Stasera in tv su Rai Storia alle 21,10 La terrazza di Ettore Scola, con Tognazzi, Gassman, Trintignant e Mastroianni

La terrazza può essere considerato l'atto finale, il canto del cigno della commedia all'italiana. Il film di Scola, impietoso ritratto autocritico della borghesia di sinistra, rimane ancora oggi uno dei migliori del regista. Un'opera amarissima e consuntiva, con un'acuta sceneggiatura di Age e Scarpelli. Con Tognazzi, Gassman, Mastroianni e Trintignant

  • Anno: 1980
  • Durata: 124'
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia, Francia
  • Regia: Ettore Scola

Stasera in tv su Rai Storia alle 21,10 La terrazza, un film del 1980 diretto da Ettore Scola, in cui il regista tira le somme della commedia all’italiana, facendo un amaro bilancio di un gruppo di intellettuali di sinistra in crisi. Presentato in concorso al 33º Festival di Cannes, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura e il premio per la miglior attrice non protagonista per Carla Gravina. La terrazza ha vinto, inoltre, due Nastri d’Argento per la Migliore Sceneggiatura a Ettore Scola, Age e Scarpelli e la Miglior Attrice non Protagonista a Stefania Sandrelli. Con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Jean-Louis Trintignant, Marcello Mastroianni, Serge Reggiani, Stefano Satta Flores, Ugo Gregoretti, Stefania Sandrelli, Carla Gravina, Ombretta Colli.

Sinossi
Su una terrazza romana si incontrano periodicamente alcuni vecchi amici e colleghi, ospiti di una coppia salottiera. Il film focalizza l’attenzione sui giorni che seguono uno di questi incontri e racconta questo lasso di tempo in cinque diversi episodi secondo cinque punti di vista differenti. Il primo episodio narra di uno scrittore cinematografico senza ispirazione, il secondo di un giornalista fuori moda che cerca di riconquistare la moglie, il terzo di un funzionario della Rai anoressico ed estremamente depresso, il quarto di un produttore cinematografico alle prese con i capricci cinematografici (e non solo) della moglie e l’ultimo parla di un deputato del Partito Comunista Italiano che coltiva una relazione adulterina. Al termine di questi cinque racconti il film si chiude con un nuovo incontro su quella stessa terrazza, avvenuto un anno dopo.

La terrazza può essere considerato l’atto finale, il canto del cigno della commedia all’italiana: aperto da un magistrale piano sequenza di due minuti che, lentamente, dalla terrazza entra in una stanza per inquadrare una tavola imbandita che, all’invito ”È pronto, venite!” della padrona di casa, si riempie di vocianti ospiti, i quali saranno, a turno, i protagonisti delle (tragi)comiche microstorie che popolano il film, è al tempo stesso, una riflessione – dai toni sovente malinconici e amari – su un periodo storico del nostro paese e la constatazione di una disfatta generazionale. I cinque racconti partono tutti dalla (reiterata) scena iniziale che, di volta in volta, mette in primo piano i cinque attori principali. Nel primo vediamo uno sceneggiatore in crisi di idee e di nervi (Jean – Louis Trintignant) che, messo alle strette da un produttore ignorante (Ugo Tognazzi), finisce in una casa di cura. Nel successivo un giornalista (Marcello Mastroianni) tenta, invano, di ricucire il rapporto con la moglie (Carla Gravina), ormai in carriera. Quello centrale – più verso il grottesco – narra le vicissitudini di un funzionario RAI (Serge Reggiani) che, in preda alla depressione, finirà per morire, in una scena dagli echi felliniani, in uno studio in cui è allestito uno spettacolo. Gli ultimi due sono prettamente da commedia e vedono come protagonisti il produttore (Tognazzi), anch’egli alle prese con i capricci cinefili della moglie (Ombretta Colli), e infine Vittorio Gassman nei panni dell’Onorevole del PCI, che dopo un alterco alla festa con una donna (Stefania Sandrelli) finisce per instaurare con la stessa una relazione adulterina. Egli espone i suoi interrogativi all’assemblea del suo partito ma rimane senza risposte. Li ritroviamo tutti, a distanza di tempo, ancora alla terrazza e, dopo uno sfogo autocritico di Gassman che lascia il tempo che trova, finiranno per canticchiare canzoni attorno ad un piano. Ettore Scola, come un direttore d’orchestra, riesce ad ottenere il meglio dal suo coro di attori dove ognuno dà il meglio di sé, senza offuscare gli altri. Notevole l’apporto di Age e Scarpelli, coautori della sceneggiatura con il regista: tra le tante battute memorabili, da ricordare la frase-tormentone pronunciata da Gassman: ”Come s’era felici quando eravate tutti imbecilli”.

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Utlima modifica: 13 aprile, 2019



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