale statunitense che, nonostante qualsiasi crisi, è sempre in grado di offrire una seconda possibilità a tutti coloro che lavorano duro per ottenerla. Nella prima parte, la pellicola stenta un po’ a decollare e si perde in una descrizione, necessaria ma a tratti un po’ stucchevole e quasi dickensiana, della povertà indotta dalla crisi economica degli anni Trenta; è nella seconda parte, con il ritorno del protagonista sul ring, che il film decolla in maniera netta, raggiungendo l’apice del pathos con l’ultimo combattimento contro il campione Max Baer. Cinderella Man, spettacolo popolare se mai ce ne è stato uno, conferma Ron Howard come uno dei maggiori registi del panorama hollywoodiano quando si tratta di fare cinema solido e penetrante. E questa cine-biografia è uno dei suoi migliori film, una commistione perfetta di tutti gli elementi fondamentali che compongono la realizzazione di un lungometraggio; la sua grande forza infatti sta proprio nella sua perfetta adesione a tutta quella serie di stilemi che hanno reso immortale il cinema americano, quello cioè ritenuto ‘classico’. Dalla regia allo scenehhiatura, dalla fotografia agli attori – Paul Giamatti è eccellente -, tutto è prezioso e funzionale, diretto verso lo spettatore come opera capace di (ri)fondare l’epica di cui si nutrivano le grandi produzioni di un tempo, come ad esempio quelle di Elia Kazan, tanto per intenderci.

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Utlima modifica: 27 Luglio, 2019



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