In seconda serata su Rete 4 alle 23,35 Il laureato, il celebre film di Mike Nichols con Dustin Hoffman

Manifesto incontrastato del malessere giovanile di una generazione intenzionata a rifiutare la comodità dei valori e dei compromessi borghesi, Il laureato fu anche il trampolino di lancio per il quasi sconosciuto, all'epoca, Dustin Hoffman. Indimenticabile la colonna sonora con le canzoni di Simon e Garfunkel

  • Anno: 19767
  • Durata: 108'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Mike Nichols

In seconda serata su Rete 4 alle 23,35 Il laureato (The Graduate), un film del 1967 diretto da Mike Nichols, basato sul romanzo omonimo di Charles Webb. Il film ebbe un successo strepitoso, tanto da diventare di culto, rivisto, citato, ricordato e apprezzato anche a distanza di moltissimi anni. La fortuna della pellicola si deve a un insieme di fattori: le interpretazioni dei protagonisti (Dustin Hoffman, al suo primo ruolo cinematografico importante; Anne Bancroft, la donna matura che seduce il giovane laureato, Katharine Ross nella parte della giovane Elaine), l’innovativa regia di Mike Nichols, l’utilizzo delle canzoni eseguite da Simon & Garfunkel (in particolare le due celeberrime canzoni The Sound of Silence e Mrs. Robinson, oltre a Scarborough Fair e April Come She Will), il tema molto trasgressivo per l’epoca, le argute situazioni grottesche. Il film, prodotto nel 1967, sia pure in veste di commedia e attraverso un taglio sentimentale e non politico, avverte e in qualche modo anticipa i fermenti giovanili di ribellione che esploderanno di lì a pochi mesi nelle grandi contestazioni del 1968. Come avvisa il traduttore, e come sottolineò Tullio Kezich su Panorama, il titolo Il laureato è «inesatto», o quantomeno approssimativo, ma non essendoci corrispondenza fra il sistema scolastico italiano e quello statunitense, specie a livello universitario, non c’era espressione migliore: in realtà, «il termine graduate si riferisce al titolo B.A. (Bachelor of Arts), di poco superiore alla nostra maturità».

Sinossi
Benjamin Braddock, promettente rampollo di facoltosa famiglia, ha terminato gli studi (ma il “graduate” è qualcosa di meno del nostro leureato). Viene dato un party in suo onore, ma lui si ritira in camera. Viene raggiunto dalla signora Robinson, amica di famiglia, che gli chiede di accompagnarla a casa: qui lei tenta di sedurlo, ma arriva il marito. In seguito, però, Benjamin e Mrs Robinson diventano amanti. La relazione termina quando Benjamin conosce Elaine, la figlia dei Robinson: i due si innamorano, ma la madre di Elaine non ci sta e le rivela come stanno le cose. La fanciulla pianta Benjamin e si accinge a sposare il ragazzo perbene che i genitori vogliono per lei. Ma Benjamin tenta il tutto per tutto in chiesa, durante la cerimonia.

In America è uno dei film più amati da diverse generazioni di spettatori statunitensi, un po’ come Il padrino, Casablanca o Via col vento. E merita la fama che si è conquistato perché è un film ironico, graffiante e contestatario al punto giusto e ha mantenuto intatta la sua forza a più di quarant’anni di distanza. La storia del giovane Benjamin che, dopo la laurea, viene irretito dalla signora Robinson in una squallida relazione extraconiugale (da cui Benjamin cerca di uscire innamorandosi della figlia della sua amante) fa riflettere su molte cose, dal conflitto fra le generazioni al pericolo di accettare compromessi col mondo borghese, che alla lunga si rivelano degradanti, dalla ventata libertaria che scosse il mondo intorno al Sessantotto alla necessità di prendere in mano le redini della propria vita e scegliere da soli il proprio destino. L’anticonformismo della tematica non è soltanto di facciata e, pur con qualche inevitabile caduta nell’ovvietà (soprattutto nella seconda parte, quando la signora Robinson si oppone con tutte le sue forze alla relazione di Benjamin con Elaine), la regia di Mike Nichols mantiene intatta la sua presa sullo spettatore con scelte narrative arrischiate, soprattutto nel bellissimo finale in chiesa, dove Benjamin arriva a servirsi di un crocifisso per difendersi dagli ipocriti borghesi che lo aggrediscono per strappargli via Elaine. Colonna sonora indimenticabile con le canzoni di Simon e Garfunkel, fra cui The sound of silence che torna per ben tre volte (sui titoli di testa, nella scena della piscina e nel finale); molto bella anche Scarborough Fair, mentre la celeberrima Mrs. Robinson, a differenza di quanto pensano alcuni, non è presente nel film, ma se ne sentono solo alcuni accordi mentre Benjamin guida la macchina nel pre-finale. Doveroso il tributo alla bravura di Dustin Hoffman nel ruolo che ne consacrò il talento, nonché alla perfida ma azzeccatissima Anne Bancroft, mentre la giovane Katharine Ross, che pure se la cava abbastanza bene, avrà una carriera molto deludente in futuro e non riuscirà a mantenere quel che aveva promesso con questa interpretazione.

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Utlima modifica: 20 Luglio, 2019



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