72 Festival di Cannes: Ghost Tropic di Bas Devos (Quinzaine des Réalisateurs)

Girato in 16mm, con una fotografia particolarmente di rilievo curata da Grimm Vanderkerckhov, Ghost Tropic segue il ritmo lento della notte, con un approccio meditativo, attraverso inquadrature prolungate, dialoghi ridotti all'osso, il tutto per darci le uniche informazioni che ci occorrono sulla protagonista

  • Anno: 2019
  • Durata: 85'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Belgio
  • Regia: Bas Devos

Era intenzione del regista belga Bas Devos, di fare in film più leggero rispetto ai due precedenti, che gli avevano portato via molto tempo e forze. La storia è classica, o almeno lo è l’inizio, ma poi indugia sulla protagonista, seguendola in ogni suo sguardo nella notte metropolitana. Khadija è una donna di mezza età che lavora come inserviente per un’azienda. Una sera si addormenta sull’ultima corsa della metropolitana e quando scende si accorge che non può tornare a casa. Nella ricerca di una soluzione alternativa, si rende conto di non avere abbastanza denaro e quando riesce a convincere una guardia a farla entrare nel centro commerciale per prelevare dei soldi, l’ATM le rifiuta il prelievo per insufficienza di fondi. Come se niente fosse, Khadija ringrazia per la gentilezza ricevuta e si dirige verso un autobus notturno, che però è rotto e lascia tutti a terra. Nella sua peregrinazione notturna verso casa si imbatte in situazioni in cui interviene per aiutare qualcuno e in altre in cui riceve aiuto, così come il passaggio che le offre la commessa di un supermercato notturno.

Durante la prima parte del film emergono alcuni aspetti della sua vita, è vedova da dieci anni e ha due figli. È una donna di una dolcezza e di una delicatezza che proprio la commessa del supermercato, nonostante l’alienazione e la stanchezza, le riconosce. Quando Khadija scende dalla macchina, si accorge che sua figlia è in giro con un ragazzo e la segue con lo sguardo, nascosta e quasi preoccupata di non farsi vedere. Sì fatica a seguire questo film, nonostante gli eventi scatenanti iniziali lasciassero intuire qualcosa di diverso.

Girato in 16mm, con una fotografia particolarmente di rilievo curata da Grimm Vanderkerckhov, Ghost Tropic segue il ritmo lento della notte, con un approccio meditativo, attraverso inquadrature prolungate, dialoghi ridotti all’osso, il tutto per darci le uniche informazioni che ci occorrono sulla protagonista.

Utlima modifica: 24 Maggio, 2019



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