72 Festival di Cannes: The Wild Goose Lake di Diao Yi Nan (Concorso)

Diao Yi Nan colora il concorso di tinte calde con la sua atmosfera avvolgente ed energica, portando a Cannes un noir avvincente che non rinuncia alla dimensione autoriale

  • Anno: 2019
  • Durata: 113'
  • Genere: Noir
  • Nazionalita: CIna
  • Regia: Diao Yi Nan

Presentato in concorso nella selezione ufficiale del 72º Festival di Cannes, The Wild Goose Lake di Diao Yi Nan è un noir intrigante e avvincente che tiene viva l’attenzione dello spettatore in modo coerente con il genere, senza rinunciare a una dimensione più autoriale e meno esplicita, ma proprio perché non ingombrante più pregevole, che aggiunge valore all’opera consolidandone il risultato. Al suo quarto lungometraggio, il regista cinese porta a termine un buon lavoro che gli consente di potersi sentire a suo agio e a buon diritto anche in mezzo a grandi nomi, tra i registi dei film selezionati per la competizione ufficiale. Del resto, per lui non è esattamente una novità ritrovarsi a una delle manifestazioni cinematografiche più importanti, dopo il suo Fuochi d’artificio in pieno giorno che nel 2014 vinse l’Orso d’Oro alla Berlinale.

Il film è scandito da due piani paralleli, uno di racconto, che apparentemente introduce soltanto la storia con qualche intercalare ma è invece fondamentale nella sua pacatezza per stemperare la tensione della concitazione e per conferire una sorta di intimità al fluire della trama, e uno di azione, frenetico, teso, violento, vivo, costruito su solidi tratti distintivi del genere. Diao Yi Nan coinvolge in modo appagante lo spettatore e nello stesso tempo lo seduce muovendosi altrettanto bene su un livello intrinseco più profondo che si esprime nei dialoghi e nelle relazioni tra i personaggi, i quali, seppur accennati e mai troppo definiti o caratterizzati, hanno una loro energia sommessa e particolarmente efficace. Rivalità tra gang malavitose, tra loro e contro la polizia, sono il substrato di una trama in cui si inserisce la fuga quasi solitaria del protagonista che, aiutato da una donna sconosciuta, con la quale crea un’interazione traente fascino e potenza scenica dalla sua indefinitezza, si barcamena tra attacchi e minacce da parte di tutte le fazioni che hanno in qualche modo interesse al suo destino, e non identificandosi né nel bene, né nel male, li incarna entrambi, dando forma a un personaggio solido, umano e credibile. Così come le relazioni, anche i personaggi sono sfumati, irrisolti, mai troppo nitidi, il che, lungi dall’essere un difetto, li rende più carismatici. Buone le interpretazioni di Ge Hu e Kwai Lun-mei nei panni dei due protagonisti.

I colori di una fotografia calda e decisa, curata da Dong Jingsong, contribuiscono a rendere l’opera di Diao Yi Nan in qualche modo passionale e romantica, ricordando esteticamente, anche se vagamente e in pochi brevi ma accattivanti momenti, quelli più poetici del primo connazionale Wong Kar Wai. Per i più attenti, negli esterni notturni si possono riconoscere alcune analogie con la Taipei del Tsai Ming Liang di I don’t want to sleep alone. La capacità tipicamente orientale (seppur senza generalizzare troppo) di fondere sensualità e violenza, affettività e tensione, dando risalto alle prime nell’esprimerle in maniera sommessa e mai melodrammatica a favore dell’esplicitazione rude delle seconde, si conferma anche in questo caso un valore aggiunto che conferisce all’opera particolare pregio. Tirando le somme, quindi, una piacevole visione quella di The Wild Goose Lake che colora il concorso di tinte calde con la sua atmosfera energica e avvolgente.

Utlima modifica: 20 Maggio, 2019



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