Emergency – Pe’ Strada, musica e parole a braccia aperte: il punto su obiettivi presenti e futuri dell’associazione

Il 27 e 28 aprile Emergency torna “Pe' Strada” e festeggia il suo 25° anniversario a Piazza del Popolo. L’evento ha come tema pratiche, idee e vite resistenti e vedrà sul palco artisti e operatori di Emergency, tra cui Stefano Di Battista, Nicky Nicolai, Paola Minaccioni, Paolo Calabresi, Il Muro del Canto. La conversazione con Michela Greco di Emergency è stata anche l'occasione per fare il punto su obiettivi presenti e futuri dell'associazione fondata da Gino Strada

L’evento di cui stiamo per parlare è collegato ad Emergency per cui, prima di iniziarne a scoprirne il programma, direi che vale la pena ricordare quali sono gli scopi dell’associazione.

Quest’anno è il 25esimo anniversario dalla nascita di Emergency che ha visto il suo primo giorno il 15 Maggio del 1994. Per noi si tratta di un traguardo importante perché nel frattempo l’organizzazione ha curato più di dieci milioni di persone nel mondo e quest’anno stiamo aprendo un nuovo ospedale in Uganda, il cui progetto architettonico ci è stato regalato da Renzo Piano: diventerà un policlinico specializzato in chirurgia pediatrica d’eccellenza. Rispetto a questo Pè Strada rappresenta la voglia di rinnovare con ancora più convincimento il nostro operato che appunto consiste nel fornire cure gratuite e d’eccellenza.

Nel comunicato relativo a Pe’ Strada scrivete che l’evento ha come tema “pratiche, idee e vite resistenti”. Entriamo nel merito di questa affermazione.

Resistenza perché negli ultimi anni, come sai, il clima è molto cambiato: i tempi sono carichi di rabbia e di odio sociale e noi, come altre ONG che prima erano percepite positivamente, ci siamo ritrovati vittime di questo mutamento. Per cui questo evento, supportato da un happening ludico come la musica, ci permette di incontrare i nostri sostenitori così come di venire a contatto con chi, magari, non ci conosce ed è curioso di sapere quali siano i nostri valori e le nostre idee. Dell’evento faranno parte il nostro presidente Rossella Miccio e il fondatore Gino Strada. Assieme a noi abbiamo chiamiato a partecipare alcuni delle migliaia di artisti che abbiamo la fortuna di avere come alleati, tra cui un sassofonista del calibro di Stefano Di Battista e, ancora,  Nina Zilli, Giorgio Cùscito & Swing Valley Band e molti altri, mentre tra gli attori saranno presenti Paolo Calabresi e Paola Minaccioni.

Come dice il titolo, la strada è il luogo simbolo di Emergency, quello in cui l’associazione si rivolge per offrire aiuto a chi ne ha bisogno. Così, se la manifestazione ha il suo punto centrale dove si esibiscono gli artisti il contatto diretto con le persone avviene nelle aree ad esso circostanti.

In realtà, tutto è concentrato a Piazza del Popolo ed è la prima volta che accade perché le altre quattro edizioni erano state organizzate ai Fori Imperiali: il nome Pè Strada, a parte il riferimento a Gino, è soprattutto un modo per dire che la strada è il luogo dove incontriamo i nostri sostenitori e in cui raccontiamo le storie di Emegency. Nei due giorni della manifestazione la piazza si trasformerà in un piccolo villaggio in cui, a parte il palco dove nei pomeriggi del 26 e 27 ci saranno le performance musicali, verrà costruito una specie di percorso immersivo chiamato Peace Therapy, il cui obiettivo è quello di permette alla persone di sperimentare ciò che succede all’interno dei nostri ospedali: i visitatori verranno trattati come se fossero dei nuovi pazienti, quindi visitati secondo protocollo medico. Avendolo già proposto nella scorsa edizione, posso dirti che le persone sono rimaste molto coinvolte da questa iniziativa.

Ho letto che ci sono anche ricostruzioni filmate e racconti in prima persona da chi ha fatto esperienza sul campo, nei tanti ospedali sparsi in tutto il mondo.

