72 Festival di Cannes: Dogs don’t wear pants di Jukka-Pekka Valkeapää (Quinzaine des Réalisateurs)

C'è qualcosa di primitivo e di profondo nella sottomissione e nella dominazione, che va ben oltre l'aspetto sessuale e pornografico che normalmente attribuiamo al sado-masochismo. Ce lo racconta Dogs don't wear pants del finlandese Jukka-Pekka Valkeapää

  • Anno: 2019
  • Durata: 106'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Finlandia
  • Regia: Jukka-Pekka Valkeapää

C’è qualcosa di primitivo e di profondo nella sottomissione e nella dominazione, che va ben oltre l’aspetto sessuale e pornografico che normalmente attribuiamo al sado-masochismo. Un uomo, Juha, ha perso la moglie in circostanze tragiche e si ritrova a crescere la figlia piccola, a portare avanti il suo lavoro di medico, il tutto in una lunga elaborazione del dolore, che passa per un ordine maniacale della casa, pratiche di autoerotismo disperate e una vita votata quasi alla coltivazione della disperazione. Quando viene a contatto con Mona, una dominatrice che gode a infliggere dolore ai suoi amanti-vittime, Juha trova il suo posto nel mondo e inizia un percorso che lo porterà a capire in che modo, finalmente, superare la sofferenza ed esprimere se stesso.

Con molta ironia e una sceneggiatura in cui i ruoli e le azioni sono stati ben chiari sin da subito, il regista e il cast si sono ritrovati a lavorare in un ambiente molto familiare e sicuro, con la giusta tranquillità, necessaria ad affrontare un argomento delicato, soprattutto dal punto di vista psicologico. Il finlandese Jukka-Pekka Valkeapää si è accostato alla storia facendo delle ricerche, rivolgendosi a una dominatrice professionista e, soprattutto, scrivendo di getto, aiutandosi attraverso la scrittura a capire a fondo il dolore, perché è di dolore che si parla in questo Dogs don’t wear pants. Dal dolore provato e non ancora elaborato, che ci spinge verso altri dolori, primo fra tutti quello di chiuderci e di non ascoltarci, a quello maturato e riutilizzato per vivere meglio, con una nuova consapevolezza, per affrontare più forti, forse, nuovi dolori.

Utlima modifica: 21 maggio, 2019



Condividi