Stasera su Rete 4 alle 23,35 Gli uccelli, uno dei film più celebri di Alfred Hitchcock

A tre anni dal grande successo di Pshyco, Alfred Hitchcock decide di trasporre cinematograficamente il racconto di Daphne Du Maurier, Birds. Gli uccelli fu un film rivoluzionario, unanimemente considerato una delle più celebri pellicole del regista

  • Anno: 1963
  • Durata: 115'
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Alfred Hitchcock

Stasera su Rete 4 alle 23,35 Gli uccelli (The Birds), un film del 1963 diretto da Alfred Hitchcock e tratto dall’omonimo racconto di Daphne Du Maurier, pubblicato nel 1953. Presentato fuori concorso al 16º Festival di Cannes, è una delle più celebri opere del regista. il film però mantiene solo l’idea centrale della fonte letteraria, cioè l’attacco degli uccelli contro gli uomini. Hitchcock aveva ripensato al racconto dopo aver letto sul quotidiano di Santa Cruz, Sentinel, del 18 Agosto 1961, la notizia di una nuova invasione di uccelli marini fra le case sulla costa, più ampia e devastante di quella avvenuta nell’anno precedente. Il film costò circa 2.500.000 dollari. Le riprese iniziarono il 5 Marzo 1962 e durarono fino al 10 Luglio dello stesso anno. Durante le riprese si dovettero affrontare innumerevoli problemi: i componenti della troupe furono graffiati e beccati; Tippi Hedren, nella scena in cui sale in una camera e viene aggredita dagli uccelli, fu ferita al viso da uno dei gabbiani; il Lunedì successivo, quando dovettero riprendere le riprese, la trovarono stesa sul divano in stato di choc. Usarono quindi una controfigura per la scena in cui Mitch la porta giù dalle scale. Uno dei corvi addestrati aveva preso in antipatia Rod Taylor, e appena lui arrivava sul set chiedeva preoccupato se l’uccello lavorasse quel giorno; il corvo, però, lo aspettava puntualmente appoggiato su una trave del set e lo inseguiva per beccarlo. Delle 3000 inquadrature previste (circa il doppio di quelle di un film normale e quasi il triplo di quante ne usasse Hitchcock di solito), quasi 400 contenevano trucchi e fotomontaggi. Hitchcock richiese la collaborazione di molti esperti: lo scenografo Robert Boyle, il direttore della fotografia Robert Burks, il montatore George Tomasini. Poiché detestava lavorare in esterni la maggior parte dei fondi che si vedono sono stati dipinti. Nonostante le difficoltà per le tecniche di ripresa sul fondale blu in uso in quel periodo, trovarono un’alternativa usando il metodo introdotto da Walt Disney, mascherine e fondali illuminati con lampade al sodio su fondale giallo. Gli addetti agli effetti speciali e quelli del reparto ottico lavorarono sul film per più di un anno.

Sinossi
Melania arriva a Bodega Bay con una coppia di pappagallini detti “inseparabili” da regalare a Mitch, giovane avvocato che abita con la madre e la sorellina Cathy. Durante la traversata della baia viene ferita da un gabbiano. Sembra un incidente, ma la realtà si rivela ben diversa: uccelli di ogni tipo si coalizzano in un’inspiegabile minaccia. Un incubo, che si conclude con l’assalto dei pennuti alla casa di Mitch.

1963. A tre anni dal grande successo di Pshyco, Alfred Hitchcock decide di trasporre cinematograficamente il racconto di Daphne Du Maurier dal titolo Birds. Con l’aiuto di Evan Hurten, riscrive una sceneggiatura, alquanto distante dal racconto, ma basata sullo stesso soggetto: improvvisamente, la specie umana si trova a dover affrontare pericolose aggressioni di volatili. Negli anni Sessanta, il regista era ormai affermato e celebrato: dopo il cosiddetto periodo inglese, si era trasferito a Hollywood, dove poteva permettersi produzioni a budget più elevato. Gli uccelli fu un film rivoluzionario: le scene in cui i volatili attaccano gli esseri umani – che oggi potrebbero essere realizzate velocemente con l’impiego del computer – allora comportarono seri problemi, che furono risolti grazie all’inventiva della troupe: inizialmente si pensò di adottare la tecnica del “blue screen”, ma alla fine si optò per il “sodium vapor process”, metodo utilizzato dalla Disney. Grazie a questa scelta, le scene risultarono credibili all’epoca e ottennero grande successo tra il pubblico.nData la grande spesa per le complesse lavorazioni tecniche, Hitchcock scelse interpreti poco noti: nei panni della protagonista Miss Melanie Daniels pone la modella americana Tippi Hendren, alla sua prima esperienza cinematografica, mentre il misterioso Mitch Brenner è interpetato da Rod Taylor, il quale deve al regista la sua notorietà; all’attrice teatrale Jessica Tandy viene affidato il ruolo chiave di Lydia Brenner, una donna che vive in maniera malsana e opprimente il rapporto con il figlio Mitch. Lo psicanalista e filosofo Slavoj Zizekha voluto interpretare metaforicamente gli attacchi degli uccelli come il timore di Lydia di un imminente allontanamento del figlio, innamorato di Miss Daniels. Il film rappresenta un’apocalisse, come sottolinea un personaggio all’interno del Tides Cafè, location di una delle scene più interessanti, in cui appare la ormai ottantenne Ethel Griffies nella parte di una esperta ornitologa. Gli uccelli è un film molto diverso da quelli realizzati precedentemente da Hitchcock: il misterioso attacco non viene spiegato, volutamente non appare la scritta “Fine”; nei progetti originali, l’inquadratura finale avrebbe dovuto destare sconcerto, in quanto prevedeva il Golden Gate Bridge di San Francisco invaso da volatili in preda alla follia. Il dramma nel film cresce gradualmente: la prima parte della pellicola è incentrata sulla vita dei protagonisti, elemento non innovativo e riscontrabile in altri film – per esempio Rear window (La finestra sul cortile, 1954) e The man who knew too much (L’uomo che sapeva troppo, 1956) -; nella seconda parte viene inscenato il dramma: gli attacchi dei volatili sempre più fitti e gravi, le prime vittime, la paura dapprima contenuta che sfocia nel panico. La struttura si avvicina molto alle grandi tragedie classiche: l’intreccio si sviluppa in un arco di tempo molto breve, le location, tralasciando il breve prologo ambientato a San Francisco, sono collocate interamente nella fredda Bodega Bay; l’azione ruota attorno ai protagonisti e si limita a mostrare le loro reazioni in seguito ai diversi attacchi, trascurando dettagli inerenti a personaggi secondari; infine, la scelta di drammatizzare ulteriormente la storia, lasciando intravedere un futuro ancora più difficoltoso, è tipicamente classica, degno delle più celebri tragedie eschilee e sofoclee. Alla fine della sua carriera, Hitchcock non è più interessato a fornire un punto di vista definito, non vuole spiegare chi è l’artefice del pericolo, non vuole attribuire una colpa, si limita a narrare i fatti e a lasciare allo spettatore una libera interpretazione. È un’interessante evoluzione del “maestro del brivido”.

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Utlima modifica: 13 luglio, 2019



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