18 Festival del Cinema Europeo di Lecce: Blind Spot di Tuva Novotny

Il disagio mentale che scaturisce dal dolore come quello patito dalla giovanissima protagonista, e che può spingere al suicidio, costituisce il fulcro e il tema centrale di Blind Spot di Tuva Novotny, un film angosciante ed eccessivamente disturbante

  • Anno: 2018
  • Durata: 98'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Norvegia
  • Regia: Tuva Novotny

Si è pervasi da un senso di angoscia sempre presente, e via via crescente, durante la visione di Blind Spot della regista norvegese Tuva Novotny. La storia è narrata in tempo reale, in un unico piano sequenza, e ci racconta di Thea, una ragazzina come tante che, terminato l’allenamento di pallamano, rientra a casa per cena in una sera qualsiasi di un giorno come tanti. Ad attenderla ci sono, come al solito, la mamma e il fratellino e tutto sembra scorrere nella più normale routine. Ma la tragedia sta per materializzarsi, devastante, impensabile e inimmaginabile. In men che non si dica, la tranquillità e la serenità di questa famiglia vengono interrotte violentemente e per sempre dal gesto che Thea compie all’improvviso, lasciando spiazzato e senza parole lo spettatore: la ragazza, senza un apparente motivo, si lancia dal balcone della sua cameretta.

Da qui, l’inizio della fine, con la madre che, una volta presa coscienza dell’accaduto, si dispera tra i pianti e le urla laceranti e mette subito in moto i soccorsi per tentare disperatamente di salvare la vita alla figlia che giace a terra inerme sul marciapiede. All’arrivo in ospedale del padre di Thea, scopriamo che la ragazza ha subito in passato un forte trauma psicologico (la madre biologica si è uccisa davanti ai suoi occhi quando lei era piccola), dal quale evidentemente non si è mai più ripresa, portandosi dentro tutto il peso e il dolore. Il disagio mentale che scaturisce dal dolore come quello patito dalla giovanissima protagonista, e che può spingere al suicidio, costituisce il fulcro e il tema centrale di questo film angosciante ed eccessivamente disturbante. Allo spettatore pietrificato, dinanzi a un così grande dolore, non resta che prendere atto che il male, la tragedia e la fine non sono che dietro l’angolo.

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Utlima modifica: 12 aprile, 2019



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