In prima serata su Mediaset Italia 2 alle 21,15 Animal House di John Landis, con John Belushi

John Landis bersaglia la middle class statunitense senza pietà mettendo alla berlina gli stereotipi dell'uomo medio americano, attraverso una serie di geniali trovate umoristiche. Animal House fu la prima collaborazione tra il regista e John Belushi, i quali, due anni più tardi, nel 1980, diedero vita, insieme a Dan Aykroyd, al mito dei Blues Brothers

  • Anno: 1978
  • Durata: 110'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: USA
  • Regia: John Landis

In prima serata su Mediaset Italia 2 alle 21,15 Animal House (National Lampoon’s Animal House), un film del 1978 diretto da John Landis. La pellicola vede la prima collaborazione tra il regista John Landis e l’attore John Belushi, che due anni più tardi, nel 1980, daranno vita insieme a Dan Aykroyd al mito dei Blues Brothers, un rapporto vincente che si tronca con la morte improvvisa dell’attore nel 1982. Nel 2000 l’American Film Institute l’ha inserito al trentaseiesimo posto nella lista delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi. Nel 2001 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Il film è uscito il 28 luglio 1978 nelle sale statunitensi, in Italia il 26 ottobre dello stesso anno, poi il 7 ottobre 2013 è stato rimesso nelle sale cinematografiche. Il budget del film è di 3 milioni di dollari mentre l’incasso totale è di 141.600.000 di dollari. Con John Belushi, Tim Matheson, John Vernon, Verna Bloom, Kevin Bacon, James Daughton.

Sinossi
Nel 1962, Eric e Kent sbarcano al college, smaniosi di iscriversi a uno dei club che dominano la vita studentesca. Respinti dai ragazzi bene della Omega House, entrano nel club Delta, da cui è bandita ogni regola sociale. Le anarchiche attività del gruppo scatenano la persecuzione del rettore, d’accordo con gli Omega. I Delta si vendicano a modo loro, con scandalose feste e carnevalate. 

È il 1978 e John Landis, giovane regista di belle speranze, fa le prove generali per il capolavoro che sfornerà da lì a due anni (l’ineguagliabile The Blues Brothers) e il risultato è Animal House. Non è esente da difetti questo film, la tensione umoristica che travolge lo spettatore con la storia dei fratelli Jake ed Elwood è riscontrabile solo parzialmente, non manca qualche passaggio a vuoto e qualche momento di stanca. Eppure, a rendere Animal House un qualcosa di notevole sono i colpi di genio che Landis sparpaglia qua e là, quasi a voler dare indizi allo spettatore di quello che è in grado di fare e che dimostrerà nella sua carriera successiva.  Non è solo la stracitata scena del toga party a rendere questa pellicola un cult-movie, ma la presa in giro spudorata e politicamente scorretta di una società americana che voleva tutte le ragazze carine e biondine, impegnate a studiare da spose, devote, e tutti i ragazzi belli e biondi pure loro, a prepararsi per il ruolo di marito perfetto e fedele alla patria e alla bandiera (oltre che alla moglie, o almeno così si sperava). Spunto per questa solenne presa per i fondelli degli USA perbenisti degli anni ’60 è la vicenda di due matricole del Faber College, Pinto (Tom Hulce) e Sogliola (Stephen Furst), che, dopo un approccio poco felice con l’ultra-borghese confraternita Omega, si ritrovano coinvolti da una banda di pazzi riunti sotto il nome di Delta. Attraverso i membri del folle club, Landis bersaglia la middle class made in USA senza pietà o ritegno alcuno, mostrando la gamma del possibile americano medio, dal guerrafondaio pronto a condurre le sue truppe alla guerra e alla morte, in nome dello Zio Sam e della patria (e il suo destino infatti sarò quello di essere trucidato in Vietnam dal suo stesso plotone), fino al perbenista arrampicatore di cariche e onori, destinato a fare una fine non meno ingloriosa (per inciso, del destino dei vari protagonisti il regista ci rende edotti attraverso una serie di didascalie poste sulle scene finali), circondati da fidanzatine perbenino (con evidenti fremiti erotici sotto la maschera delle ragazze di buona famiglia).  All’opposto ci sono dunque gli affiliati del Delta,  una banda di perditempo il cui unico obiettivo consiste nel far casino, agguantare fanciulle e bere alla grande. Leader del gruppo è Bluto Blutarski, un John Belushi giovanissimo, eppure straordinario con quell’aria da alieno catapultato per caso sul nostro pianeta, capace di atteggiamenti assolutamente contrastanti, ora quasi  letargico rispetto alla realtà circostante e un attimo dopo un vulcano in piena eruzione.   Belushi non era comunque uno sconosciuto, all’epoca era infatti una stella affermata dello show televisivo Saturday Night Live e prima ancora aveva lavorato per la rivista satirica National Lampoon, che fu non a caso la produttrice di questo Animal House. Bluto è un agglomerato di comportamenti socialmente sconvenienti, una vera reazione al perbenismo degli Stati Uniti, ma i suoi comprimari non sono da meno, adeguandosi al filone di follia che sembra possedere ogni membro della confraternita.

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Utlima modifica: 27 giugno, 2019



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