Si, ci sono degli operatori che avendo lavorato nelle zone più disparate simulano ciò che succede dal primo soccorso fino all’interno della sala operatoria, con procedure e logistica organizzata per rispondere alle sollecitazioni di un ambiente ostile, come può esserlo una zona di guerra. Si tratta di uno strumento di comunicazione fortissima perché riesce a portare vicino a noi una realtà che si svolge in zone lontanissime, permettendoci di far comprendere alla gente cosa effettivamente accade.

Tra l’altro uno degli scopi di Pè Strada è raccogliere fondi per finanziare i vostri progetti. Parliamo anche di questo aspetto.

Si, guarda, ogni anno l’evento è legato a un determinato progetto a cui vanno devoluti i soldi raccolti. Quest’anno abbiamo scelto il centro di maternità di Anabah, nel nord dell’Afghanistan, la cui esistenza, oltre alla funzione sanitaria, assume significati sociali eccezionali, vista la difficoltà che si ha in quelle zone nel portare le donne a partorire dentro un ospedale; senza contare che all’interno di esso lavorano e vengono formate anche molte donne locali e questo lo rende un progetto a cui teniamo in modo particolare. Raccogliere fondi significa che nel villaggio di Piazza del popolo potranno essere comprati i gadget dell’associazione, a cominciare dalle nostre magliette, e si possono sottoscrivere donazioni ricorrenti, mensili o annuali, che sono quelle più efficaci perché ci consentono di programmare gli interventi sanitari nel corso del tempo. Infine c’è la lotteria di Pè Strada con biglietti a un euro l’uno, con cui si possono vincere vari premi tra cui un week end in barca a vela.

Pè Strada è incentrato su due tipi diversi di performance musicali e cioè sul jazz e su un contest di band emergenti. Qual è l’idea dietro alla scelta della musica come collante della manifestazione?

Perché rappresenta un terreno favorevole all’incontro con i nostri sostenitori. Ma, oltre alla musica, organizziamo altri eventi – sia a Roma che in altre città – in cui a farla da padrona sono altre arti. Prima Pè Strada era un festival di artisti di strada, mentre dallo scorso anno abbiamo pensato di introdurre il jazz, previsto nella giornata di Sabato, mentre la domenica è dedicata a contest di band emergenti, chiamate per andare incontro a un pubblico più giovane.

Parli di altre arti, quindi anche di cinema.

Certo! Nel nostro Infopoint di via IV Novembre abbiamo già le informazioni di una rassegna organizzata con il sostegno di Rai Cinema intitolata Dritti all’immagine con sei film incentrati sui temi di Emergency, ognuno dei quali accompagnati dai loro registi. Esiste un progetto relativo a un bando per sceneggiature di cortometraggi riservato agli under 25 in cui in giura c’erano, tra gli altri, Piera Detassis e Alba Rohrwacher. Pensa che quella vincitrice è pronta a diventare un corto prodotto da Wildside.

In parte lo hai già accennato, ma ti chiedo: oggi, come viene percepito Emergency?

Guarda purtroppo è un po’ cambiata. Fortunatamente, abbiamo sempre moltissimi sostenitori convinti di esserlo, però, circa un anno e mezzo fa, in coincidenza con i cambiamenti che ci sono stati in Italia, nella nostra pagina Facebook sono iniziati a fioccare numerosi commenti negativi senza che avessimo cambiato ciò che facevamo prima. Quindi, si tratta proprio di un segno del mutamento sociale e politico, destinato a influire anche sul lavoro di Emergency, perché con il cambio di clima e la diminuzione dei fondi diventa più difficile aiutare persone per le quali il nostro intervento diventa una questione di vita o di morte. Ciononostante, continuiamo ad avere numerosi sostenitori ancora più convinti di prima.

Quanto c’è di Gino Strada e di Rossella Miccio dietro l’idea di questa manifestazione?

Gino è l’anima di Emergency. Loro sono molto più dediti all’attività sul campo nei vari paresi dove abbiamo gli ospedali. Saranno nella manifestazione perché sono la nostra voce e i nostri simboli, dopodiché questo come altri eventi vedono in primo piano il lavoro dei tanti volontari che rimangono la risorsa fondamentale della nostra struttura.

Utlima modifica: 24 aprile, 2019



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