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Festival di cinema

Migranti, storie gitane, donne e Islam: il sud del mondo al Terra di Tutti Film Festival

I muri invisibili della “fortezza Europa”, l’Africa, l’America Latina e il Medioriente, l’ambiente e l’informazione sotto minaccia, saranno raccontati nei documentari che sono in arrivo a Bologna per la quarta edizione del Terra di Tutti Film Festival, il festival in programma dal 7 al 10 ottobre a Cinema Lumière organizzato dalle ong COSPE e GVC.

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I muri invisibili della “fortezza Europa”, l’Africa, l’America Latina e il Medioriente, l’ambiente e l’informazione sotto minaccia, saranno raccontati nei documentari che sono in arrivo a Bologna per la quarta edizione del Terra di Tutti Film Festival, il festival in programma dal 7 al 10 ottobre a Cinema Lumière organizzato dalle ong COSPE e GVC. Quattro giorni di proiezioni (gratuite) di reportage, inchieste, corti e mediometraggi provenienti da Africa, America Latina, Europa, Medioriente e Asia.

Circa 35 i film in gara, divisi in 13 sessioni tematiche, a cui si aggiungono 9 opere fuori concorso in arrivo dai festival gemellati di Belo Horizonte in Brasile e di Maputo in Mozambico.

Nella sessione d’apertura del festival, dedicata alla fortezza Europa, tra i film in programma anche il pluripremiato Niguri di Antonio Martino, un viaggio nel pregiudizio attraverso le reazioni degli abitanti di un piccolo villaggio calabrese “invaso” da immigrati africani; e Campania d’Africa di Francesco Alesi che racconta la vita quotidiana degli immigrati a Castel Volturno, la città europea con la maggior percentuale di africani. Hedy Krissane, già vincitore del Torino Film Festival (2005) e ospite a Cannes nel 2006, firma invece Ali di cera, la storia di un migrante che, reduce da un naufragio, si ritrova su una spiaggia italiana.

Le conseguenze del conflitto medio-orientale sulla vita dei giovani palestinesi iscritti alle università di Israele è documentata in Shooting Muhammad di Luca Cusani e Francesco Cannito, già finalisti al Premio Ilaria Alpi 2010. Nella stessa sessione, intitolata Conflitti latenti Simone Bruno e Dado Carillo portano alla luce lo scandalo dei Falsos positivos, la storia delle oltre duemila persone innocenti assassinate dall’esercito colombiano e “scambiate” per guerriglieri delle Farc.

È inoltre in programma un focus dedicato alla questione mediorientale durante il quale saranno proiettati Gaza, guerra all’informazione di Anna Maria Selini, che racconta la storia di sei reporter palestinesi che, nella Striscia di Gaza, pur di filmare, contro ogni censura, l’offensiva israeliana dell’operazione “Piombo fuso” hanno perso la vita. Prende invece le mosse dal massacro del 1982 Chatila, Les femmes et les enfants, in cui Denys Piningre offre il ritratto di una popolazione che vive nella speranza di ritornare nella propria terra.

Nella sessione Giovani periferie Matteo Pasi, già vincitore del Terra di Tutti 2009 con Ishak, torna sugli schermi del cinema Lumière con Youth of Tuzla, una fotografia dei giovani di Bosnia, tra frustrazione, desiderio di fuggire ed energie creative.

Michael Watts, che sarà ospite del festival nella sessione Ecovision, presenterà invece il pluripremiato Laguna Negra, pellicola che documenta con sguardo lucido e toccante le lotte dei contadini peruviani contro lo sfruttamento minerario delle terre e la scomparsa dei metodi di sussistenza tradizionali.

All’interno della sessione African Stories è in programma la proiezione di Meta compartida, in cui Lorenzo Galeazzi, Martino Buzzi e Jesus Casquete raccontano l’avventura di due atleti spagnoli alla Sahara Marathon, un’iniziativa sportiva a favore dei diritti dei Saharawi che porterà i protagonisti a immergersi nella vita di questo popolo.

Saranno inoltre in programma le sessioni dedicate a Migrazioni al Sud e a Lavoro, diritti e globalizzazione.

Un trittico di film sulla scottante questione rom compone la sessione Storie gitane. Primo documentario in programma è Amèn di Stefano Cattini, dedicato al fenomeno, ignorato dai mass media, delle conversioni di massa alla religione evangelica pentecostale da parte dei membri della comunità sinti italiana. I roghi che nel 2008 distrussero i campi rom del quartiere di Ponticelli a Napoli sono invece al centro di Europa 0 km di Luca Bellino e Silvia Luzi. Un ritratto delle donne rom della Slovenia, sospese tra rispetto delle tradizioni e volontà di emancipazione, è The life of Roma women della giovane Martina Hudorovic.

Il festival prevede inoltre una sessione particolare dedicata ai Ritratti di donne e islam. In programma Girls on the air, il documentario in cui Valentina Monti racconta la vita quotidiana della fondatrice di una radio comunitaria in Afghanistan, alle prese con i contrasti di un paese segnato dalla violenza sulle donne e dagli attacchi dei kamikaze. Sarà invece Gonzalo Ballaster, ospite del festival, a presentare il suo The Molky way, la storia di un’anziana signora iraniana determinata a compiere un lungo viaggio nel proprio paese.

La pellicola di chiusura della kermesse bolognese proviene dal festival di Belo Horizonte in Brasile. Si tratta di Terras, documentario di Maya Da Rin incentrato sull’intreccio di culture ancestrali e contemporaneità nelle città situate nel cuore della foresta amazzonica, dove si incrociano le frontiere di Colombia, Brasile e Perù.

A conclusione del festival, le migliori produzioni europee e internazionali saranno premiate da una giuria di qualità mista, presieduta dalla regista bolognese Elisa Mereghetti e composta da professionisti del mondo del documentario, del giornalismo e della cooperazione internazionale.

Per la seconda volta, il festival vedrà l’assegnazione del premio speciale istituito dal Consiglio degli stranieri e apolidi della Provincia di Bologna. Da quest’anno, inoltre, sarà assegnata dall’associazione Premio Benedetto Senni una menzione speciale alla migliore opera di produzione africana sui temi dello sviluppo sostenibile e della sovranità alimentare.

Per informazioni:
Terra di Tutti Film Festival

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