18 Festival del Cinema Europeo di Lecce: Cronofobia di Francesco Rizzi

Primo lungometraggio dello svizzero Francesco Rizzi, Cronofobia si ispira chiaramente in quanto ad ambientazioni, atmosfere e stile al bellissimo Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino non raggiungendone però mai il livello e la levatura

  • Anno: 2018
  • Durata: 93'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Svizzera
  • Regia: Francesco Rizzi

Primo lungometraggio dello svizzero Francesco Rizzi, Cronofobia si ispira chiaramente in quanto ad ambientazioni, atmosfere e stile al bellissimo Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino non raggiungendone però mai il livello e la levatura. La storia ruota tutta attorno alla figura di Michael, uomo enigmatico e solitario che in Svizzera gira di paese in paese (cambiando aspetto volta per volta) per valutare la qualità del servizio in alberghi, ristoranti e negozi. Per uno strano caso legato proprio alla sua professione (Michael si scoprirà essere il responsabile del licenziamento del marito di Anna), l’uomo si imbatte in Anna, una donna inquieta e tormentata con problemi d’insonnia e con cui inizia una strana e disturbante relazione. I due si ritrovano a percorrere insieme le vie innevate del paese di notte col furgone dell’uomo perché questo risulta essere l’unico modo per Anna per riuscire a dormire. Michael inizia anche a frequentare la casa di Anna, i due ormai si ritrovano a condividere sempre più spesso silenzi e quotidianità. Fino all’epilogo in cui si ritrovano (per volontà di lei) in un locale per scambisti e successiva fine del loro legame, perché Michael deve andare via (a causa del suo lavoro ma, probabilmente, non solo per quello).

Film incentrato su silenzi e dialoghi molto poco convincenti, si ha l’impressione che il regista abbia voluto percorrere la via del cinema evocativo riuscendoci, però, solo in parte. Se la sceneggiatura è il limite più grande ed evidente di questo film, infarcita com’è di battute a dir poco banali, a salvarsi è l’ottima fotografia che riscatta parzialmente un’opera altrimenti totalmente deludente e inconsistente. Proprio come la neve dei paesaggi svizzeri che fanno da cornice alla storia, Cronofobia è destinato a dissolversi nella mente dello spettatore dopo la visione, non lasciando traccia o ricordo alcuno.

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Utlima modifica: 14 aprile, 2019



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