Stasera in tv su Nove alle 21,25 Fuga da Alcatraz di Don Siegel con Clint Eastwood

Ultimo tassello della collaborazione artistica tra Don Siegel e Clint Eastwood, Fuga da Alcatraz è molto probabilmente anche l’ultimo capolavoro del regista di Chicago, uno dei migliori film carcerari di sempre, con una ricostruzione storica perfetta, impeccabile e appassionante

  • Anno: 1979
  • Durata: 112'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Don Siegel

Stasera in tv su Nove alle 21,25 Fuga da Alcatraz, un film del 1979 diretto da Don Siegel. Il film, girato proprio nella prigione di Alcatraz 16 anni dopo la sua chiusura permanente, si basa sul libro Escape from Alcatraz di J. Campbell Bruce, e descrive la vera storia dell’evasione di tre detenuti, Frank Morris e i fratelli John e Clarence Anglin, avvenuta nella notte dell’11 giugno 1962. La pellicola segna anche la quinta e ultima collaborazione tra il regista e Clint Eastwood. Per girare il film si dovette ricostruire una rete elettrica lunga quindici miglia al fine di riconnettere l’elettricità all’isola tramite quella di San Francisco; inoltre, fu necessario molto lavoro per ripristinare lo stato della prigione a come esso era nel 1963, ossia alla chiusura del complesso carcerario. Al termine del film molti dei miglioramenti, apportati per l’occasione, furono mantenuti intatti e permangono tuttora. La scena della pericolosa fuga dalle cancellate della prigione, sulla spiaggia e infine in acqua, non fu compiuta da controfigure, ma proprio dai tre attori, che in precedenza avevano seguito un’adeguata preparazione. Uscito negli Stati Uniti il 24 giugno 1979, il film venne proiettato in 815 sale cinematografiche, incassando la prima settimana 5.306.354 dollari. In totale guadagnò 64,5 milioni di dollari: 43 milioni negli Stati Uniti e altri 21,5 milioni all’estero. Con Clint Eastwood, Patrick McGoohan, Robert Blossom, Fred Ward, Paul Benjamin, Jack Thibeau.

Sinossi
Frank Morris arriva nel cercere di Alcatraz nel gennaio 1960. La prigione gode solida fama di estrema sicurezza: nessuno infatti è mai riuscito a evadere. Nonostante questo Morris non ha che un pensiero: scappare. E riesce anche a trovare il modo, impiegandoci tre anni.

Fuga da Alcatraz (Escape from Alcatraz, 1979), ultimo tassello della collaborazione artistica tra Don Siegel e Clint Eastwood, è molto probabilmente anche l’ultimo capolavoro del regista di Chicago e uno dei vertici assoluti della sua filmografia. Prodotto in cooperativa proprio tra la casa di produzione del regista e quella del suo interprete-feticcio, è una ricostruzione storica perfetta, impeccabile, appassionante e quasi documentaristica di un avvenimento realmente verificatosi. Se è considerato, a ragione, come uno dei migliori film carcerari di sempre, questo lo si deve soprattutto allo stile di Don Siegel. Come sempre contraddistinto dalla sottrazione, si adagia in modo esemplare su una storia secca e prosciugata di qualsiasi elemento, comprese le connotazioni psicologiche dei personaggi e perfino dei dialoghi, praticamente ridotti all’osso. Tutto avviene negli spazi angusti e stretti, e la tensione nasce proprio dall’insopportabile e claustrofobica assenza di aria da respirare. E tutto ciò ci viene soltanto suggerito da Don Siegel, senza inutili didascalismi o eclatanti dichiarazioni. E lo stile si sposa a meraviglia con la prova controllata, apparentemente monocorde ma in realtà perfettamente aderente, di Clint Eastwood. Dopo aver visto Fuga da Alcatraz, è impossibile non notare quanto il cinema di Eastwood regista sia debitore dell’insegnamento prezioso del suo maestro Siegel. Per la cronaca. Frank Morris e i fratelli Anglin riuscirono a lasciare il carcere di Alcatraz, su una zattera, la notte dell’11 Giugno del 1962. Il mattino seguente, l’F.B.I. ritrovò soltanto degli indumenti e dei resti della zattera sulla spiaggia di Angel Island. Da allora, non è chiaro ancora oggi se i tre sopravvissero alla rocambolesca fuga. Sono stati effettuati studi di varia natura: alcuni sono convinti che i tre detenuti morirono annegati; altri, invece, basandosi sullo studio delle correnti del fiume, sostengono che la loro fuga abbia potuto avere successo. Ci sarebbero delle testimonianze, anche fotografiche, che sembrerebbero accertare la presenza dei fratelli Anglin nel Sudamerica degli anni Settanta e quella di Frank Morris in Irlanda. Il caso fu comunque archiviato e non ci sono prove che stabiliscano con certezza la sopravvivenza dei tre dopo quella notte. Ma penso che in molti di noi abbiamo sperato, anche soltanto per un attimo, che alla fine ce l’abbiano davvero fatta.

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Utlima modifica: 13 Luglio, 2019



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