The deep, l’emozionante film del regista islandese Baltasar Kormákur

Un film emozionante quello del regista islandese Baltasar Kormákur che da un fatto realmente accaduto ha messo in scena una storia dai tratti surreali

  • Anno: 2012
  • Durata: 95'
  • Distribuzione: Movies Inspired
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Islanda
  • Regia: Baltasar Kormákur
  • Data di uscita: 18-July-2019

Un film emozionante quello del regista islandese Baltasar Kormákur che da un fatto realmente accaduto ha messo in scena una storia dai tratti surreali. The deep (2012) non è solo il dramma di un gruppo di pescatori islandesi e la loro tragica uscita in oceano, ma l’impresa di un uomo che ha sfidato le forze della natura e che, senza una spiegazione logica, è riuscito a tornare a casa sano e salvo. Il vero dramma per Gulli, il protagonista del film, è un altro: aver perso per sempre i propri amici, un trauma che con prepotenza entra a far parte nella sua vita, e in particolare durante le notti.

Kormákur ha costruito un film a tratti cinico e inquietante in cui la leggerezza delle note del valzer di Johann Strauss (figlio) davano ancor più peso al battello che affondava nelle acque dell’oceano, il tutto con un accenno al colossal di James Cameron del 1997. Gulli è forte, non cede alla visione delle immagini dei suoi compagni di viaggio mentre sta affondando, così risale su, lotta contro le onde e cerca conforto parlando ai gabbiani, liberi di volare, di indicare la strada, di essere per un momento l’unica speranza di vita. Il montaggio parallelo crea ulteriore tensione emotiva, perché se nelle onde dell’oceano sta per morire Palli, un membro dell’equipaggio, sua moglie e i suoi figli invocano la stessa preghiera che reciterà prima di abbandonarsi nel fondale oceanico.

Tre anni dopo The deep, Kormákur girerà Everest (2015), già uscito nelle sale a differenza del primo proposto solo sei anni dopo nei nostri schermi. Alle scalate della vetta più alta del mondo si contrappone The deep, ispirato a Guðlaugur Friðþórsson, il timoniere che all’età di ventidue anni è riuscito a sopravvivere al naufragio. Profondo non è solo il mare che ha strappato cinque vite, ma anche il ricordo di Gulli, delle sue immagini esperienziali ed evocative di chi, anche da bambino, è dovuto scappare dalla potenza del vulcano in eruzione. Nessuno sa se il regista abbia letto l’operetta leopardiana in cui l’Islandese fuggiva dalla Natura, ma il sottile richiamo dopo aver visto il film è presente.

Anthony De Rosa

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Utlima modifica: 18 luglio, 2019



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