72 Festival di Cannes: Yves di Benoît Forgeard (Quinzaine des Realisateurs)

Dopo l'amour fou e l'amour à trois, i francesi raccontano l'amour cool. Alla Quinzaine des Realisateurs del Festival di Cannes, Benoît Forgeard presenta il suo Yves, commedia sexy al tempo di rap

  • Anno: 2019
  • Durata: 108'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Benoît Forgeard

Dopo l’amour fou e l’amour à trois, i francesi raccontano l’amour cool. Alla Quinzaine des Realisateurs del Festival di Cannes, Benoît Forgeard presenta il suo Yves, commedia sexy al tempo di rap.

Jerem è un musicista rap che ha dovuto lasciare Parigi perché non poteva permettersi di vivere in una grande città, e ora abita in provincia, nella casa che era stata di sua nonna. Il lavoro non va alla grande, Jerem si rifiuta di piegarsi alle nuove tecnologie e senza filtri la sua musica non è molto accattivante e non prende like sui social. Per risparmiare sulla spesa alimentare aderisce ad un esperimento di una società produttrice di elettrodomestici intelligenti che ha creato Yves, un frigorifero dotato di intelligenza artificiale, capace non soltanto di ordinare e far recapitare la spesa, ma anche di capire i sogni e i desideri del proprietario e di interferire nella sua vita privata.

Cosa succede quando la tecnologia ci invade e gli strumenti che usiamo tutti i giorni diventano intelligenti? Benoît Forgeard avrebbe potuto raccontarlo in stile horror, oppure con una dark comedy alla Her di Spike Jonze, ma ha scelto una commedia in piena regola, perché gli serviva giocare con battute allusive e doppi sensi.

Jerem si innamora di So (Doria Tiller), la studiosa di statistica che sta seguendo il progetto delle intelligenze artificiali negli elettrodomestici, ma non trova il coraggio di dichiararsi apertamente, e una volta fatto, con tanto di invito al primo appuntamento grazie a Yves, qualche dubbio e incomprensione fa sì che tra i due le cose non decollino. Nel frattempo, però, Jerem è diventato famoso, sempre grazie a Yves, che ha preso i brani da lui composti, li ha manipolati con dei filtri e li ha messi on line, creando una star da migliaia di follower. Ma la fine della relazione tra Jerem e So porta la società per cui lavora So, produttrice di Yves, a fare causa a Jerem, per aver sfruttato il frigorifero per il suo successo di cantante. So e Yves si avvicinano al punto di avere una vera e propria relazione, con tanto di divertenti rapporti  sessuali. Eppure, se Yves è così umano il merito è di Jerem, da cui ha attinto tutte le sue forze e anche le sue paure, realizzando addirittura i suoi sogni. Yves ha spinto Jerem a vivere, lui l’ha fatto e non senza ammaccature, ma questo in un certo senso ci dice che non dobbiamo avere paura ad osare. Abbiamo paura e sbagliamo, perché siamo essere umani e non intelligenze artificiali.

Sexy, ammiccante ma mai volgare, questa commedia si conclude decisamente alla francese, in una scena dove si potrebbero chiamare in ballo (ma senza pretese) Truffaut e Bertolucci. A differenza del film di Jonze, in cui il sistema operativo con cui il protagonista ha una storia d’amore è immateriale, qui a rappresentare il fine del desiderio è un vero e proprio oggetto, e non a caso è un frigorifero con un intelligenza artificiale, metafora assoluta della freddezza. E, invece, Yves è caldo e in grado di dare calore, e riuscirà a fare riavvicinare Jerem e So, rielaborando (perché è questo che fa un’intelligenza) i loro sentimenti e le loro paure.

Utlima modifica: 23 Maggio, 2019



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