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Il Drago della Romagna: partito il film sul Mah Jong made in Italy

Gerardo Lamattina ha deciso di andare alla scoperta di questo Mah Jong dai tratti romagnoli, facendosi guidare dalle appassionate giocatrici del bagnasciuga, sperando poi di poter finire il suo viaggio proprio in Cina, ai tavoli dei nonni che durante il giorno popolano i parchi con i loro tavoli ticchettanti

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Taxi Drivers ha chiacchierato col regista Gerardo Lamattina che è in questi giorni sul set della sua nuova opera di docu-fiction Il drago della Romagna. Le riprese sono iniziate all’inizio del mese sulla riviera romagnola, e nello specifico a Ravenna, la location principale da cui Lamattina e i suoi personaggi esploreranno il mondo del Mah Jong. Parrebbe un simpatico nonsense, ma la città ospita una nutrita comunità di appassionati giocatori che nel tempo hanno reso questo hobby tipicamente cinese, un passatempo radicato anche in questa parte del mondo.

Il Mah jong, o meglio, il 麻将 (má jiàng) in cinese e…e’-magiò in dialetto ravennate, è un gioco tradizionale che vede quattro concorrenti sfidarsi al tavolo utilizzando delle tipiche tessere spesse e pesanti, vagamente somiglianti a quelle del domino, su cui sono rappresentati caratteri cinesi, numeri e altri loghi. Ogni giocatore deve scartare e accoppiare le tessere procedendo all’esaurimento delle stesse, con lo scopo di accumulare più punti possibili. Di solito i giocatori più abili maneggiano le tessere con una tale velocità da rendere il loro suono ticchettante, un tratto distintivo della partita di Mah Jong. Nella versione ravennate sono invece le stecche di legno che servono a tenere in piedi e a sistemare le pedine ma anche a mescolarle, a produrre un tipico suono che ha accompagnato l’infanzia di moltissimi romagnoli. Il gioco ha una storia lunga, risale alla dinastia Qing, ma nel tempo ha raggiunto anche l’Occidente producendo appassionati amatori e seriosi concorrenti.

Lamattina ha deciso di andare alla scoperta di questo Mah Jong dai tratti romagnoli, facendosi guidare dalle appassionate giocatrici del bagnasciuga, sperando poi di poter finire il suo viaggio proprio in Cina, ai tavoli dei nonni che durante il giorno popolano i parchi con i loro tavoli ticchettanti.

Il progetto si costruisce come una docu-fiction dalla sceneggiatura aperta – “Se volevi delle garanzie dovevi comprarti un tostapane” scherza il regista citando Clint Eastwood, quando la produttrice reclama scelte precise -.  Durante i casting è stato selezionato un piccolo gruppetto di personaggi; a guidarlo la signora Luisa, tipica azdora ravennate, la cui figlia Fabiola sogna un riscatto da cantante. Lamattina, sostenuto dalle produzioni Pop Cult e Micromedia Communication Italy, ha incontrato diverse centinaia di candidati tra i quali ha scelto la signora Luisa come motore di questa avventura: “Ce ne sarebbero decine e decine di Luise”, ci racconta Lamattina, ma lei e il suo piccolo microcosmo famigliare, ben rappresentano i valori che il regista cerca di raccontare nel suo film.

L’intenzione primaria è quella di andare esplorando il mondo colorato e curioso degli appassionati giocatori ravennati, che in passato si ritrovavano nelle Case del Popolo per coltivare la loro passione, ma che adesso sempre più si chiudono tra le mura di casa. Una socialità completamente diversa rispetto a quella di cui si fa involontario rappresentante il nipote di Luisa, Riccardo, e i suoi due amici cinesi, fratello e sorella,, attaccati ai cellulari e completamente disinteressati dal gioco da tavolo. Accanto allo scontro tra generazioni, c’è la vena documentaria, che raccoglie le tracce lasciate nel secolo dall’arrivo del Mah Jong in Italia e in particolare a Ravenna, fino ad oggi. Racconta la storia del ravennate Michele Valvassori, ebanista, appassionato giocatore che per primo ha creato e prodotto un suo Mah Jong: è così che si è diffuso ed è diventato, nel ravennate e nel “forese”, un gioco popolarissimo.

Lamattina ha deciso di lavorare con attori non professionisti, una esperienza per lui non nuova, per dialogare più da vicino con i sogni della protagonista Luisa, che spera di poter uscire dalla sua provincia e raggiungere la Cina per giocare là dove tutto è iniziato.

Il progetto di Lamattina aspira all’incontro tra culture, per questo le due produzioni Pop Cult e Micromedia Communication Italy si sono mosse diametralmente sul territorio locale tra comunità italiana e cinese; e l’intenzione è quella di portare il prodotto anche oltre i confini per raccontare a chi di questa frangia ravennate non conosce l’esistenza, che c’è un Mah Jong anche nello Stivale.

Mentre la campagna crowdfunding non è più in essere, è pur sempre possibile seguire gli sviluppi delle riprese sul Facebook ufficiale ove vengono pubblicate anche le iniziate collaterali legate al film. E se siete in vacanza da quelle parti, magari vi può capitare di incontrare una Luisa a passeggio; o meglio ancora, lei e le sue amiche sul bagnasciuga pronte per una nuova sfida a Magiò.

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