In prima serata su 7 Gold alle 21,15 Mariti di John Cassavetes, con Ben Gazzara e Peter Falk

Nelle mani di John Cassavetes il cinema si è trasformato in un vero e proprio bisturi della coscienza individuale e collettiva. Impietoso sì, ma anche impregnato di una smisurata umanità. Con Mariti si ha ancora una volta l'impressione che sia la vita a rappresentarsi da sola, in tutta la sua freschezza, in tutta la sua verità

  • Anno: 1970
  • Durata: 95'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: John Cassavetes

In prima serata su 7 Gold alle 21,15 Mariti (Husbands), un film del 1970 diretto da John Cassavetes. La versione italiana è stata drasticamente tagliata dai distributori che l’hanno ridotta a 95 minuti rispetto a quella originale di 154 minuti e a quella americana di 138 minuti. Pare che Cassavetes dovette tagliare quasi 90 minuti per rispettare il contratto con la produzione. Con Ben Gazzara, Peter Falk, John Cassavetes, Jenny Runacre, Jenny Lee Wright.

Sinossi
Tre quarantenni – Archie, Gus e Harry – si ritrovano per una triste evenienza (il funerale di un carissimo amico comune), ma poi approfittano dell’occasione per far festa per le strade e i locali di New York, abbandonando moglie e figli per un paio di giorni nel tentativo di dimenticare le angosce e le miserie della vita quotidiana. Se ne andranno addirittura a Londra, ma solo uno di loro deciderà di restarci.

Un’analisi impietosa di quella che viene definita la mezza età, quando è sicuramente tempo di bilanci, ma forse non è neppure troppo tardi per azzardare un cambiamento radicale. E non è da escludere nemmeno un ritorno nel rassicurante grembo della famiglia. Ritratto di tre uomini di mezza età, riunitisi per il funerale di un vecchio amico. Rimasti traumatizzati dall’evento, decidono di abbandonare tutto e tutti e trascorrere tre giorni insieme ubriacandosi e facendo danni. Tra i film di John Cassavetes è uno di quelli più “ostici” per lo spettatore, poiché porta alle estreme conseguenze la sua poetica del realismo, del quotidiano, dell’improvvisazione degli attori. Per 140 minuti (quelli della versione integrale, tagliuzzati invece nella versione italiana), la macchina da presa segue questi tre personaggi, immaturi e incapaci di crescere, nelle loro scorribande notturne e nei loro discorsi infiniti (e sfinenti). Ne esce il ritratto di una America borghese e votata alla solitudine e all’autodistruzione. Naturalmente non si può non apprezzare il lavoro di Cassavetes, sia come regista (come al solito al servizio degli attori), sia come interprete, in compagnia dei suoi più grandi amici di sempre, Ben Gazzara e Peter Falk. Insieme, i tre offrono una spaventosa prova recitativa, in bilico tra il divertimento e la malinconia. Questo film conferma, innanzitutto, la bravura con cui John Cassavetes riesce a rappresentare la quotidianità della vita, a inscenare la vita togliendo alle sue storie ogni sospetto di finzione, di invenzione romanzesca. Con Mariti si ha ancora una volta l’impressione che sia la vita a rappresentarsi da sola, in tutta la sua freschezza, in tutta la sua verità. Aiutato in ciò da bravissimi interpreti, tra i quali c’è egli stesso, il regista non declama, non predica, non fa sociologia: egli cerca soltanto la verità umana dei suoi personaggi, lasciando allo spettatore il compito di confrontarsi con la loro esperienza, che è sempre e innanzitutto credibile e universalmente vera.

Utlima modifica: 8 giugno, 2019



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