In prima serata su Iris alle 21 Nato il quattro luglio di Oliver Stone con Tom Cruise

Nato il quattro Luglio è un grande film per non dimenticare: meritatissimo l'Oscar a Stone, che riesce a tracciare un eloquente affresco di oltre vent'anni di storia americana. Tom Cruise offre la migliore performance della carriera nei panni del soldato traumatizzato nel corpo e nell'animo

  • Anno: 1989
  • Durata: 136'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Oliver Stone

In prima serata su Iris alle 21 Nato il quattro Luglio, un film del 1989 diretto da Oliver Stone. Tratta le vicende vissute da Ron Kovic (ex marine e poi attivista e scrittore impegnato per la pace) in Vietnam e, al ritorno, negli Stati Uniti. Il film è dedicato alla memoria dell’attivista politico Abbie Hoffman. Per la creazione del film, Oliver Stone si è liberamente ispirato alla vera storia di Ron Kovic, personaggio realmente esistito, partito volontario per la guerra del Vietnam e ferito in battaglia alla spina dorsale. Tornò a casa senza più l’uso delle gambe e decise di dedicarsi all’attivismo pacifista. Oggi è uno scrittore, nel proprio libro, Nato il quattro Luglio (1976), narra la propria vita, descritta dal film omonimo di Stone. Ron Kovic, oltre che ad aver contribuito alla sceneggiatura del film, è anche apparso in un breve cameo durante la sfilata di apertura del film come uno dei soldati che sussulta all’esplosione dei petardi. Nel film, seppur con ruoli secondari, parteciparono sia Tom Berenger che Willem Dafoe, attori coi quali Stone lavorò in Platoon. Il film ha vinto due premi Oscar (Migliore regia a Oliver Stone, Miglior montaggio a David Brenner e Joe Hutshing) e quattro Golden Globe (Miglior film drammatico, Migliore regia a Oliver Stone, Miglior attore in un film drammatico a Tom Cruise, Migliore sceneggiatura a Ron Kovic e Oliver Stone). Con Tom Cruise, Willem Dafoe, Kyra Sedgwick, Raymond J. Barry, Tom Berenger, Stephen Baldwin.

Sinossi
Ron è nato il 4 luglio, anniversario dell’indipendenza americana. Volontario in Vietnam, nel paese asiatico conosce l’inferno: vede uccidere donne e bambini e provoca a sua volta la morte di un amico. Ferito gravemente alla spina dorsale Ron torna in patria paralizzato. È costretto a un lungo periodo di ricovero in un ospedale militare durante il quale cambia profondamente opinione sulla guerra e le sue motivazioni. Cade preda di una forte depressione da cui esce per dedicarsi anima a corpo alla causa del pacifismo e alla politica del partito democratico.

Un americano come tanti, cresciuto nel mito di un’America vincente, ferito nel corpo e nell’anima: c’è tutta l’amarezza di una generazione nel film di Oliver Stone, i sogni inseguiti e poi infranti dalla violenza della realtà, con una madre patria impietosa che non sa perdonare al figlio di non essere riuscito a diventare l’incarnazione del suo sogno; un’America bigotta, ipocrita e poco incline a comprendere chi soffre; la brutalità della guerra spazza via ogni certezza, e Stone rappresenta bene la catarsi che tutto annulla e tutto cambia. Un’interpretazione notevole quella di Tom Cruise, che dal giovane virtuoso di inizio film si trasforma nel ribelle che tenta disperatamente di recuperare la dignità che gli è stata tolta. L’attore offre la migliore performance della carriera nei panni del soldato traumatizzato nel corpo e nell’animo ,la dimostrazione umana di come l’uomo è una cosa a sé, non integrabile con retoriche nazionaliste. La regia è magnetica ed emozionante nel mettere in scena la vita della famiglia a stelle e strisce, quella cattolica e impregnata di stereotipi nazionalisti, coi riti domenicali, i tacchini del ringraziamento e i college, ovvero i serbatoi del virilismo tramutato poi in corpi amputati e menti depresse. Si segue con partecipazione la rinascita del ragazzo, il quale, divenuto uomo, urla la sua rabbia verso i sostenitori di Nixon, capaci di sputargli in faccia quale testimone e vittima degli atroci sbagli della sua nazione. Nato il quattro Luglio è un grande film per non dimenticare: meritatissimo l’Oscar a Stone, che riesce a tracciare un eloquente affresco di oltre vent’anni di storia americana, rappresentando la schizofrenica alimentazione del senso di smarrimento nella battaglia.

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Utlima modifica: 4 luglio, 2019



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