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All’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici omaggio a Claude Chabrol

A pochissimi giorni dalla scomparsa del grande maestro del cinema francese Claude Chabrol, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici rende omaggio a una delle figure emblematiche della Nouvelle Vague, con la proiezione di tre capolavori e con un’intervista del 1968 in cui racconta la sua idea di cinema.

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A pochissimi giorni dalla scomparsa del grande maestro del cinema francese Claude Chabrol, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici rende omaggio a una delle figure emblematiche della Nouvelle Vague, con la proiezione di tre capolavori e con un’intervista del 1968 in cui racconta la sua idea di cinema.

Un cinema d’impegno, ma senza ideologie quello di Chabrol che amava mettere a nudo i costumi e le abitudini della borghesia con lo stesso gusto con cui si sorseggia un Bordeaux, senza esitazioni, assaporandone i contrasti e le diverse sfumature. In La Femme infidèle (La donna infedele) e le Boucher (Il tagliagole), venerdì 24 e sabato 25 settembre, il cineasta regola tutti i conti in sospeso con le ipocrisie di una provincia che conosce bene, attraverso un racconto fatto di crimini e adulterio. Chiudono questo breve omaggio Une affaire de femmes (Un affare di donne), domenica 26 settembre, interpretato dalla sua musa Isabelle Huppert, che gli  valse la coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia nel 1988, e l’intervista Cinéma de notre temps: Claude Chabrol, l’entomologiste di André S. Labarthe.

Scomparso all’età di 80 anni, regista, sceneggiatore, attore e produttore Claude Chabrol, è stato il protagonista di un cinema deliziosamente impertinente e iconoclasta firmando oltre ottanta film tra grande schermo e televisione. Appassionato di letteratura poliziesca fin dall’infanzia, si avvicina al cinema lavorando come proiezionista in un piccolo paese di provincia. Successivamente, comincia a collaborare ai Cahiers du Cinéma e poco dopo prende parte all’avvio della Nouvelle Vague francese con il suo primo film Le beau Serge (1959) e poi Les cousins (1959) ottenendo, con quest’ultimo, una nomination al Festival di Berlino.

Onestamente, ho trasformato l’aspetto del cinema mondiale, molto di meno di Godard. Non ho nessun senso della serietà, è terribile. Chabrol ha fatto dell’ironia il suo linguaggio visivo più forte, illustrando le vicende della borghesia di provincia, i suoi scandali soffocati e gli intrighi di famiglia, con un umore stridente e un feroce sarcasmo. Nel 2005, gli viene consegnato un “Premio speciale per l’insieme della sua opera”.

Per informazioni:
Accademia di Francia – Villa Medici

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